sabato 6 settembre 2008

Irrompe il nuovo mondo

Irrompe il nuovo mondo,
e oscura il bagliore piu' vivo del sole,
si vede ora da rovine di muschio,
scintillare un futuro strano e prodigioso
e cio' che prima fu quotidiano,
sembra ora straniero e meraviglioso.
Niente piu' ordine in base a spazio e tempo,
qui il futuro consiste nel passato.
Il regno dell' amore s'e' dischiuso,
la favola comincia a filare.
Il mondo si fa sogno,il sogno mondo.
E cio' che si crede sia avvenuto
si puo'vedere giungere solo da lontano.

Mario Luzi


Non conoscevo questo autore , gia' dalle prime battute, intuisco un mondo nuvo capovolto, quasi senza senso. Credo che Mario sia il portavoce dell'ospite inquietante che si aggira tra le stanze vuote dei nostri pensieri : il Nichilismo. "Che cosa e' luomo?" domanda che Socrate si poneva molti anni fa, ma ora e' tutto da definire. E' arrivato il Nichilismo a cancellare con un dolce colpo di spugna il passato, il presente non ha senso cosi' disancorato e non si vede propensione verso il futuro. E' una vita tutta da riscrivere, scrolliamoci di dosso tutta l'insignificanza del nostro tempo, attraverso un battere e levare, che ci renda vivi e non lasciarsi morire.


Luciana

domenica 13 luglio 2008

Ti prendo per mano...

E' tipico dell'uomo di superficie, non addentrarsi, nell' infinito mondo del essere, e cosi' ci si puo' perdere, e non arrivare mai, all'essenza, che e' nascosta nel profondo di ognuno di noi.


E' l'amore nato, dalla necessita' di non fermarsi in superficie, ma scavare e trovare i propri talenti, che ha fatto scattare in me, la scintilla, e accostare il libro Il Piccolo Principe alla nuova attivita' di counseling, preposta alla valorizzazione dell'essere autentico, genuino e nascosto che vive dentro di noi. E sucessivamente costruire il mio primo lavoro.

piccolo principe counseling

TI PRENDO PER MANO...

E' vuoto che sentoeppur sento,
e' vita che chiede,nessuno risponde.

Sveglia cuore che dormi,vedi,
risposta c'e'l'amore che cerchi e' dentro di te.


Sopito in letargo, in un angolino,
non trova la via , non trova il cammino,
basta il tempo veloce di vento,
ti prende per mano e scopri il talento.


Luciana

venerdì 30 maggio 2008

Silvia Mendico Counselor e Docente di Sociologia




“…l'importanza dell' amicizia … l'andare lento di una relazione, dei riti che servono a creare legami, che vanno nutriti coltivati”.


A Luciana e al suo fanciullino, a Luciana che non dimentica mai di essere stata bambina, che conserva la capacità di vedere le cose con gli occhi semplici di un bambino…


Prima di dare un mio contributo al sito Piccolo Principe come Counselor/Sociologa volevo complimentarmi con l’autrice di questo sito per l’espressività e la profondità degli argomenti trattati con semplicità e soprattutto per il lungimirante accostamento Counseling –Piccolo Principe. E’ un bel sogno quello che è riuscito a realizzare Luciana, innamorata di un racconto che ha letto…sentito e fatto suo.


La prima volta che lesse il libro visitò un sito nel significato originario di luogo, posto e oggi è tutto suo, un sito virtuale ma visitabile e che avvicina tutti coloro che il “caso” porta qui…
Se l’empatia esiste ( ed esiste!!!) Luciana la sento molto vicina, per esperienza, sensibilità, fantasia… la immagino un po’ come Alice… che vaga curiosa, conosce le meraviglie, scopre personaggi strani, viziosi ma umani… un po’ come la piccola Sophia nel mondo creato per lei da J. Gardner (è il libro che colpì me!!).


Auguri Luciana a te e al tuo Grande-Piccolo Principe.




Salute! E’con questo termine che mi piace salutarvi e presentarmi. Salute nel senso di saluto, forza, benessere, energia, vitalita' e buon umore. Salute, la condizione che l’uomo dà per scontata, salute che non si eredita né si compra ma che si ha la fortuna di avere o l’infelicità di esserne privi. Salute: chi ha buon senso la mantiene con la cura di sè, della propria persona, del proprio corpo e dei pensieri. Quando parlo di salute mi riferisco infatti anche a pensieri sani, atti sani, amicizie sane.

E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore, sotto tutti i punti di vista e condizioni socio-culturali ed è per questo che il mio orientamento professionale sia come Counselor che come docente di Sociologia è improntato sul discorso salute e benessere sociale ed individuale. Non esiste un benessere collettivo se il singolo individuo vive una realtà complessa senza una consapevolezza del proprio “sentire”. Sentire cosa? Sentire sè stesso, i richiami, i bisogni, sentire il nodo che crea un disagio, riconoscerlo, dargli un nome e trovare dentro sé le risorse per scioglierlo, sentire è sentire anche il bello, il buono, il sano e riuscire a replicarlo. Definire la salute è difficile, è un concetto astratto, e non assoluto.


Il Counseling è la professione basata su colloqui e ascolto che affronta i disagi psico-sociali legati al quotidiano, al mondo del lavoro, alla famiglia e che hanno ripercussioni sullo stato di salute e sul benessere dell’individuo, della coppia, del gruppo, delle istituzioni. Esiste un benessere individuale ed uno sociale, collettivo, di tutti, affinché possa esistere un benessere comune occorre partire dal senso di rispetto per la vita e per la vitalità di ogni singolo individuo.
Il Counseling Sociologico della Salute interviene nel disagio e nel malessere sociale ed individuale. Come Counselor aiuto la persona in difficoltà a trovare ciò che di buono ha ma per qualche motivo nasconde, io e il “cliente” (è così che il Counseling definisce il paziente) cerchiamo le risorse per uscire da un momento di crisi, partendo dal presupposto che tutte le persone sono potenzialmente valide.


La Sociologia studia il sociale che gravita attorno all’individuo, al gruppo, alle istituzioni, si occupa dell’uomo e delle sue relazioni, del modo di crescere, cambiare, vivere. Tra i micro e macro processi sociali oggetto di studio della Sociologia vi è la salute: un bene individuale ma anche sociale se si estende alle politiche di Welfare, alla progettazione finalizzata al benessere di tutti, alla prevenzione e al modo di fronteggiare i malesseri e le malattie. Mi entusiasma studiare i cambiamenti delle società e dei valori che la tengono insieme, l’evolversi dei pensieri e delle ideologie, il mutare delle generazioni, del senso estetico, del mondo del lavoro, delle istituzioni come la famiglia e la vecchiaia, ma il mio interesse è rivolto a come e perché tali mutamenti possono incidere e coincidere con altrettanti malesseri sociali.


Come a volte una modernità, un cambiamento sociale, una ricerca della felicità possono dar vita a “patologie sociali”? La Sociologia della salute studia in particolare “ i nuovi rischi” che possono essere rintracciati in una nuova droga, un nuovo stile di vita, una nuova moda, una nuova tecnologia. Vi è una zona mista tra disagio e malessere che non sempre si manifesta e conclama in una patologia ma che è frutto del vissuto quotidiano e il Counselor Sociologo cerca di capire, ascoltare, ricreare la persona che vive una crisi individuale che in realtà deriva da un malessere sociale, da un conflitto sul lavoro, a scuola, nella coppia e che può manifestarsi in un totale senso di inadeguatezza, sconforto, ansia, insonnia, nervosismi e vere patologie da stress e psicosomatiche.


