venerdì 30 maggio 2008

Silvia Mendico Counselor e Docente di Sociologia




“…l'importanza dell' amicizia … l'andare lento di una relazione, dei riti che servono a creare legami, che vanno nutriti coltivati”.


A Luciana e al suo fanciullino, a Luciana che non dimentica mai di essere stata bambina, che conserva la capacità di vedere le cose con gli occhi semplici di un bambino…


Prima di dare un mio contributo al sito Piccolo Principe come Counselor/Sociologa volevo complimentarmi con l’autrice di questo sito per l’espressività e la profondità degli argomenti trattati con semplicità e soprattutto per il lungimirante accostamento Counseling –Piccolo Principe. E’ un bel sogno quello che è riuscito a realizzare Luciana, innamorata di un racconto che ha letto…sentito e fatto suo.


La prima volta che lesse il libro visitò un sito nel significato originario di luogo, posto e oggi è tutto suo, un sito virtuale ma visitabile e che avvicina tutti coloro che il “caso” porta qui…
Se l’empatia esiste ( ed esiste!!!) Luciana la sento molto vicina, per esperienza, sensibilità, fantasia… la immagino un po’ come Alice… che vaga curiosa, conosce le meraviglie, scopre personaggi strani, viziosi ma umani… un po’ come la piccola Sophia nel mondo creato per lei da J. Gardner (è il libro che colpì me!!).


Auguri Luciana a te e al tuo Grande-Piccolo Principe.




Salute! E’con questo termine che mi piace salutarvi e presentarmi. Salute nel senso di saluto, forza, benessere, energia, vitalita' e buon umore. Salute, la condizione che l’uomo dà per scontata, salute che non si eredita né si compra ma che si ha la fortuna di avere o l’infelicità di esserne privi. Salute: chi ha buon senso la mantiene con la cura di sè, della propria persona, del proprio corpo e dei pensieri. Quando parlo di salute mi riferisco infatti anche a pensieri sani, atti sani, amicizie sane.

E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore, sotto tutti i punti di vista e condizioni socio-culturali ed è per questo che il mio orientamento professionale sia come Counselor che come docente di Sociologia è improntato sul discorso salute e benessere sociale ed individuale. Non esiste un benessere collettivo se il singolo individuo vive una realtà complessa senza una consapevolezza del proprio “sentire”. Sentire cosa? Sentire sè stesso, i richiami, i bisogni, sentire il nodo che crea un disagio, riconoscerlo, dargli un nome e trovare dentro sé le risorse per scioglierlo, sentire è sentire anche il bello, il buono, il sano e riuscire a replicarlo. Definire la salute è difficile, è un concetto astratto, e non assoluto.


Il Counseling è la professione basata su colloqui e ascolto che affronta i disagi psico-sociali legati al quotidiano, al mondo del lavoro, alla famiglia e che hanno ripercussioni sullo stato di salute e sul benessere dell’individuo, della coppia, del gruppo, delle istituzioni. Esiste un benessere individuale ed uno sociale, collettivo, di tutti, affinché possa esistere un benessere comune occorre partire dal senso di rispetto per la vita e per la vitalità di ogni singolo individuo.
Il Counseling Sociologico della Salute interviene nel disagio e nel malessere sociale ed individuale. Come Counselor aiuto la persona in difficoltà a trovare ciò che di buono ha ma per qualche motivo nasconde, io e il “cliente” (è così che il Counseling definisce il paziente) cerchiamo le risorse per uscire da un momento di crisi, partendo dal presupposto che tutte le persone sono potenzialmente valide.


La Sociologia studia il sociale che gravita attorno all’individuo, al gruppo, alle istituzioni, si occupa dell’uomo e delle sue relazioni, del modo di crescere, cambiare, vivere. Tra i micro e macro processi sociali oggetto di studio della Sociologia vi è la salute: un bene individuale ma anche sociale se si estende alle politiche di Welfare, alla progettazione finalizzata al benessere di tutti, alla prevenzione e al modo di fronteggiare i malesseri e le malattie. Mi entusiasma studiare i cambiamenti delle società e dei valori che la tengono insieme, l’evolversi dei pensieri e delle ideologie, il mutare delle generazioni, del senso estetico, del mondo del lavoro, delle istituzioni come la famiglia e la vecchiaia, ma il mio interesse è rivolto a come e perché tali mutamenti possono incidere e coincidere con altrettanti malesseri sociali.


