venerdì 29 febbraio 2008

Messaggio del libro Il Piccolo Principe in pillole

Messaggio del libro Il Piccolo Principe

Senti come sono arrivata a conoscenza del libro il Piccolo Principe.
E' un giorno come tanti, la quotidianita' dilaga, le giornate si tingono ogni giorno degli stessi colori, e non sempre sono quelli dell'arcobaleno. E' Domenica, e per far sentire fieri della riuscita etico-educativa ricca di valori, la mia famiglia, e non creare allarmismi, sono in chiesa! Le prime battute della messa si avviano stancamente, dov'e'la gioia dell'amore cristiano? Così si rafforza la mia idea, che e'visione atea e scientifica della vita. D'altra parte intuisco perche' il tempio di Dio, sia quasi vuoto, ad eccezione di alcune persone appariscenti, impellicciate perfettamente truccate, con pettinature impeccabili all'ultima spazzola, mi trovo ad una sfilata di moda? (non avverto amore nei messaggi che ascolto).

Mi pare che nessuno bada a te Gesu'..." ricordiamoci che il vero tempio di Dio siamo noi stessi" quindi sei dentro di me. E' lì che devo cercare se voglio trovare la fonte zampillante. La mente vola da un ragionamento all' altro. Quante persone qui presenti ti cercano e ascoltano il proprio cuore? Il cuore parla, se si sa ascoltare ed e' fonte di amore e benessere (sarebbe come stare alle terme?!!!). C'e' una frase, detta nell'omelia, che mi giunge come freccia, e mi colpisce al cuore, e non e' cupido! " Tu non devi dimenticare. Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore, l' essenziale e' invisibile agli occhi".

E' cosi' che conosco "Il Piccolo Principe " e Antoine De Saint Exupéry. Un incontro prematuro, un seme caduto in un terreno ancora roccioso. In biblioteca trovo il libro, ha poche pagine, ma deve per forza contenere un tesoro! Non capisco se e' un libro per bambini, per ragazzi o e' forse anche per i grandi? L'intensita' del messagio, in apparenza semplice, e' molto forte e non di immediata comprensione, così devo rileggere, e mi sorprendo nel sentirmi a casa.
Antoine De Saint Exupéry dice che "per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto piu' vero "se lo avesse cominciato come una favola (c'era una volta...) E di seguito "Perche' non mi piace che si legga il mio libro alla leggera". E'un gran dispiacere per me confidare questi ricordi... e' triste dimenticare un amico"... Così io ho provato a leggerlo con molta attenzione...

Luciana

giovedì 28 febbraio 2008

le stelle come tanti sonagli

Tratto dal libro Il Piccolo Principe di Antoine De Saint Exupéry

" Qello che e' importante, non lo si vede..."" certo"" E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella , e' dolce la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". "Certo..."" E' come per l'acqua . Quella che tu mi hai dato da bere, era come una musica.
C'era la carrucola, e c'era la corda...ti ricordi...era buona". " Certo..." "Guarderai le stelle, la notte.

E' troppo piccolo, da me perche' ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio cosi. La mia stella, sara' per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle,ti piacera' guardarle...Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo..."Rise ancora. "Ah ! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!" " E sara' proprio questo il mio regalo...sara' come per l'acqua..." "Che cosa vuoi dire?" " Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. "Per gli uni quelli che viaggiano, le stelle, sono delle guide.[...]

Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha..." " Che cosa vuoi dire?"" Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abitero' in una di esse, visto che io ridero' in una di esse, allora sara' per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! "E rise ancora. "E quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre ), sarai contento di avermi conosciuto.

Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi', per il piacere.. E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: " Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo." Sara' come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."

In questo breve racconto, sento forte la sofferenza che si prova quando avviene il momento di un addio. Quando per diversi motivi ci si allontana da un amico. Un amico , con il quale hai condiviso parte delle tue esperienze , emozioni, sentimenti, gioie, aspettative delusioni. Un amico che c'era sempre, che ha corso per te, che ti e' stato vicino sempre, accogliendoti con empatia. Nell' addio non ti ho veramente perso, perche' porto dentro al mio cuore cio' che ci siamo donati. Ebbene forse per alcuni e' un amico immaginario, altri piu' fortunati hanno provato questa bella esperienza. E guardando le stelle, la sera, ridono come se sentissero mucchi di sonagli.

Luciana