Il Counseling quindi si svolge nel sociale di una persona perché siamo animali sociali e non possiamo esentarci dal rapportarci con il prossimo, è per questo che la natura dei rapporti sociali e la comunicazione acquistano grande importanza. Ogni persona si muove nella società con la sua maschera sociale, ogni singolo si rapporta a persone, mezzi, cose, strumenti, ogni individuo è parte di coppie e gruppi. Si rivolgono al counseling uomini e donne con problemi esistenziali e relazionali, di vita, di lavoro; il counselor ascolta la persona ( la coppia o il gruppo), la prende per mano facendole vedere altri punti di vista esterni, altre vie d’uscita a situazioni che sembrano senza soluzione. Il counselor aiuta a far vedere dei bivi dove chi vive un momento difficile vede solo vicoli ciechi, a vedere un pò di luce nel buio.


Il counselor non dà consigli ma favorisce la dialettica ripristinando una comunicazione sana tra l’individuo e il suo sociale.Salute quindi in senso molto ampio, dall’antico ma mai obsoleto concetto olistico proposto dal primo grande medico della storia Ippocrate che credeva che la salute passasse attraverso l’equilibrio delle tre parti di cui è fatto l’uomo: bio –psico- sociale. Ciò che accade nella nostra anima, nella nostra psiche ha contatti con il nostro organismo e con la nostra sfera sociale, per cui la salute ed il benessere dipendono dal nostro modo di affrontare la vita, le relazioni, le persone, il lavoro.


I fatti sociali permeano il quotidiano ed incidono sulla personalità e sullo stato di salute psico-fisico dell'individuo plasmandone le aspettative e le relazioni, il counselor sociologico propone interventi per la comprensione delle dinamiche della comunicazione in una società fatta di individui sempre più depressi e disturbati da stress, inquietudini, paure e conflitti.


Grazie per l’ascolto e …SALUTE!!!

martedì 27 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud (Articolo quinto)






Nell’ambito del counselor, il metodo e’, tu per tu, attraverso la parola , individuale, ecco la narrazione. Cercando di individuare, sintomi, che attraverso la narrazione, con lo strumento Ermeneutica relazionale, poi vi daremo anche quello sistemico si vanno srotolando e escono dall’altro, facendoci intravedere una realta’ via via sempre piu’ chiara. In piu’ , il Counseling filosofico vero e proprio, cercheremo di aggregarlo, qui adottiamo il metodo Raabe.


E’ un metodo, per stadi per momenti, e’ un metodo filosofico, tu avvicini il tuo cliente, adotti questo metodo, la ricerca che fai sulla sua psicologia, sul suo status psicologico, sara’ di tipo Ermeneutico. Lo stesso Raabe lo raccomanda, e sulla griglia del codice vivente del codice affettivo Fornariano, dunque, arriva il cliente, lo si accoglie empaticamente, comincia il dialogo, comincia la ricerca , ci si deve preoccupare, che la ricerca, sia abbastanza completa, nella sua narrativita’:


IN ORINE DELLA SUA VITA AFFETTIVA, IN ORDINE DEL SUO GRADO DI AUTONOMIA ETICO CULTURALE, IN ORDINE ALLA SUA CAPACITA’ DI STARE AL MONDO CON LE ALTRE PERSONE, IN ORDINE ALLA SUA CREATIVITA’ ALLE SUE ATTITUDINI, IN ORDINE ALLLA SUA VITA SESSUALE AL MASCHILE AL FEMMINILE, il tutto visto in un cerchio finito. E secondo la progressione di stadi, del metodo filosofico, che adottiamo, il counselor, aiutera’ piano piano il cliente, ad affrontare il problema, e possibilmente ad uscirne.
In modo che si esca da qua con idee chiare.


La griglia di Freud e’ rigidamente biologistico/naturalistica, la griglia che Fornari propone, non ha questa caratteristica. Dell’impulso di Freud non si puo’ fare a meno. Il codice Fornariano, sulla base di relazioni magari sbagliate, tu puoi adirittura non viverlo, e puoi non saturarlo. E da Counselor , ci si dovra’ rendere conto, se il codice non e’ mai stato saturato se sei davanti ad una persona, che ha vissuto carenze di vita importanti. Noi chiariremo se i nostri metodi sono scienza naturale, e speriamo proprio di no, oppure se sono scienza umana, e speriamo proprio di si.


Freud usava un metodo clinico, a tu per tu, cercando di individuare dalle narrazioni, quindi nemmeno lui era lontano dalla Fenomenologia, era piuttosto lontano dalla sua teoria. Ermeneutica=>( dio Ermes, aiutava gli uomini a interpretare i messaggi degli dei ) sulla base della narrazione, interpreti, quel messaggio di quella persona.
METAPSICOLOGIA=> SISTEMAZIONE TEORICA DELLA DISCIPLINA DELLE SCIENZE.
Codice Saturo=> significa attivare il codice, ha risposte corrette dalla madre. Deus un materno secondo l’ideale dell’ io: amore senza limiti.


AMORE: DEUS EST CARITAS San Francesco : Dio Mio, Mio Tutto


venerdì 23 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud ( Articolo quarto)


Oltre Sigmund Freud

Lezione del Proff. Zonta (Pag.4/5)

E quindi il bambino che porta alla bocca il seno, e’ portato piano piano , attraverso la mamma che gli dice tutto questo, a costruire l’apparato per pensare pensieri per vivere le emozioni sognare sogni. Ma chi da' al bambino la possibilita’’ di pensare pensieri? Te lo da la mamma pensandoti. La strutturazione corretta della mente intellettiva ma non solo anche quella emotiva , passa attraverso la relazione.Ci stiamo avviando verso l’ approccio relazionale, molto preciso, Fornari e’ il punto di riferimento.


E’ un’ operazione non semplice la storia della psicanalisi, e’ molto complicata, per complicazioni esterne ed interne della psicoanalisi stessa. E tutt’oggi , la situazione non e’ del tutto sistemata dal punto di vista Epistemologico. La psicoanalisi e’ una scienza o no?Freud la voleva far diventare scienza della natura. Nei primi anni del ‘900 c’era un clima Positivistico. La Filosofia esalta il valore e la funzione delle scienze esatte, cosi’ dette scienze esatte, come la chimica la biologia. Sono conoscenze dello spiegare come. Ogni fenomeno viene spiegato, con ipotesi, esperimenti, formulazioni di leggi per arrivare a verita’ assolute.


Freud usa il metodo CLINICO ma non sul piano sperimentale=> metapsicologia e’ la teoria. La teoria dice che esiste l’ inconscio => con pulsioni di libido ( vita ) e aggressivita’ ( morte ) => essi sono biologici. Questa teoria consente di dare alla psicoanalisi valenza di scienza, che non viene accettata dalla neurologia. La Psicoanalisi, e’ un dialogo, e non osserva niente, il problema e’ aperto fino al secolo scorso. EPISTEMOLOGIA=> filosofia della scienza, esclude la psicoanalisi, dall’ambito scientifico, e dalle scienze naturali perche’ non e’ sperimentale, non e’ falsificabile. GRUNBAUM E’ UN EPISTEMOLOGO=> LA PSICOANALISI non cura nulla e nessuno.RAPAPORT=> PSICANALISTA che smantella tutta la teoria freudiana (quindi dall’interno)


Dopo una tale affermazione, alcuni psicanalisti, hanno fatto finta di niente. Altri hanno tentato di costruire una nuova METAPSICOLOGIA. Mettono insieme in modo eclettico ( attaccando una all’altra ) e tentando di mettere insieme una nuova metapsicologia e teorie diverse, i risultati sono stati fallimentari. Un terzo gruppo, tenta di reintrodurre la psicoanalisi, nell’ambito delle scienze umane, e si attaccano all’Ermeneutica filosofica e la sua figlia e’ la e’ la Fenomenologia. A quale metapsicologia fanno riferimento? Esse affondano le loro radici nella Grecia antica. Badano a curare il rapporto con il paziente in modo individuale, senza badare o dare uno sfondo teorico. Non per comprendere, ma per interpretare Fenomenologicamente.