Come a volte una modernità, un cambiamento sociale, una ricerca della felicità possono dar vita a “patologie sociali”? La Sociologia della salute studia in particolare “ i nuovi rischi” che possono essere rintracciati in una nuova droga, un nuovo stile di vita, una nuova moda, una nuova tecnologia. Vi è una zona mista tra disagio e malessere che non sempre si manifesta e conclama in una patologia ma che è frutto del vissuto quotidiano e il Counselor Sociologo cerca di capire, ascoltare, ricreare la persona che vive una crisi individuale che in realtà deriva da un malessere sociale, da un conflitto sul lavoro, a scuola, nella coppia e che può manifestarsi in un totale senso di inadeguatezza, sconforto, ansia, insonnia, nervosismi e vere patologie da stress e psicosomatiche.


Il Counseling quindi si svolge nel sociale di una persona perché siamo animali sociali e non possiamo esentarci dal rapportarci con il prossimo, è per questo che la natura dei rapporti sociali e la comunicazione acquistano grande importanza. Ogni persona si muove nella società con la sua maschera sociale, ogni singolo si rapporta a persone, mezzi, cose, strumenti, ogni individuo è parte di coppie e gruppi. Si rivolgono al counseling uomini e donne con problemi esistenziali e relazionali, di vita, di lavoro; il counselor ascolta la persona ( la coppia o il gruppo), la prende per mano facendole vedere altri punti di vista esterni, altre vie d’uscita a situazioni che sembrano senza soluzione. Il counselor aiuta a far vedere dei bivi dove chi vive un momento difficile vede solo vicoli ciechi, a vedere un pò di luce nel buio.


Il counselor non dà consigli ma favorisce la dialettica ripristinando una comunicazione sana tra l’individuo e il suo sociale.Salute quindi in senso molto ampio, dall’antico ma mai obsoleto concetto olistico proposto dal primo grande medico della storia Ippocrate che credeva che la salute passasse attraverso l’equilibrio delle tre parti di cui è fatto l’uomo: bio –psico- sociale. Ciò che accade nella nostra anima, nella nostra psiche ha contatti con il nostro organismo e con la nostra sfera sociale, per cui la salute ed il benessere dipendono dal nostro modo di affrontare la vita, le relazioni, le persone, il lavoro.


I fatti sociali permeano il quotidiano ed incidono sulla personalità e sullo stato di salute psico-fisico dell'individuo plasmandone le aspettative e le relazioni, il counselor sociologico propone interventi per la comprensione delle dinamiche della comunicazione in una società fatta di individui sempre più depressi e disturbati da stress, inquietudini, paure e conflitti.


Grazie per l’ascolto e …SALUTE!!!

martedì 27 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud (Articolo quinto)






Nell’ambito del counselor, il metodo e’, tu per tu, attraverso la parola , individuale, ecco la narrazione. Cercando di individuare, sintomi, che attraverso la narrazione, con lo strumento Ermeneutica relazionale, poi vi daremo anche quello sistemico si vanno srotolando e escono dall’altro, facendoci intravedere una realta’ via via sempre piu’ chiara. In piu’ , il Counseling filosofico vero e proprio, cercheremo di aggregarlo, qui adottiamo il metodo Raabe.


E’ un metodo, per stadi per momenti, e’ un metodo filosofico, tu avvicini il tuo cliente, adotti questo metodo, la ricerca che fai sulla sua psicologia, sul suo status psicologico, sara’ di tipo Ermeneutico. Lo stesso Raabe lo raccomanda, e sulla griglia del codice vivente del codice affettivo Fornariano, dunque, arriva il cliente, lo si accoglie empaticamente, comincia il dialogo, comincia la ricerca , ci si deve preoccupare, che la ricerca, sia abbastanza completa, nella sua narrativita’:


IN ORINE DELLA SUA VITA AFFETTIVA, IN ORDINE DEL SUO GRADO DI AUTONOMIA ETICO CULTURALE, IN ORDINE ALLA SUA CAPACITA’ DI STARE AL MONDO CON LE ALTRE PERSONE, IN ORDINE ALLA SUA CREATIVITA’ ALLE SUE ATTITUDINI, IN ORDINE ALLLA SUA VITA SESSUALE AL MASCHILE AL FEMMINILE, il tutto visto in un cerchio finito. E secondo la progressione di stadi, del metodo filosofico, che adottiamo, il counselor, aiutera’ piano piano il cliente, ad affrontare il problema, e possibilmente ad uscirne.
In modo che si esca da qua con idee chiare.


