martedì 1 settembre 2009

veneto to travel



Ciao a tutti finalmente sono ritornata in questo blog,
dopo un estate intensa dal punto di vista formativo.
Formazione che non mi lascera' tranquilla,
ma felice di poter raggiungere degli obiettivi.

Desidero condividere con voi l'ultimo lavoro che ho fatto,
per un mio amicofotografo Franco Cogoli, veneto to travel
si tratta di un mini sito, che andra' ad agganciare,
il suo sito gia' esistente francocogoli

Ti consiglio di andare a visitare i due siti, scoprirai foto,
veramente meravigliose da tutto il mondo.

Ti ricordo la sua passione per la regione veneto,
Franco, ha fotografato ogni scorcio della mia regione,
catturando momenti di vita, passata e presente.

Ciao a tutti a presto Luciana

lunedì 22 giugno 2009

Philosophy for Children


L'ospedale delle bambole

Maura Striano presenta il racconto "L'ospedale delle bambole", di Ann Margaret Sharp
Edito da Liguori

Entriamo all’interno del curriculum della Philosophy for children. Il curriculum, nasce con dei materiali che sono strutturati in modo da essere adatti alle dinamiche cognitive, affettive relazionali, dei bambini e degli adolescenti in varie fasce d’eta’. Il primo materiale che noi andiamo ad utilizzare nella scuola dell’infanzia, e’ materiale che e’ stato scritto a integrazione del curricolo, redatto da Lipmann, e redatto da Ann Sharp.


Nel video, breve presentazione del libro.

Buon ascolto Luciana



video




giovedì 18 giugno 2009



Oggi desidero condividere con te , l'articolo che ho trovato nel sito Formazione salerno

Buona lettura.




Sapete che cos’è? Di cosa si occupa?


Immaginate di trovarvi in un momento difficile e incerto della vostra vita, un momento in cui le nubi sembrano addensarsi e coprire la luce, vi sentite trascinati da emozioni negative e non vedete vie d’uscita, ebbene, è in quel momento che avete bisogno del counseling.


Il counseling è quell’insieme di tecniche che soffiano come il vento sui problemi, spazzando le nubi dell’incertezza, consentendo alla persona di rivedere la strada da percorrere per risolvere le sue preoccupazioni. Il professionista che padroneggia queste tecniche, si chiama counselor e il suo compito è di aiutare il suo cliente ad acquisire la sicurezza necessaria per affrontare una situazione delicata in un particolare ambito della sua esistenza.


Il counselor affronta problemi specifici di un individuo o di un gruppo, ma non tratta situazioni patologiche, ossia, quelle difficoltà umane che sono conclamate in un vero e proprio disturbo mentale o comportamentale. Le condizioni patologiche sono di pertinenza della psicoterapia e della psichiatria e non rientrano in una relazione d’aiuto qual è il counseling. Il counselor ha quindi clienti e non pazienti.


Come fa il counselor a intervenire? Come risolve i problemi? E’ importante fare una precisazione. Nessuna difficoltà può essere affrontata dall’esperto in una relazione d’aiuto suggerendone la soluzione, consigliando la strada da seguire.


Il counseling è sostanzialmente un rapporto di tipo umano, che si differenzia dal consiglio del buon amico, e si fonda su tecniche di osservazione e comunicazione che mirano a realizzare l’empowement. Per empowement s’intende il rafforzamento e la valorizzazione delle risorse già presenti nell’individuo, la possibilità che egli ha, una volta riacquistata la fiducia nelle proprie capacità, di rivedere il suo problema e trovare da se stesso i mezzi migliori per superarlo.


Il counseling offre, dunque, al cliente una situazione esplorativa, un setting in cui egli ritrova le proprie risorse smarrite, aumentando la propria autostima e accrescendo la fiducia nelle proprie capacità.


Con la rinvenuta serenità, il cliente può meglio scegliere per se stesso, compiendo le valutazioni più congrue ai suoi obiettivi e al suo stile esistenziale più autentico e profondo. L’ascolto del problema, ascolto attivo su più fronti, di tutti i canali comunicativi del cliente, apporta una maggiore cognizione della situazione, permettendo di realizzare quell’empatia fra professionista e cliente che progressivamente lo aiuteranno a tirarsi fuori dal pantano nel quale è momentaneamente incappato.


Si capisce da sé l’alto valore sociale, preventivo e anche pedagogico di una simile tecnica.
Il counseling sta trovando applicazione da vari decenni nei paesi anglosassoni e recentemente anche in Italia, negli ambienti più disparati, in tutte quelle situazioni sociali in cui possono paventarsi dimensioni problematiche.


Si pensi alle scuole di ogni ordine e grado, alle università, agli ambienti lavorativi, in campo sanitario, politico, sportivo, comunicativo ecc.

Nel nostro paese sta trovando una sistemazione sempre più ampia, ma stenta ancora a decollare totalmente a causa di una legislazione che non ne riconosce ancora il valore professionale.


Il counselor, invece, riceve la sua formazione in una scuola (di solito quelle di psicoterapia che prevedono corsi in relazioni d’aiuto) di durata triennale ed è tutelato da apposite organizzazioni nazionali in merito come la SI.CO. (società italiana di counseling) o il CNCP (Coordinamento nazionale counselor professionisti).


Anche se il cammino appare lento e faticoso, questa nuova professione si sta affermando già da un punto di vista culturale, a causa delle nuove esigenze della società che sempre più vedono nel counselor uno sbocco idoneo a situazioni che altrimenti non troverebbero giuste e sensate soluzioni.