Secondo una interpretazione fenomenologica, non tanto ancora della storia del paziente, ma del qui ed ora. Come si presenta il paziente, qui ed ora? Ha queste caratteristiche qua, allora io interpreto, quello che il paziente e’ ma tu diverso da lei.Ermeneutica di narrativita’ che caratterizza ciascun paziente, che parla, diversamente di qualsiasi altra persona. L’ermeneutica e’ uno strumento per interpretare quello che il paziente dice coscientemente, e che inconsciamente nasconde nell’inconscio. Hanno scoperto il relazionale, la sua storia, e i contenuti irripetibili. Ma l’interpretazione, su quale modello teorico?


Nasce la scuola, che valorizza tutto cio’ che dal relazionale interpretativo Ermeneutica-Fenomenologico e’ uscito. e’ interessante, ma anche vuole rientrare comunque in una metapsicologia relazionale di sfondo di tipo Fornariano. L’interpretazione Ermeneutica, fenomenologica di tipo Fornariano, si basa sulla relazione. La capacita’ di valorizzare l’esperienza irripetibile, nel senso costruttivistico, che viene agita su dei binari precostituiti. Non sono le pulsioni, sono i codici, che possono rimanere insaturi. Ecco perche’ abbiamo scelto il metodo fornariano. Il counselor, avvicina il cliente con chiara l’idea del percorso

Ermeneutico-fenomenologico, ma impostato su una ricerca del soggetto di un individuo che ti e’ chiara su un piano metapsicologico.La psicologia e’ una scienza naturale? Gli psicologi sperimentali dicono di si, fanno anche loro gli esperimenti, fanno anche loro tutte ste ricerche, che sono assolutamente folli, ma danno un valore assolutamente scientifico.


mercoledì 21 maggio 2008

Sigmund Freud e Oltre ( Articolo Terzo)






Il proto-cervello non e’ vuoto, contiene dei simboli/ segni, che Fornari identifica come “Codici”, saranno messi in atto, sollecitati, attraverso la relazione affettiva. Ci vuole la relazione perche’ salti fuori quella che noi chiamiamo mente, lo psichismo. Possiamo dire che la mente si forma su binari precisi, fin dalla nascita i simboli presenti nel proto-cervello vengono sollecitati, in quanto il bambino ( che li contiene ), e’ persona umana. Poi ci sono le relazioni, che formano la mente. Ma questa mente si formera’ su binari ben precisi, sono addirittura riconoscibili, Fornari li chiama Codici Affettivi ( semiotica =>scienza dei segni).

Il bambino nasce con un proto-cervello, non vuoto ma con prescrizioni, preconvenzioni, che vengono messe in atto attraverso la relazione affettiva. Ogni bambino e’ diverso, risponde in modo diverso alla relazione affettiva, e in questa fase nasce il temperamento. Il Proto-cervello presente alla nascita, e’ l’inconscio allo stato puro, e’ un linguaggio (=>nel senso che e’ significativo che ha un significato ) . Tutti i bambini mostrano, nella loro facolta’ di significarsi, una voglia matta di essere amati. Credo, che possiamo identificare questo assunto come un assioma.


Il bambino, alla nascita, esprime un immenso bisogno di affetto, attraverso un linguaggio,( non verbale non ne ha la capacita’), possiamo dire che e’ prescritto, un esempio e’ il piacere della suzione, che non e’ solo di essere sfamato, vediamo che il bambino cerca continuamente contatto orale. Ma se trova una mamma meccanica, ( per es. nel frattempo si guarda la tv) che fa altro intanto che allatta, questa congiunzione bocca/seno che non e’ mediata sul relazionale traduce nel bambino relazione tanto da diventare emozione affettiva ?


No, questa relazione non traduce bocca/seno come una relazione che provoca emozione affettiva, bocca e seno rimangono due unita’ disgiunte. Diventano due frammenti di esperienza che determineranno lo psichismo. Il bambino e’ prescritto secondo un linguaggio che crescera’ che sara’ costruito in base alle relazioni. Nel nostro approccio teorico, lo chiameremo “CODICE DELLA MADRE”.


Il codice della madre e‘ presente fin dalla nascita, senso semiotico in un proto-mentale, un proto-cervello, che lasciato a se stesso si atrofizzerebbe. Invece, se sollecitato e valorizzato dalla relazione, viene piu’ o meno ferito, o gratificato. Piu’ siamo stati gratificati e meglio stiamo, quanto meno siamo stati gratificati tanto piu’ ci avviciniamo alla pazzia. Portatore simbolico di un significato e’ il “codice della madre” (=> e’ nel, e’ il, proto cervello del bambino ), che porta in se un valore intrinseco si pensi al seno materno, e cosi’ affetto amore, emozioni.


Nell’evoluzione della specie umana, l’uomo ad un certo punto ha adottato la posizione eretta, nel momento in cui la mamma si trova in quella posizione, il bambino nasce sempre piu’ prematuro, con il cervello sempre piu’ grande. La natura si trova a risolvere il grande dilemma ostetrico, testone grande, dentro a una mamma con il bacino ristretto. La natura si organizza cosi’ i bambini nascono sempre piu’ immaturi, e hanno bisogno di essere accuditi per molti anni, in questo momento nascono gli affetti. Gli affetti umani, sono ora un’eredita’ pre-scritta nel biologico che caratterizza la realta’ umana, rispetto a qualsiasi altra realta’ animale.


La neocorteccia e’ l’area della relazione, la storia dell’ uomo, e’ storia di affetti perche’ ad un certo punto la natura si e’ trovata, nel corso dell’evoluzione, a risolvere il grande dilemma ostetrico , e i bambini nascono sempre piu’ immaturi, e hanno bisogno di cure per molti anni. Partiamo da qua noi per strutturare la nostra mente sulla base di questa eredita’, che e’ il linguaggio alla nascita, che non e’ linguaggio verbale che si dira’. Il linguaggio si formera’ sulle basi di una valenza semiotica se ci saranno le basi nella relazione affettiva emozionale.


Altrimenti bocca e seno rimarranno due unita’ disgregate, due tocchettini , due realta’ che non si aggregheranno a formare la relazione della mia mamma che mi vuole tanto bene. Il bambino impara il fatto di essere amato, perche’ la mamma gli vuole tanto bene e la mamma glielo “significa” attraverso la sua “reverie” , non mettendo a disposizione il seno in modo meccanico, e basta, ma mettendo dentro al seno tutto il suo mentale affettivo.


venerdì 16 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud ( Articolo secondo)






L’uomo crea fenomeni, e’ quella cosa che io percepisco, come "io" la percepisco. Kant dice che non e’ dato conoscere i noumeni, l’uomo e’destinato a costruire fenomeni, il suo essere fattore dei fenomeni stessi. L’uomo crea fenomeni , come i sogni, che vengono dall’ inconscio (concetti Freudiani ), parte della mente umana che e’ fatta di luoghi diversi, altro luogo si chiama IO e l’altro Super IO. Che cos’e’ l’inconscio ? E’ cio’ che non conosciamo, l’irrazzionale, non

e’ conscio significa che se fosse conscio non lo reggeremo. Razionalmente conosciamo ? O razionalmente sognamo? L’io , fatica da matti a tenere contenuto, imbrigliato attraverso il super io, le pulsioni, perche’ dobbiamo vivere nella civilta’. L’inconscio tenta con le sue pulsioni di uscire, ma viene tenuto a bada da Io e Super Io, e questo comporta una serie di castrazioni, e si mettono in atto delle strade particolari che si chiamano difensive.
Il bambino e’ perverso polimorfo cioe’ ha impulsi polimorfi, il bambino butta fuori impulsi rivolti a soddisfare il desiderio. La civilta’ gli impedira’ questo, via via che crescera’, gli imporra’ regole. Naturalmente, in questo gioco dinamico tra l’IO, l’ES e SUPER IO la struttura mentale si forma attraverso i rimossi. I rimossi sono realta’ interne , che poi di fatto, danno struttura alla nostra personalita’. Nella crescita si producono i rimossi danno struttura alla nostra personalita’, i rimossi sono un meccanismo di difesa in una realta’ costantemente conflittuale.
Il sogno pazzesco di Freud: ove era l’ES ivi sia l’IO , un uomo tutto IO un uomo robotico. Ogni studioso, parla di se, noi abbiamo altre possibilita’ se non parlare di noi?