La griglia di Freud e’ rigidamente biologistico/naturalistica, la griglia che Fornari propone, non ha questa caratteristica. Dell’impulso di Freud non si puo’ fare a meno. Il codice Fornariano, sulla base di relazioni magari sbagliate, tu puoi adirittura non viverlo, e puoi non saturarlo. E da Counselor , ci si dovra’ rendere conto, se il codice non e’ mai stato saturato se sei davanti ad una persona, che ha vissuto carenze di vita importanti. Noi chiariremo se i nostri metodi sono scienza naturale, e speriamo proprio di no, oppure se sono scienza umana, e speriamo proprio di si.


Freud usava un metodo clinico, a tu per tu, cercando di individuare dalle narrazioni, quindi nemmeno lui era lontano dalla Fenomenologia, era piuttosto lontano dalla sua teoria. Ermeneutica=>( dio Ermes, aiutava gli uomini a interpretare i messaggi degli dei ) sulla base della narrazione, interpreti, quel messaggio di quella persona.
METAPSICOLOGIA=> SISTEMAZIONE TEORICA DELLA DISCIPLINA DELLE SCIENZE.
Codice Saturo=> significa attivare il codice, ha risposte corrette dalla madre. Deus un materno secondo l’ideale dell’ io: amore senza limiti.


AMORE: DEUS EST CARITAS San Francesco : Dio Mio, Mio Tutto


venerdì 23 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud ( Articolo quarto)


Oltre Sigmund Freud

Lezione del Proff. Zonta (Pag.4/5)

E quindi il bambino che porta alla bocca il seno, e’ portato piano piano , attraverso la mamma che gli dice tutto questo, a costruire l’apparato per pensare pensieri per vivere le emozioni sognare sogni. Ma chi da' al bambino la possibilita’’ di pensare pensieri? Te lo da la mamma pensandoti. La strutturazione corretta della mente intellettiva ma non solo anche quella emotiva , passa attraverso la relazione.Ci stiamo avviando verso l’ approccio relazionale, molto preciso, Fornari e’ il punto di riferimento.


E’ un’ operazione non semplice la storia della psicanalisi, e’ molto complicata, per complicazioni esterne ed interne della psicoanalisi stessa. E tutt’oggi , la situazione non e’ del tutto sistemata dal punto di vista Epistemologico. La psicoanalisi e’ una scienza o no?Freud la voleva far diventare scienza della natura. Nei primi anni del ‘900 c’era un clima Positivistico. La Filosofia esalta il valore e la funzione delle scienze esatte, cosi’ dette scienze esatte, come la chimica la biologia. Sono conoscenze dello spiegare come. Ogni fenomeno viene spiegato, con ipotesi, esperimenti, formulazioni di leggi per arrivare a verita’ assolute.


Freud usa il metodo CLINICO ma non sul piano sperimentale=> metapsicologia e’ la teoria. La teoria dice che esiste l’ inconscio => con pulsioni di libido ( vita ) e aggressivita’ ( morte ) => essi sono biologici. Questa teoria consente di dare alla psicoanalisi valenza di scienza, che non viene accettata dalla neurologia. La Psicoanalisi, e’ un dialogo, e non osserva niente, il problema e’ aperto fino al secolo scorso. EPISTEMOLOGIA=> filosofia della scienza, esclude la psicoanalisi, dall’ambito scientifico, e dalle scienze naturali perche’ non e’ sperimentale, non e’ falsificabile. GRUNBAUM E’ UN EPISTEMOLOGO=> LA PSICOANALISI non cura nulla e nessuno.RAPAPORT=> PSICANALISTA che smantella tutta la teoria freudiana (quindi dall’interno)


Dopo una tale affermazione, alcuni psicanalisti, hanno fatto finta di niente. Altri hanno tentato di costruire una nuova METAPSICOLOGIA. Mettono insieme in modo eclettico ( attaccando una all’altra ) e tentando di mettere insieme una nuova metapsicologia e teorie diverse, i risultati sono stati fallimentari. Un terzo gruppo, tenta di reintrodurre la psicoanalisi, nell’ambito delle scienze umane, e si attaccano all’Ermeneutica filosofica e la sua figlia e’ la e’ la Fenomenologia. A quale metapsicologia fanno riferimento? Esse affondano le loro radici nella Grecia antica. Badano a curare il rapporto con il paziente in modo individuale, senza badare o dare uno sfondo teorico. Non per comprendere, ma per interpretare Fenomenologicamente.