Aricolo trovato nel sito www.formazionesalerno.com


A presto Luciana

lunedì 1 giugno 2009

Comunicazione


Breve escursus sulle dinamiche della comunicazione secondo Rogers e Carkhuff


NON C’E’ SITUAZIONE O COMPORTAMENTOVOLUTO O NON VOLUTO IN UNA SITUAZIONE DI INTERAZIONE CHE NON TRASMETTA UN MESSAGGIO E CHE NON VENGA COLTO COME MESSAGGIO DA QUALCUN ALTRO. NON SI PUO’ NON COMUNICARE. ATTIVITA’ O INERZIA MOVIMENTO O IMMOBILITA’ PAROLA O SILENZIO HANNO VALORE DI MESSAGGIO, INFLUENZANO L’ALTRO E L’ALTRO NON PUO’ NON RISPONDERE.

SCHEMA FONDAMENTALE DELLA COMUNICAZIONE

referente (contesto)
messaggio
produttore----------------------destinatario
canale (contatto)
codice

La comunicazione efficace è un processo circolare: l’emittente codifica, emette, invia l’informazione al ricevente che ascolta, decodifica, interpreta, elabora e a sua volta, da emittente, codifica il messaggio di ritorno/risposta/feedback che ritorna al primo emittente ora destinatario che decodifica ecc.

LA COMUNICAZIONE E’ EFFICACE QUANDO RICEVENTE E EMITTENTESI MODIFICANO CERCANDO DI COMPRENDERSI. UNA CULTURA DELLA FLESSIBILITA’COMBATTE RIGIDITA’ AUTOREFERENZIALITA’ E EGOCENTRISMO, PROPRI DI CHI COMUNICA SENZA VERIFICARE SE LA SUA COMUNICAZIONE E’ COMPRESA CORRETTAMENTE DALL’INTERLOCUTORE.

LA COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO DI CONTENUTO E UN ASPETTO DI RELAZIONE CHE CLASSIFICA E DETERMINA IL CONTENUTO.

Il codice verbale trasmette il contenuto della comunicazione attraverso la parola.
Il codice non verbale è l’aspetto di relazione nella comunicazione.

CODICE NON VERBALE:

GESTO E COLLOCAZIONE SPAZIALE(posizione in relazione all’altro, distanza, orientamento,direzionalità,tensione,apertura/chiusura)

POSTURA

SGUARDO

VOCE

CONTATTO

ATTEGGIAMENTO GENERALE DI ASCOLTO EFFICACE:

- NON PRONTO A REPLICARE- NON PRONTO A CONTRADDIRE- NON PRONTO A RIFIUTARE A PRIORI- PRONTO A COGLIERE I BISOGNI/STATI D’ANIMO E A MODULARSI SULL’ALTRO, ANCHE RIFORMULANDONE I CONTENUTI

LA CONGRUENZA

A livello intrapersonale è l’ascolto di sé riconoscendo come proprio qualsiasi stato d’animo, integrando sensazione ed esperienza. A livello interpersonale è la libertà di comunicare se stessi. Non c’è divergenza tra codice verbale e non verbale.

BARRIERE NELLA COMUNICAZIONE:

- ESSERE INCONGRUENTI
- DARE ORDINI
- MINACCIARE
- OFFRIRE SOLUZIONI
- GIUDICARE
- INDAGARE
- RIDICOLIZZARE
- INTERPRETARE
- CONSOLARE
- MINIMIZZARE

“Il counseling è una strategia di aiuto più profonda rispetto agli aiuti intuitivi (…). Esso si sviluppa “sulla originaria intuizione rogersiana secondo la quale se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirgli cosa fare (facendo unicamente attenzione al contenuto razionale di tale consiglio: ossia che sia realmente “sensato” rispetto alla situazione) quanto piuttosto quello di aiutarlo a comprendere la situazione e a gestire il problema prendendo da solo e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali”.
(R. Carkhuff, L’arte di aiutare, Introduzione all’edizione italiana di F. Folgheraiter)

TRIADE DI ROGERS: LE DISPOSIZIONI PERSONALI DELL’OPERATORE D’AIUTO

- genuinità o spontaneità (l’operatore genuino non nega la propria personalità ma la esprime, solo che sia liberato da atteggiamenti connaturati di tipo distruttivo)
- accettazione incondizionata o considerazione positiva incondizionata (la persona è accettata indipendentemente da ciò che pensa, fa, o dice, solo per quello che è e per la sua motivazione di cambiare)
- comprensione empatica (la capacità di mettersi al posto dell’altro, di vedere il mondo come lo vede costui. Né simpatia né perspicacia diagnostica, ma un mix di sentimento (coinvolgimento affettivo) e di intelligenza percettiva.

COMPETENZE DELL’HELPER NELLA RELAZIONE

- ATTENZIONE (attenzione fisica, osservare, ascoltare. Porta, come risposta, al COINVOLGIMENTO dell’helpee)
- RISPONDERE (ai contenuti, al sentimento, al significato. Porta all’ESPLORAZIONE)
- PERSONALIZZARE (il significato, i problemi, gli obiettivi. Porta alla COMPRENSIONE)
- INIZIARE (obiettivi, programmi, scadenze e rinforzi, passaggi, verifica. Porta all’AZIONE)TRE MODI DI RISPONDERE
- CONFERMA (“mi vai bene come sei”)- RIFIUTO (“nella definizione che dai di te non vai bene”)- DISCONFERMA (“tu non esisti”)
POSIZIONI ESISTENZIALI
- AGGRESSIVO (io vinco tu perdi)- PASSIVO (io perdo tu vinci)- DEPRESSIVO (io perdo tu perdi)- ASSERTIVO (io vinco tu vinci), indirizzando le energie passive e aggressive.

A presto Luciana