Freud parla di se, e parlando di se, parla della persona umana. Ognuno parla di se , unisco le varie esperienze, e diventano una grande ricchezza umana. La mente malata, parlando di se parla sicuramente della complessita’ umana, e con quello che ti dicono, riesci a capire intuire confrontare. Per la religione cristiana l’uomo e’ segnato dal peccato originale, esaustivo l’episodio nel libro di S. Agostino “le confessioni” dove ci parla del furto delle pere, dice io e i nostri amici, non rubavamo per fame, ma perche’ dentro di noi c’era l’istinto del peccato originale. All’origine secondo la dottrina cristiana c’e’ questa spinta al male, secondo Freud, l’uomo e’ segnato dall’ istinto, per indicare pulsione, sessuali e istinto di morte. Come vediamo, le due posizioni si assomigliano. L’uomo nasce segnato al male?


Allora siamo noi prescritti al male? All’aggressivita? Abbiamo l’istinto di morte nei confronti degli altri oltre alla libido che e’ istinto sessuale Eros?
Elementi muti del sogno, sono i simbolizzati => padre, madre, figlio la famiglia codici affettivi. Tutti gli uomini sognano gli stessi sogni: sogna la famiglia coinemi. Tutto si e’ sviluppato nel corso degli anni, fattore ereditario dello sviluppo della specie, il bisogno della famiglia e’ un bisogno primario ed e’ diventato biologico e’ dentro di noi. Nel substrato della corteccia cerebrale, ha sede il luogo della nostra intelligenza. Nell’evoluzione della specie umana, l’uomo ad un certo punto ha adottato la posizione eretta, nel momento in cui la mamma si trova in quella posizione, il bambino nasce sempre piu’ prematuro, con il cervello sempre piu’ grande. La natura si trova a risolvere il grande dilemma ostetrico, testone grande, dentro a una mamma con il bacino ristretto. La natura si organizza cosi’ i bambini nascono sempre piu’ immaturi, e hanno bisogno di essere accuditi per molti anni, in questo momento nascono gli affetti.


Gli affetti umani, sono ora un’eredita’ pre-scritta nel biologico che caratterizza la realta’ umana, rispetto a qualsiasi altra realta’ animale. I simbolizzati, sono gli elementi muti del sogno, che Fornari chiama codici affettivi, che esprimono bisogno di vita. Noi possediamo spinte di vita infinite favolose, senza limiti. La mente si costruisce nella relazione sulle basi di spinte naturali di vita. Il bambino vive un benessere cosmico all’interno del seno materno.
Aggressivita’ saturazione sbagliata di un codice.


Il mentale, via via si struttura, e’ perche’ sono uomo per cui ho un cervello da uomo ? O vi sono altre componenti ? La relazione e’ fondamentale per la crescita della mente umana, lo psichico, lo consideriamo un dato di fatto. Ogni uomo e’ fautore di conoscenza sulla base di quello che e’ di quello che sente, sulla base di una struttura. Naturalmente non basta la relazione, alla nascita il bambino, non e’ vuoto di segni, ma possiamo dire che c’e’ qualcosa di proto ( il Bambino nasce con un proto-cervello). Il proto cervello maturera’ sulla base della crescita attraverso le relazioni.


martedì 13 maggio 2008

Oltre Sigmund Freud ( Articolo primo)


"Capacita' di stare con"

Lezione del Proff. Zonta (Pag 1/5)

Si studiera’ la storia della psicoanalisi, partendo dalle origini, per arrivare via via, attraverso le varie esperienze di ricerca, alla psicoanalisi del nostro tempo. Noi svilupperemo l’approccio teorico, per poter renderci conto bene, capire bene, di come dobbiamo stabilire la relazione con il cliente. E butto li l’affermazione piu’ forte, piu’ importante, questa attivita’ a cui vi state formando chiede, innanzitutto, prima di tutto, “LA CAPACITA’ DI STARE CON”. Stare con la persona di cui ti prendi cura.

L’attivita’ di counselor, richiede la capacita’ di stare con, di relazionarsi. Dare la possibilita’ al cliente di vivere una buona relazione, una relazione finalmente adeguata. Il counselor non cura, se si trova davanti a patologie, dobbiamo inviare la persona a altro professionista, il counselor si occupa di disagio esistenziale. Quello che piu’ conta, quello che piu’ serve, e’ la relazione. Si puo’ essere tecnicamente preparatissimi, puoi avere delle strategie sofisticate, ma se viene a mancare la relazione, non si arriva a nulla. Richiede un approccio empatico, assolutamente autentico, genuino. IMPORTANTISSIMO : LA CAPACITA’ DI INDAGARE
Ci diamo una mano per Ragionare secondo gli affetti.
Dare un contenimento autentico, un sentire che l’altro ti sente, un‘ empatia assolutamente autentica, e’ gia’ un buon passo. Dopo naturalmente metteremo dentro la nostra capacita’ di indagare secondo i modi che discuteremo, e secondo lo strumento filosofico di Counseling filosofico, soprattutto nei momenti di supervisione, quando affronteremo casi concreti, per vedere come si fa, come si procede.

La relazione e’ tutto, faremo l’analisi di gruppo, dobbiamo confrontarci fino infondo, su queste cose, cominciamo a dire cosa sentiamo. Questo gruppo, deve diventare talmente unito e coeso, che prima di tutto dovra’ imparare a volersi bene, tu cure, senza se, senza ma, a tutti i livelli. Qui dovremmo diventare persone che sanno vivere la relazione tu cure (professionisti )della relazione. La regola aurea, nel contesto della terapia di gruppo e’ "fuori tutto", per te non ti devi tenere niente.

E’ una nostra scelta di campo, la filosofia teorica e pratica, approfondiremo Counseling Filosophy for Children, e con Filosophy For Communiti, e il Dialogo Socratico. Quindi, curare le relazioni attraverso:

1-L’approccio sistemico, umanistico relazionale esistenziale e la filosofia del dialogo, 2-La fenomenologia e l’ermeneutica. 6-Tratteremo PETER RAABE ( canadese ) in concomitanza dei codici affettivi di Fornari.
Per fare questo dobbiamo curare molto la relazione. Saper stare con. Bisogna conoscere la psicologia e la psicoanalisi nel versante relazionale. Passare dalla psicoanalisi Freudiana pulsionale alla psicoanalisi relazionale Fornariana. La nostra scuola abbraccia questa teoria che parla di un inconscio prescritto , dei codici affettivi. Non scioglieremo mai il legame con altri autori.

1-Il Counselor deve effettuare una ricerca, per vedere come il cliente vive i suoi codici affettivi, per andare a trovare qualche vuoto, che poi e’ il vuoto che determina il disagio esistenziale, per cosi’ individuare la causa dei disagi e dei codici feriti => carenza della capacita’ di socializzare, di relazionarsi in modo affettivo e creativo.

2-Si affrontera’ il metodo Raabe che si srotola in quattro fasi, usciremo dalla scuola con metodichiari. Arriva il cliente e comincia a dirsi, parlera’ del passato e del presente. E’ importante individuare i codici feriti, non faremo gli analisti, perche’ non si tratta di questo. Individuare il codice, o i codici feriti , i quali possono essere carenza d’affetto, oppure carenza di capacita’ di socializzare, carenza di creativita’ .