Secondo una interpretazione fenomenologica, non tanto ancora della storia del paziente, ma del qui ed ora. Come si presenta il paziente, qui ed ora? Ha queste caratteristiche qua, allora io interpreto, quello che il paziente e’ ma tu diverso da lei.Ermeneutica di narrativita’ che caratterizza ciascun paziente, che parla, diversamente di qualsiasi altra persona. L’ermeneutica e’ uno strumento per interpretare quello che il paziente dice coscientemente, e che inconsciamente nasconde nell’inconscio. Hanno scoperto il relazionale, la sua storia, e i contenuti irripetibili. Ma l’interpretazione, su quale modello teorico?


Nasce la scuola, che valorizza tutto cio’ che dal relazionale interpretativo Ermeneutica-Fenomenologico e’ uscito. e’ interessante, ma anche vuole rientrare comunque in una metapsicologia relazionale di sfondo di tipo Fornariano. L’interpretazione Ermeneutica, fenomenologica di tipo Fornariano, si basa sulla relazione. La capacita’ di valorizzare l’esperienza irripetibile, nel senso costruttivistico, che viene agita su dei binari precostituiti. Non sono le pulsioni, sono i codici, che possono rimanere insaturi. Ecco perche’ abbiamo scelto il metodo fornariano. Il counselor, avvicina il cliente con chiara l’idea del percorso

Ermeneutico-fenomenologico, ma impostato su una ricerca del soggetto di un individuo che ti e’ chiara su un piano metapsicologico.La psicologia e’ una scienza naturale? Gli psicologi sperimentali dicono di si, fanno anche loro gli esperimenti, fanno anche loro tutte ste ricerche, che sono assolutamente folli, ma danno un valore assolutamente scientifico.


mercoledì 21 maggio 2008

Sigmund Freud e Oltre ( Articolo Terzo)






Il proto-cervello non e’ vuoto, contiene dei simboli/ segni, che Fornari identifica come “Codici”, saranno messi in atto, sollecitati, attraverso la relazione affettiva. Ci vuole la relazione perche’ salti fuori quella che noi chiamiamo mente, lo psichismo. Possiamo dire che la mente si forma su binari precisi, fin dalla nascita i simboli presenti nel proto-cervello vengono sollecitati, in quanto il bambino ( che li contiene ), e’ persona umana. Poi ci sono le relazioni, che formano la mente. Ma questa mente si formera’ su binari ben precisi, sono addirittura riconoscibili, Fornari li chiama Codici Affettivi ( semiotica =>scienza dei segni).

Il bambino nasce con un proto-cervello, non vuoto ma con prescrizioni, preconvenzioni, che vengono messe in atto attraverso la relazione affettiva. Ogni bambino e’ diverso, risponde in modo diverso alla relazione affettiva, e in questa fase nasce il temperamento. Il Proto-cervello presente alla nascita, e’ l’inconscio allo stato puro, e’ un linguaggio (=>nel senso che e’ significativo che ha un significato ) . Tutti i bambini mostrano, nella loro facolta’ di significarsi, una voglia matta di essere amati. Credo, che possiamo identificare questo assunto come un assioma.


Il bambino, alla nascita, esprime un immenso bisogno di affetto, attraverso un linguaggio,( non verbale non ne ha la capacita’), possiamo dire che e’ prescritto, un esempio e’ il piacere della suzione, che non e’ solo di essere sfamato, vediamo che il bambino cerca continuamente contatto orale. Ma se trova una mamma meccanica, ( per es. nel frattempo si guarda la tv) che fa altro intanto che allatta, questa congiunzione bocca/seno che non e’ mediata sul relazionale traduce nel bambino relazione tanto da diventare emozione affettiva ?


No, questa relazione non traduce bocca/seno come una relazione che provoca emozione affettiva, bocca e seno rimangono due unita’ disgiunte. Diventano due frammenti di esperienza che determineranno lo psichismo. Il bambino e’ prescritto secondo un linguaggio che crescera’ che sara’ costruito in base alle relazioni. Nel nostro approccio teorico, lo chiameremo “CODICE DELLA MADRE”.


Il codice della madre e‘ presente fin dalla nascita, senso semiotico in un proto-mentale, un proto-cervello, che lasciato a se stesso si atrofizzerebbe. Invece, se sollecitato e valorizzato dalla relazione, viene piu’ o meno ferito, o gratificato. Piu’ siamo stati gratificati e meglio stiamo, quanto meno siamo stati gratificati tanto piu’ ci avviciniamo alla pazzia. Portatore simbolico di un significato e’ il “codice della madre” (=> e’ nel, e’ il, proto cervello del bambino ), che porta in se un valore intrinseco si pensi al seno materno, e cosi’ affetto amore, emozioni.


Nell’evoluzione della specie umana, l’uomo ad un certo punto ha adottato la posizione eretta, nel momento in cui la mamma si trova in quella posizione, il bambino nasce sempre piu’ prematuro, con il cervello sempre piu’ grande. La natura si trova a risolvere il grande dilemma ostetrico, testone grande, dentro a una mamma con il bacino ristretto. La natura si organizza cosi’ i bambini nascono sempre piu’ immaturi, e hanno bisogno di essere accuditi per molti anni, in questo momento nascono gli affetti. Gli affetti umani, sono ora un’eredita’ pre-scritta nel biologico che caratterizza la realta’ umana, rispetto a qualsiasi altra realta’ animale.


La neocorteccia e’ l’area della relazione, la storia dell’ uomo, e’ storia di affetti perche’ ad un certo punto la natura si e’ trovata, nel corso dell’evoluzione, a risolvere il grande dilemma ostetrico , e i bambini nascono sempre piu’ immaturi, e hanno bisogno di cure per molti anni. Partiamo da qua noi per strutturare la nostra mente sulla base di questa eredita’, che e’ il linguaggio alla nascita, che non e’ linguaggio verbale che si dira’. Il linguaggio si formera’ sulle basi di una valenza semiotica se ci saranno le basi nella relazione affettiva emozionale.


Altrimenti bocca e seno rimarranno due unita’ disgregate, due tocchettini , due realta’ che non si aggregheranno a formare la relazione della mia mamma che mi vuole tanto bene. Il bambino impara il fatto di essere amato, perche’ la mamma gli vuole tanto bene e la mamma glielo “significa” attraverso la sua “reverie” , non mettendo a disposizione il seno in modo meccanico, e basta, ma mettendo dentro al seno tutto il suo mentale affettivo.


venerdì 16 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud ( Articolo secondo)






L’uomo crea fenomeni, e’ quella cosa che io percepisco, come "io" la percepisco. Kant dice che non e’ dato conoscere i noumeni, l’uomo e’destinato a costruire fenomeni, il suo essere fattore dei fenomeni stessi. L’uomo crea fenomeni , come i sogni, che vengono dall’ inconscio (concetti Freudiani ), parte della mente umana che e’ fatta di luoghi diversi, altro luogo si chiama IO e l’altro Super IO. Che cos’e’ l’inconscio ? E’ cio’ che non conosciamo, l’irrazzionale, non

e’ conscio significa che se fosse conscio non lo reggeremo. Razionalmente conosciamo ? O razionalmente sognamo? L’io , fatica da matti a tenere contenuto, imbrigliato attraverso il super io, le pulsioni, perche’ dobbiamo vivere nella civilta’. L’inconscio tenta con le sue pulsioni di uscire, ma viene tenuto a bada da Io e Super Io, e questo comporta una serie di castrazioni, e si mettono in atto delle strade particolari che si chiamano difensive.
Il bambino e’ perverso polimorfo cioe’ ha impulsi polimorfi, il bambino butta fuori impulsi rivolti a soddisfare il desiderio. La civilta’ gli impedira’ questo, via via che crescera’, gli imporra’ regole. Naturalmente, in questo gioco dinamico tra l’IO, l’ES e SUPER IO la struttura mentale si forma attraverso i rimossi. I rimossi sono realta’ interne , che poi di fatto, danno struttura alla nostra personalita’. Nella crescita si producono i rimossi danno struttura alla nostra personalita’, i rimossi sono un meccanismo di difesa in una realta’ costantemente conflittuale.
Il sogno pazzesco di Freud: ove era l’ES ivi sia l’IO , un uomo tutto IO un uomo robotico. Ogni studioso, parla di se, noi abbiamo altre possibilita’ se non parlare di noi?