A questo punto prendendo in mano il counseling filosofico secondo Raabe che e’ quello che si andra’ ad analizzare. Metteremo insieme in pratica, il counseling filosofico e l’approccio psicanalitico fornariano, parlando di codici affettivi che pero’ saranno continuamente confrontati con il sistemico relazionale, con la filosofia del dialogo, nel versante Ermeneutico Fenomenologico.
Un altro bel momento, sara’ la terapia di gruppo, che sara’ di 100 ore, la terapia di gruppo sara’ secondo l’analisi dei codici. La regola aurea, e’ quella di tirar fuori quello che si e’ tutto quello che si pensa quello che si prova, cosi’ facendo si da' un aiuto agli altri e si riceve aiuto. La scuola vi fara’ passare per questo ulteriore setaccio. Nel terzo anno ci sara’ un’ ora di supervisione.

A presto Luciana

giovedì 1 maggio 2008

Filastrocca poesia "Alfa reverie"

Oggi ti voglio proporre il momento piu' bello che puo' provare una madre: la nascita del proprio bambino. Sucessivamente, la nascita di quei momenti, fondamentali che aiutano il piccolo, a crescere, a parlare, a pensare pensieri, attraverso l'amore, e quel fluido nascente chiamato appunto alfa reverie.

Frammenti Alfa Reverie

Sole caldo, morbido abbraccio.
Canta tra i rami, cicala impaziente.
Lo scricciolo, e' andato, nel nido non c'e'.
Dipinta sul muro, meridiana, padrona del tempo che E'.

Tic..Toc..Tic...Toc..

Un pianto, tutto si ferma, per un momento.
Sei bella , sei bocciolo, sei vento,
Un sorriso , il tuo viso, amore,
tepore, carezze, splendore,
leggiadra, tu sei tra le braccia mie.

Forte, il mignolo, prendi,
ti aggrappi alla vita, che attendi.
Sembra che mi vuoi dire: tocca a te,
traduci i miei gesti, in pensieri per me.

Dolci le labbra che cercano il seno,
trovano amore, cerchi il sereno.
L'abbraccio , non vuole finire mai,
non e' solo cibo quello che hai.

E' grande mistero, fluido nascente,
tu lo trasmetti , mi apre la mente.
Il tuo stupore, colgo sovente,
lo riordino, lo faccio mio, lo creo, sempre.

Ti rimando pensieri sognanti,
lotano, a nuovi orizzonti.
Ancora ti stringo, ti guardo e sorrido,
sogna-sogni, dolce tesoro,pensa -pensieri,
sono i miei quelli di ieri.

Ti immagino forte , davanti al dolore,
ti immagino fiera, nelle tue mete,
ti immagino, bella nelle tue fatiche.

Luciana



Significato di "Alfa Reverie"


Wilfred R. Bion, uno dei grandi della psicoanalisi del nostro tempo, ha compiuto un’importante esplorazione intorno a ciò che egli, studiando la formazione della mente nel bambino, definisce la “capacità materna di reverie”. Si tratta di un vero e proprio dono di pensiero che la madre fornisce al proprio piccolo, assieme alle cure che consentono al figlio di soddisfare i propri bisogni. Il bambino ha l’ ”esigenza di essere pensato” e la madre, intuendo questo bisogno, garantisce un’attribuzione di significato alle emozioni senza significato che egli vive e che trasmette, mediante proiezione, alla madre.

Attraverso la reverie materna, quindi, fattore della funzione alfa, così definita dallo stesso Bion, il bambino diventa capace di tollerare prima lanon-cosa, la cosa sconosciuta, fonte di angoscia, e poi di conoscerla. Al contrario, il fallimento della funzione alfa, non attivata data l’assenza di reverie, impedisce al bambino di maturare la capacità di dare significato emotivo agli oggetti e alle relazioni e genera, di conseguenza, prodotti patologici. La madre, quindi, accoglie i dati sensoriali grezzi del bambino e genera in lui, ripensando gli stessi dati, dei contenuti mentali che possiedono un significato e che possono essere usati per l’attività di pensiero.

Bion, nel 1962, scrive infatti: “Mi è sembrato utile introdurre l’ipotesi di una funzione alfa avente il compito di convertire i dati sensoriali in elementi alfa, per provvedere in tal modo la psiche del materiale che le necessita per fabbricare i pensieri del sogno; svolgendo questo ruolo, la funzione alfa renderebbe anche possibile il costituirsi dei due stati, di veglia e di sonno, nonché delle due situazioni, di coscienza e di incoscienza”. E’ fondamentale, di conseguenza, che la madre si sappia costituire come“oggetto esterno” adeguato, inteso non solo come presenza fisica, ma soprattutto come presenza psicologica, in grado di assicurare e di donare al figlio la propria capacità di reverie. La madre deve essere insomma un “contenitore” autentico.

A presto Luciana

mercoledì 30 aprile 2008

Testimonianze per il sito piccolo principe counseling

Ciao Massimo,
certamente se scarichi l'immagine e' piu' eloquente di tante parole......inutile dire che sono emozionata!
Non posso fare a meno di ringraziarti , per aver saputo incoraggiarmi, a scavare e tirare fuori quanto di piu' nascosto c'e' in me , cosi' da fare un lavoro carino e dal successo inaspettato.
Grazie Massimo!!!!!!!

Luciana



Massimo ha detto...
Ciao Luciana,
Le tue parole, il tuo impegno, i tuoi risultati, il traguardo raggiunto VALGONO PER ME un valore inimmaginabile. E' una soddisfazione enorme!!!!!!!!!!! :-D
Guarda, usero' la tua immagine per parlarne tantissimo sul blog ed in newsletter. Spero di stimolare gli italiani a creare qualcosa di importante, come hai fatto tu.

GRAZIE!
Massimo


Emanuele Mattei ha detto...
Il tuo è un fantastico sito, ed io penso che il web sia un ottima risorsa, quindi se una persona va su internet e trova il tuo sito, la farai felice,sei fantastica.

http://blog.shareoffice.it/emanuele/

29 aprile 2008 23.02


Luciana ha detto...
Ciao Emanuele,ti ringrazio moltissimo della tua inaspettata, quanto gradita testimonianza.
Un saluto Luciana
30 aprile 2008 10.32



Articolo tratto dal sito della R.A.I. it :



Navigando, i migliori siti della settimana scelti dalla redazione

www.piccolo-principe-counseling.com un sito su un libro tanto amato Sito ufficiale
Per i tanti che hanno letto "Il piccolo Principe" ed hanno amato il protagonista del libro scritto da Antoine de de Saint-Exupéry nel 1943, segnaliamo il portale dedicato a questo capolavoro e al messaggio di pace e tolleranza in esso contenuto.

All'interno del sito trovano posto un riassunto del testo con alcune recensioni, la storia dell'affascinante vita dello scrittoree della sua passione per il volo che gli costò la vita in circostante misteriose e link che rimandano a filastrocche e favole dedicate ai bambini e a coloro che anche da adulti hanno saputo conservare l'anima del fanciullo.























1 commenti:
shjana ha detto...
Complimenti Luciana, il tuo sito e il tuo blog sono veramente fenomenali!Sai veramente come mettere per iscritto le tue emozioni e i tuoi complimenti, mi piacerebbe veramente poter imparare da te.Vai così che la vita ti portera' sicuramente tante cose belle e le meriti tutte.
27 marzo 2008 15.53

Luciana ha detto:
Grazie di cuore Shiana
Ciao Luciana


Paolo l' Accademico
Qui puoi trovare i capitoli del libro, il piccolo principe, formato audio Podcast.
Buon ascolto http://paoloaccademico.podomatic.com/

lunedì 28 aprile 2008

Il Counseling Filosofico Relazionale (Articolo quarto)

Il Counseling Filosofico Relazionale

Trascendenza

Essendo indirizzati verso il problema immediato del cliente e avendo questi ricevuto un certo livello di competenza filosofica, cliente e counselor possono adesso osservare che il loro dialogo sta andando oltre i particolari concreti della vita quotidiana e sta avvicinandosi a domande di natura piu' astratta e universale. Il cliente si trova insomma ad emergere dallo "stato di immanenza" e ora vive la sua vita usando di piu' la capacita' di riflettere, di scegliere e di dirigere se stesso.