Freud parla di se, e parlando di se, parla della persona umana. Ognuno parla di se , unisco le varie esperienze, e diventano una grande ricchezza umana. La mente malata, parlando di se parla sicuramente della complessita’ umana, e con quello che ti dicono, riesci a capire intuire confrontare. Per la religione cristiana l’uomo e’ segnato dal peccato originale, esaustivo l’episodio nel libro di S. Agostino “le confessioni” dove ci parla del furto delle pere, dice io e i nostri amici, non rubavamo per fame, ma perche’ dentro di noi c’era l’istinto del peccato originale. All’origine secondo la dottrina cristiana c’e’ questa spinta al male, secondo Freud, l’uomo e’ segnato dall’ istinto, per indicare pulsione, sessuali e istinto di morte. Come vediamo, le due posizioni si assomigliano. L’uomo nasce segnato al male?


Allora siamo noi prescritti al male? All’aggressivita? Abbiamo l’istinto di morte nei confronti degli altri oltre alla libido che e’ istinto sessuale Eros?
Elementi muti del sogno, sono i simbolizzati => padre, madre, figlio la famiglia codici affettivi. Tutti gli uomini sognano gli stessi sogni: sogna la famiglia coinemi. Tutto si e’ sviluppato nel corso degli anni, fattore ereditario dello sviluppo della specie, il bisogno della famiglia e’ un bisogno primario ed e’ diventato biologico e’ dentro di noi. Nel substrato della corteccia cerebrale, ha sede il luogo della nostra intelligenza. Nell’evoluzione della specie umana, l’uomo ad un certo punto ha adottato la posizione eretta, nel momento in cui la mamma si trova in quella posizione, il bambino nasce sempre piu’ prematuro, con il cervello sempre piu’ grande. La natura si trova a risolvere il grande dilemma ostetrico, testone grande, dentro a una mamma con il bacino ristretto. La natura si organizza cosi’ i bambini nascono sempre piu’ immaturi, e hanno bisogno di essere accuditi per molti anni, in questo momento nascono gli affetti.


Gli affetti umani, sono ora un’eredita’ pre-scritta nel biologico che caratterizza la realta’ umana, rispetto a qualsiasi altra realta’ animale. I simbolizzati, sono gli elementi muti del sogno, che Fornari chiama codici affettivi, che esprimono bisogno di vita. Noi possediamo spinte di vita infinite favolose, senza limiti. La mente si costruisce nella relazione sulle basi di spinte naturali di vita. Il bambino vive un benessere cosmico all’interno del seno materno.
Aggressivita’ saturazione sbagliata di un codice.


Il mentale, via via si struttura, e’ perche’ sono uomo per cui ho un cervello da uomo ? O vi sono altre componenti ? La relazione e’ fondamentale per la crescita della mente umana, lo psichico, lo consideriamo un dato di fatto. Ogni uomo e’ fautore di conoscenza sulla base di quello che e’ di quello che sente, sulla base di una struttura. Naturalmente non basta la relazione, alla nascita il bambino, non e’ vuoto di segni, ma possiamo dire che c’e’ qualcosa di proto ( il Bambino nasce con un proto-cervello). Il proto cervello maturera’ sulla base della crescita attraverso le relazioni.


martedì 13 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud ( Articolo primo)


"Capacita' di stare con"

Lezione del Proff. Zonta (Pag 1/5)

Si studiera’ la storia della psicoanalisi, partendo dalle origini, per arrivare via via, attraverso le varie esperienze di ricerca, alla psicoanalisi del nostro tempo. Noi svilupperemo l’approccio teorico, per poter renderci conto bene, capire bene, di come dobbiamo stabilire la relazione con il cliente. E butto li l’affermazione piu’ forte, piu’ importante, questa attivita’ a cui vi state formando chiede, innanzitutto, prima di tutto, “LA CAPACITA’ DI STARE CON”. Stare con la persona di cui ti prendi cura.

L’attivita’ di counselor, richiede la capacita’ di stare con, di relazionarsi. Dare la possibilita’ al cliente di vivere una buona relazione, una relazione finalmente adeguata. Il counselor non cura, se si trova davanti a patologie, dobbiamo inviare la persona a altro professionista, il counselor si occupa di disagio esistenziale. Quello che piu’ conta, quello che piu’ serve, e’ la relazione. Si puo’ essere tecnicamente preparatissimi, puoi avere delle strategie sofisticate, ma se viene a mancare la relazione, non si arriva a nulla. Richiede un approccio empatico, assolutamente autentico, genuino. IMPORTANTISSIMO : LA CAPACITA’ DI INDAGARE
Ci diamo una mano per Ragionare secondo gli affetti.
Dare un contenimento autentico, un sentire che l’altro ti sente, un‘ empatia assolutamente autentica, e’ gia’ un buon passo. Dopo naturalmente metteremo dentro la nostra capacita’ di indagare secondo i modi che discuteremo, e secondo lo strumento filosofico di Counseling filosofico, soprattutto nei momenti di supervisione, quando affronteremo casi concreti, per vedere come si fa, come si procede.

La relazione e’ tutto, faremo l’analisi di gruppo, dobbiamo confrontarci fino infondo, su queste cose, cominciamo a dire cosa sentiamo. Questo gruppo, deve diventare talmente unito e coeso, che prima di tutto dovra’ imparare a volersi bene, tu cure, senza se, senza ma, a tutti i livelli. Qui dovremmo diventare persone che sanno vivere la relazione tu cure (professionisti )della relazione. La regola aurea, nel contesto della terapia di gruppo e’ "fuori tutto", per te non ti devi tenere niente.

E’ una nostra scelta di campo, la filosofia teorica e pratica, approfondiremo Counseling Filosophy for Children, e con Filosophy For Communiti, e il Dialogo Socratico. Quindi, curare le relazioni attraverso:

1-L’approccio sistemico, umanistico relazionale esistenziale e la filosofia del dialogo, 2-La fenomenologia e l’ermeneutica. 6-Tratteremo PETER RAABE ( canadese ) in concomitanza dei codici affettivi di Fornari.
Per fare questo dobbiamo curare molto la relazione. Saper stare con. Bisogna conoscere la psicologia e la psicoanalisi nel versante relazionale. Passare dalla psicoanalisi Freudiana pulsionale alla psicoanalisi relazionale Fornariana. La nostra scuola abbraccia questa teoria che parla di un inconscio prescritto , dei codici affettivi. Non scioglieremo mai il legame con altri autori.

1-Il Counselor deve effettuare una ricerca, per vedere come il cliente vive i suoi codici affettivi, per andare a trovare qualche vuoto, che poi e’ il vuoto che determina il disagio esistenziale, per cosi’ individuare la causa dei disagi e dei codici feriti => carenza della capacita’ di socializzare, di relazionarsi in modo affettivo e creativo.

2-Si affrontera’ il metodo Raabe che si srotola in quattro fasi, usciremo dalla scuola con metodichiari. Arriva il cliente e comincia a dirsi, parlera’ del passato e del presente. E’ importante individuare i codici feriti, non faremo gli analisti, perche’ non si tratta di questo. Individuare il codice, o i codici feriti , i quali possono essere carenza d’affetto, oppure carenza di capacita’ di socializzare, carenza di creativita’ .

A questo punto prendendo in mano il counseling filosofico secondo Raabe che e’ quello che si andra’ ad analizzare. Metteremo insieme in pratica, il counseling filosofico e l’approccio psicanalitico fornariano, parlando di codici affettivi che pero’ saranno continuamente confrontati con il sistemico relazionale, con la filosofia del dialogo, nel versante Ermeneutico Fenomenologico.
Un altro bel momento, sara’ la terapia di gruppo, che sara’ di 100 ore, la terapia di gruppo sara’ secondo l’analisi dei codici. La regola aurea, e’ quella di tirar fuori quello che si e’ tutto quello che si pensa quello che si prova, cosi’ facendo si da' un aiuto agli altri e si riceve aiuto. La scuola vi fara’ passare per questo ulteriore setaccio. Nel terzo anno ci sara’ un’ ora di supervisione.