Nel trascendere egli comprende piu' chiaramente le particolarita' della sua situazionedi vita individuale e le osserva nel loro piu' generale contesto sociale, storico e universale. La trascendenza e' in primo luogo un evento mentale: la memoria e l'immaginazione ci rendono capaci di andare al di la della realta' immediata della nostra esperienza. Si tratta di una liberazione dell' io dall'alienazione dove lo avevano trascinato le preoccupazioni, le passioni, i desideri, una liberazione che consente di diventare persone morali, aperte all'universalita' e all'oggettivita'.

E' naturalmente impossibile per il Counselor e il cliente emanciparsi o liberarsi completamente dalle inevitabili influenze della tradizione. Ma comunque la discussione filosofica rende il cliente capace di vedere meglio se stessoe le sue credenze, all'interno del quadro di riferimento della sua famiglia e della sua comunita', e il mondo, facendogli comprendere il suo posto dentro le ideologie e le strutture famigliari, sociali e politiche. E' l'approccio alla "saggezza" , quindi ad uno stato di liberazione, dalle passioni, di lucidita' , di conoscenza di se' e del mondo, che libera il cliente dal semplice reagire alla vita con emozioni riflesse o con abitudini, e promuove un potenziamento della capacita' di discernere la vita onesta da quella meno onesta e di scegliere da solo le opinioni e le azioni che rappresentino meglio la propria concezione di "vita buona".

E' in questo stadio che il counselor e il cliente arrivano iunsieme alle domande piu' profonde, come " chi sono"?, " come dovrei vivere"? . Mentre nello stadio due la discusione rimane principalmente sul livello pratico del che cosa fare , a questo stadio si sviluppa nell' articolazione di risposte a domande come "perche'?", " per quale ragione?" . Quando il cliente diventa consapevole della sua visione del mondo, pio' aprirsi uno iato tra il suo effettivo modo di vivere e un altro possibile modo di vivere, che potrebbe procurargli autorealizzazione e felicita'. In altre parole, si puo' creare uno spazio per una " autoalienazione", ovvero per una delusione e un rifetto di quanto egli stesso percepiva di star diventando. una volta che sia consapevole degli assunti e delle credenze che costituiscono la visione del mondo o il sistema di credenze entro il quale vive, il cliente diventa capace di seguire un approccio che parta dalla conoscenza dei propri valori e dei propri principi e giunga alla considerazione della sua personale relazione con i problemi quotidiani particolari, alla luce dei suoi paradigmi.

Quando le decisioni di un cliente su problemi particolari sono informate dalla consapevolezza della propria visione del mondo, e' piu' probabile che esse siano sentite come decisioni giuste, in quanto i conflitti interni, che possono sorgere quando le decisioni siano inconsistenti o in contraddizione con la visione del mondo, avranno minori possibilita' di verificarsi. A questo stadio il cliente ha avuto la possibilita' di seguire per molti mesi il processo di sviluppo delle sue abilita' dialogiche e di ragionamentoe ha senz adubbio attenuato il numero, la gravita' e la pressione delle sue preoccupazioni immediate. Ha percio' probabilmente guadagnato anche una significativa fiducia in se stesso. E' grazie a questi cambiamenti che il cliente si avvicina alla condizione di essere una persona pareteticamente filosofante e che la sua relazione con il counselor tende a diventare quella di due eguali compagni di dialogo.

A questo stadio, quindi, il cliente deve abandonare la sua precedente richiesta che il counselor svolga il ruolo dell' autorita' nello scambio dialogico. Egli infatti viene ad avere sempre piu' fiducia nelle proprie abilita' di pensiero, come fonte delle risposte alle sue domande e di nuovi spunti. L'autonomia che il cliente matura definitivamente in questo stadio lo aiuta ad evitare il rischio di cadere in altri momenti di apatia o di crisi esistenziali. Ma l'autonomia puo' ridursi ad un crudo individualismo, se vengono ignorate le relazioni di interdipendenza.

Il counselor filosofico deve assistere il suo cliente nel superamento della concezione contemporanea dell'autonomia, che viene denominata "culto dell'individualita'", con la sua ossessiva, e insoddisfacente, ricerca dell' assoluta indipendenza , dell' auto sviluppo e della celebrita', che spesso conducono ad una competitivita' distruttiva e a conflitti interpersonali, e aiutarlo a giungere a quel tipo di autonomia che favorisce un miglior riconoscimentonon solo del proprio valore intrinseco, ma anche delle relazioni sia con la comunita' umana con la quale egli vive.

A presto Luciana

giovedì 24 aprile 2008

Il Counseling Filosofico Relazionale (Articolo Terzo)

L'insegnamento come atto intenzionale

Se obiettivo del counselor filosofico e' aiutare il cliente a ottenere una piu' grande liberta' intellettuale e autonomia noetica, aumentando le sue capacita' di ragionamento o perfino adottando il ragionamento filosofico come un elemento caratteristico dell' esistenza umana, cioe' come un modo di vita, allora sembra una conseguenza logica che debbano essergli insegnate le abilita' e attitudini necessarie per farlo. Un Counseling filosofico efficace rende il cliente capace di affrontare un esame critico e una ricostruzione degli eventi della propria vita, usando cognizioni che emergono dalla sua attiva partecipazione al dialogo. Ma , ancora il conferimento di poteri implica l'incoraggiamento del cliente all'autonomia della propria azione, cioe' l'assisterlo nel diventare capace di condurre un tale esame critico e una tale ricostruzione in assenza del counselor.

Cio' richiede che , per quanto possibile, al cliente vengano offerti gli strumenti posseduti dal counselor e insegnate le abilita' necessarie ad usarli. D'altra parte se il counselor intende di fatto aiutare il cliente a diventare piu' capace di fronteggiare i propri problemi, allora alcune forme di insegnamento al cliente su come farlo devono essere presenti in tutte le relazioni di consulenza. Molti counseling filosofici pensano che l'atto stesso del counseling costituisca un insegnamento e che percio' il counseling filosofico possa semplicemente essere ritenuto didattico, senza che il counselor faccia alcuno sforzo pedagogico esplicito.Tale assunto appare palesemente falso se lo si applica a qualsiasi altro ambito di predica professionale . Sembrano esserci tre criteri di insegnamento nel counseling filosofico:

-L'intenzionalita': il counselor deve avvicinare il cliente con una chiara intenzionedi apprendere;
-esposizione della materia : il counselor deve andare al di la' dell' applicazione, di cio' che occorre apprendere, ai problemi del cliente e deve argomentare sulle conoscenze e sulle abilita' che possiede;
-Il cliente a sua volta, deve essere pronto sia cognitivamente che emotivamente ad andare oltre la discussione del suo problema immediato ed essere in grado di focalizzare la sua attenzione sull' apprendimento di cio' che il counselor sta cercando di insegnargli. Le attivita' caratteristiche del primo e del secondo stadio non rispettano questi criteri, ne' devono farlo. Se a questo stadio la relazione tra counselor e cliente e' in qualche modo piu' direttiva, e' comunque anche piu' collaborativa e piu' reciproca di quanto non avvenisse prima. In questo rapporto di insegnamento, il counselor deve usare consapevolmente cio' che viene discusso e cio' che era stato scoperto nel corso dei due stadi precedenti, per aiutare il cliente a diventare cosciente e a guadagnare una maggiore comprensione dei propri abiti di ragionamento.

In tal modo questi sara' piu' capace di far progressi e di realizzare la propria potenzialita' di risolvere i problemi in modo autonomo e cooperativo. Il tempo speso in questo stadio aiutera' il cliente a sviluppare le capacita' di "autodiagnosi", perche' puo' aiutare a scoprire e insegnare i molteplici processi, le varie tecniche e le diverse strategie dell' indagine filosofica, quali:
- l'addurre ragioni,
- la distinzione dalle ragioni buone da quelle cattive,
- la costruzione di inferenze,
- la valutazione degli argomenti,
- la generalizzazione (= estendere ad una totalita'),
- l'uso di analogie ( analogia= rapporto di somiglianza tra cose e fatti diversi, che abbiano tuttavia caratteristiche comuni),
- la messa in discussione degli assunti ( assunto= cio' che e' stato aquisito o adottato ),
- la giustificazione degli assunti ,
- il riconoscimento delle contraddizioni,
- la scoperta dei ragionamenti sbagliati,
- la ricerca della coerenza,
- l'effettuazione di distinzioni,
- l'effettuazione di connessioni,
- il porre domande
- l'asoltare efficacemente,
- il fare previsioni
- il formulare ipotesi,
- il mettere alla prova ipotesi,
- l'offrire esempi e controesempi,
- la correzione del proprio pensiero,
- la formulazione e l'uso di criteri,
- la scoperta della vaghezza ( vaghezza= approssimazione, imprecisione),
- la scoperta dell'ambiguita',
- la richiesta di prove,
- il fare resoconti di tutte le considerazioni rilevanti,
- l'essere aperti alle diverse prospettive e ai diversi punti di vista,
- l'esercizio dell' empatia,
- l'esercizio dell' immaginazione morale,
- la sensibilita' al contesto ( contesto= il complesso dei fatti, delle ideologie delle circostanze nelle quali si verifica un fenomeno o si colloca un personaggio ),
- l'affidarsi allla ricerca della verita'
- la cura delle procedure dell' indagine,
- il rispetto degli altri e del loro punto di vista.

L'insegnamento di queste capacita' al cliente e la coltivazione di questi atteggiamenti approfondiranno nel cliente l'uso del pensiero riflessivo razionale concentrato sulla decisione di cosa credere o fare, che puo' altrimenti essere chiamato istruzione alle abilita' del pensiero critico, alle abilita' del pensiero creativo , produttivo e costruttivo, o al ragionamento immaginativo. L'indagine filosofica e' ricerca dei significati che stanno alla base delle proprie e delle altrui azioni nel mondo, delle reazioni a cio' che viene esperito e a cio' che viene detto o fatto dagli altri. Questo e' in effetti cio' che si intende per interpretazione della visione del mondo. E' il tentativo di portare alla coscienza le credenze, gli assunti e le idee preconcette precedentemente non esaminate, che guidano il processo decisionale quotidiano del cliente, cosi' che egli possa essere piu' capace di fondare le proprie opinioni e azioni su scelte ponderate, invece che su mere convenzioni, sulla tradizione o sulle abitudini.

Come dice harriet Chamberlain, "...in un ambiente di costante cambiamento, che richiede crescita intellettuale ed emotiva, flessibilita' trascendenza, e' urgente che si impari, e si insegni ai nostri consultanti come riconoscere e interrompere il "caricamento automatico" nel cervello di risposte vecchie ed abitudinarie, che possono considerarsi inadattte al presente." inoltre il Counselor deve incoraggiare il cliente allo sviluppo di particolari valori e di particolari caratteristiche della mente, tra i quali:
- il coraggio intellettuale, che significa avere la consapevolezza della necessita' di fronteggiare e di indirizzarsi imparzialmente verso idee, credenze o punti di vista nei confronti dei quali il cliente puo' avere forti emozioni negative, e alle quali puo' non avere precedentemente prestato seriamente attenzione;
- la preseveranza intellettuale, cioe' un' attitudine e una consapevolezza della necessita' di perseguire la comprensione intellettuale e la verita', nonostante le difficolta', gli ostacoli e le frustrazioni;
- la fede nella ragione, cioe' fiducia che, alla lunga, i piu' alti interessi del cliente e quelli del genere umano saranno serviti meglio dando libero gioco alla ragione.
- L'indagine filosofica per mezzo del pensiero critico e creativo consiste anche nel tentativo di conoscere e comprendere gli atteggiamenti e i sentimenti del counselor e del cliente, che possono servire a determinare sia il corso della loro discussione che la sua eventuale direzione, tenendo percio' conto non solo degli aspetti puramente razionali delle decisioni esistenziali del cliente, ma anche di quelle emozionali.

Quindi, l'indagine filosofica nel counseling non e' un ' impresa cognitiva solitaria e indipendente ma e' piuttosto un incontro di menti, nel quale l'interdipendenza del cliente e del counselor come collaboratori nella ricerca costituisce un luogo di conoscenza piu' significativo di quelli accessibili da qualsiasi pensatore che pensi da solo. Entrare in questo stadio della procedura di counseling non significa che la discussione del problema o della preoccupazione debba essere lasciato definitivamente indietro. Molti clienti trovano che quando iniziano ad apprendere le abilita' di pensiero sono piu' capaci di riconcettualizzare da soli i loro problemi predenti, o di volgersi verso nuove questioni. Cio' puo' suggerire loro di ritornare a considerare i problemi personali immediati, ma in modo piu' attivo, oppure, ispirati dalla loro maggiore competenza nell' identificazione, articolazione e risoluzione del problema, nel ruolo di indagatori principali nell'autodiagnosi. Per molti clienti la risoluzione dei problemi immediatie l'aveer appreso tnte delle tecnicheusate nell' indagine filosofica, soddisfera' le aspettative della relazione di Counseling. Essi si sentiranno adeguatamente equipaggiati per affrontare la maggior parte di cio' che la vita ha loro da offrire.

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Luciana

lunedì 21 aprile 2008

Il Counseling Filosofico Relazionale (Secondo Articolo)

Risoluzione del problema immediato

la maggioranza degli individui che ricercano un counselor filosofico lo fanno in primo luogo per essere aiutati ad alleviare gli apparentemente insolubili problemi morali personali e a chiarire e sottoporre a critica le loro intuizioni morali. Gli individui sono sufficientemente capaci di affrontare la maggior parte dei loro problemi quotidiani. ma quando i problemi si fanno piu' complessi, per esempio quando i valori sembrano in conflitto, quando i fatti si mostrano contraddittori, o quando il pensiero sembra chiudersi in un circolo, si tende a cercare consiglio. Lo stadio due va incontro a questo bisogno e sgombra la strada agli sviluppi futuri delle capacita' di ragionamento filosofico del cliente.

Qui il counselor e ' metaforicamente chiamato a sciogliere il nodo dei èproblemi del cliente e ordinare i fili della inestricabile matassa in piu' comprensibili capi singoli, con i quali e' poi piu' facile avere a che fare. Si potrebbe dire che il counselor aiuti il cliente ad esaminare i pezzi del puzzle della sua vita, a riconoscere le interconnesioni e a ricomporli di nuovo in un modello piu' facilmente comprensibile. Questo e' lo stadio nel quale la questione principale o l'esplicita preoccupazione del cliente ha la forma di " non so che fare riguardo a ..." . Se si riferisce ad un problema eticoo morale, la domanda puo' essere: " Quale e ' la cosa giusta da fare?" .

A questo stadio il counselor sente spesso la pressione del tempo molto piu'che in quelli precedenti. Mentre il counseling agli stadi tre e quattro pou' procedere relativamente senza fretta, lo stadio due mette a fuoco problemi che di solito causano un intenso stato di confusionee di angoscia, e che hanno un impato immediato e negativo sulle emozioni del cliente, sulla sua normale funzionalita' e sulla sua condizione esistenziale. Il cliente vuole che ci si rivolga aaaaaaaaad essi con urgenza e in questo stadio il cliente stesso richiedera' implicitamente al consulente di assumere il ruolo di "autorita".