A presto Luciana

giovedì 1 maggio 2008

Filastrocca poesia "Alfa reverie"

Oggi ti voglio proporre il momento piu' bello che puo' provare una madre: la nascita del proprio bambino. Sucessivamente, la nascita di quei momenti, fondamentali che aiutano il piccolo, a crescere, a parlare, a pensare pensieri, attraverso l'amore, e quel fluido nascente chiamato appunto alfa reverie.

Frammenti Alfa Reverie

Sole caldo, morbido abbraccio.
Canta tra i rami, cicala impaziente.
Lo scricciolo, e' andato, nel nido non c'e'.
Dipinta sul muro, meridiana, padrona del tempo che E'.

Tic..Toc..Tic...Toc..

Un pianto, tutto si ferma, per un momento.
Sei bella , sei bocciolo, sei vento,
Un sorriso , il tuo viso, amore,
tepore, carezze, splendore,
leggiadra, tu sei tra le braccia mie.

Forte, il mignolo, prendi,
ti aggrappi alla vita, che attendi.
Sembra che mi vuoi dire: tocca a te,
traduci i miei gesti, in pensieri per me.

Dolci le labbra che cercano il seno,
trovano amore, cerchi il sereno.
L'abbraccio , non vuole finire mai,
non e' solo cibo quello che hai.

E' grande mistero, fluido nascente,
tu lo trasmetti , mi apre la mente.
Il tuo stupore, colgo sovente,
lo riordino, lo faccio mio, lo creo, sempre.

Ti rimando pensieri sognanti,
lotano, a nuovi orizzonti.
Ancora ti stringo, ti guardo e sorrido,
sogna-sogni, dolce tesoro,pensa -pensieri,
sono i miei quelli di ieri.

Ti immagino forte , davanti al dolore,
ti immagino fiera, nelle tue mete,
ti immagino, bella nelle tue fatiche.

Luciana



Significato di "Alfa Reverie"


Wilfred R. Bion, uno dei grandi della psicoanalisi del nostro tempo, ha compiuto un’importante esplorazione intorno a ciò che egli, studiando la formazione della mente nel bambino, definisce la “capacità materna di reverie”. Si tratta di un vero e proprio dono di pensiero che la madre fornisce al proprio piccolo, assieme alle cure che consentono al figlio di soddisfare i propri bisogni. Il bambino ha l’ ”esigenza di essere pensato” e la madre, intuendo questo bisogno, garantisce un’attribuzione di significato alle emozioni senza significato che egli vive e che trasmette, mediante proiezione, alla madre.

Attraverso la reverie materna, quindi, fattore della funzione alfa, così definita dallo stesso Bion, il bambino diventa capace di tollerare prima lanon-cosa, la cosa sconosciuta, fonte di angoscia, e poi di conoscerla. Al contrario, il fallimento della funzione alfa, non attivata data l’assenza di reverie, impedisce al bambino di maturare la capacità di dare significato emotivo agli oggetti e alle relazioni e genera, di conseguenza, prodotti patologici. La madre, quindi, accoglie i dati sensoriali grezzi del bambino e genera in lui, ripensando gli stessi dati, dei contenuti mentali che possiedono un significato e che possono essere usati per l’attività di pensiero.

Bion, nel 1962, scrive infatti: “Mi è sembrato utile introdurre l’ipotesi di una funzione alfa avente il compito di convertire i dati sensoriali in elementi alfa, per provvedere in tal modo la psiche del materiale che le necessita per fabbricare i pensieri del sogno; svolgendo questo ruolo, la funzione alfa renderebbe anche possibile il costituirsi dei due stati, di veglia e di sonno, nonché delle due situazioni, di coscienza e di incoscienza”. E’ fondamentale, di conseguenza, che la madre si sappia costituire come“oggetto esterno” adeguato, inteso non solo come presenza fisica, ma soprattutto come presenza psicologica, in grado di assicurare e di donare al figlio la propria capacità di reverie. La madre deve essere insomma un “contenitore” autentico.

A presto Luciana