Una parte dell' autorita' el counselor proviene dalla sua capacita' di assumere una prospettiva piu' universale o piu' "oggettiva" , cioe' una visione esterna della vita e dei problemi del cliente- una prospettiva che puo' non essere alla portata di quest' ultimo- che gli permette di riconoscere quelle possibilita' di sbrogliare i nodi problematici che non erano visibili al cliente, o le possibili forme di ricomposizione dei pezzi del puzzle che egli non aveva ancora notato. Idealmente il counselor dovrebbe avvicinare il problema del cliente non con lo sguardo distaccato ed estraneo, ma come un essere umano avvicina un suo simile. questo evita al cliente un' atmosfera fredda e clinica nella relazione di counseling, che potrebbe originarsi se egli sentisse che il counselor e' interessato solo ad analizzarlo razionalmente.

Per il counselor questo e' un approccio empatico, nel quale le vicende del cliente possono essere messe in risonanza con le proprie esperinze di vita, permetendo in tal modo una loro migliore comprensione. E' impotante notare che la relazione tra counselor e cliente attraverso il processo di Counseling appartiene alle relazioni primarie , riguarda cioe' il coinvolgimento dell' essere umanocon i propri simili. A questo stadio risulta particolarmente utile l'approccio Fenomenologico e ermeneutico. nel metodo fenomenologicoil counseling prova ad aiutare il cliente a descrivere il piu' accuratamente possibile le sue esperienze, i suoi problemi, le sue vicende , e cosi via, libero da presupposti, pregiudizi e idee preconcette.

L'opzione fenomenologica permette al cliente di indietreggiare dallo stato di immersione emotiva nei suoi problemi e di esaminarlicome se fossero di un altro, favorendo la sua capacita' di includere tutti i fatti e tutte le prospettive, perfino quelle che, a causa del loro carico emotivo, in precedenza venivano evitate. L'ascolto del counselor in questo stadio dovrebbe trasformarsi da ascolto "pieno di cura", empatico, che ha di mira il rafforzamento della relazione e della comprensione, in ascolto "attivo", che ha per obiettivo la critica. Si auspica comunque che la risoluzione soddisfacente dei problemi immediati , o semplicemente la saturazione della soglia della discussione orientata al problema , motivi il cliente ad usare questo elementonsolo come un passo preliminare di una esplorazione piu' profonda del suo pensiero e della sua vitanei termini dei valori, credenze e principi guida sottostanti, che informano la sua concezione al di la' di quelli che riguardano esclusivamente i problemi immediati. E' qui che il processo di counseling passa al terzo stadio, forse il piu' significativo.

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A presto Luciana

mercoledì 16 aprile 2008

Il Counseling Filosofico Relazionale (Primo Articolo)

Il modello per il counseling Filosofico di Peter Raab, e' la chiara definizione di metodo insegnabile; e' la prova di un' esperienza che fornisce l'indispensabile credibilita' alla professione e al professionista; permette una chiara definizione del processo per qualsiasi potenziale cliente.

"LA LIBERA FLUTTUAZIONE"

E' lo stadio in cui il counselor deve piu' possibile familiarizzare con i bisogni e i desideri del cliente. E' il momento in cui il cliente e il counselor prendono le loro decisioni in merito alla possibilits' di avere una relazione soddisfacente. Il counselor incoraggera' con molta cura il cliente a parlare liberamente , in modo da poter scoprire , in quello che solitamente e' il luogo, complesso e spesso confusomonologo iniziale del cliente, cio che lo sta preoccupando. Spesso e' semplicemente questione di ascoltare con silenzio Maieutico, per permettere di far emergere qualcosa di apparentemente inesprimibile. L'ascolto maieutico e' un ascoltare in modotale da aiutare chi parla a far nascere i proprio pensieri e le proprie idee.

A questo stadio l'ascolto:

-e' non giudicativo;
-e' accettazione;
-e' empatico;
-e' benefico,
- e' offerta di tempo;
-e' conforto.

Per aiutare il cliente questo primo stadio del counseling dovrebbe essere quanto piu' possibile non direttivo e indefinito, o, in altre parole , minimamente orientato verso una conclusione. Il Counselor deve cercare di ottenere una comprensione la piu' completapossibile del suo cliente e delle sue difficolta' usando sia l'approccio fenomenologico che quello ermeneutico. Il counselor deve permetere al cliente di tirar fuori le cose da dentro di se', ovvero di scaricare il suo "fardello", mentre egli ascolta senza riserve e con il minor numero possibile di presupposti e di preconcetti.
L'Ascolto del Counselor:

-non deve essere un pseudo ascolto( nel quale egli fa solo finta di ascoltare, mentre pensa a cio' che dira' non appena il cliente abbia finito di parlare);
-non deve essere un ascolto autocentrato ( nel quale ascolta con attenzione solo quei punti che vanno d'accordo con il suo punto di vista ),
- non deve essere un ascolto selettivo( nel quale ascolta solo qualcosa di cio' che viene detto, ma trascura il resto perche' non meritevole di essere ascoltato);
-non deve essere un ascolto difensivo( nel quale ascolta cio' che il clientedice come un attacco alle sue personali ipotesi sul cliente e i suoi problemi);
-non deve essere un ascolto indifferente ( nel quale egli prende alla lettera cio' che viene detto).

Il counselor a questo stadio deve offrire poche o nessuna osservazione e spiegazione, sapendo che una "diagnosi" frettolosa e prematura puo' portare ad una direzione sbagliata. Molti suggerimenti e molte osservazioni fatte dal counselor a questo stadio passeranno in ogni caso inosservate a causa del disagio del cliente. Il tormento e la tensione limitano fortemente la capacita' di elaborare informazioni in modo logico e ricco di significato. Non soltanto, il counselor deve essere consapevole del fatto che ogni indicazione che offre puo' frustrare il bisogno fondamentale del cliente: quello di parlare liberamente e a lungo senza interrruzione. Dando tacitamente al cliente questa liberta', l'atto stesso del parlare liberamente puo' dimostrarsi catartico, e percio' terapeutico. In questo stadio l'ascolto e' la funzione piu' importante. Quando comuinque occorre parlare, le parole che hanno maggiore effettobenefico sui clienti sono parole di rassicurazione. Esprimere rassicurazione puo' rafforzare in modo sostanziale la funzione Maieutica dell'ascolto.

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A presto Luciana

lunedì 7 aprile 2008

L'Uomo Digitale

Relazione e comunicazione

L'Uomo Digitale
Il computer oggi, e' cosi' incorporato nella nostra vita quotidiana, che possiamo chiamarlo "tecnologia Protesi" . Strumento, protesi, del nostro cervello della memoria dell'uomo. Pure il Telefonino, e' la possibilita' di sostituire la memoria, e' piu' facile scrivere tutto nel telefonino, cosi' tutto viene trovato velocemente. L'adolescente, tende a non imparare a memoria. L'adolescente delega tutto al telefonino. Usando gli SMS, si perde la capacita' di formare frasi concetto, si finisce a non riconoscere piu' il significato semantico delle parole. La sintesi che contiene tanti significati. Sparisce il concetto di tempo di S. Agostino: "tempo vissuto", "tempo passato" "tempo presente" "futuro".

Grazie alla "tecnologia Protesi" c'e' il rischio di perdere l'uso della memoria, a che mi serve? Premo un bottone e ho tutto a mia disposizione. C'e' il rischio di perdere la capacita' di periodare. Gli studenti fanno frasi sempre piu' strette, omettono la congiunzione "che" , la quale permette di allacciarsi ad altri ragionamenti, per lasciare il discorso sospeso e ritornarci in un secondo momento, la difficolta' di fare un discorso sospeso che a poco a poco si svolge. Vi e' preferenza per un linguaggio iper-sospeso "qui e ora", inteso nel vivere quotidiano sganciato da radici, e senza progetti per il futuro. ( Diverso dal "Qui e Ora" inteso come vivere intensamente ogni attimo vissuto). Il linguaggio degli SMS, e' criptato, ci si esprime attraverso simboli: le faccine espressive, i disegni.

Tutto cio' porta all'incapacita' di fare un romanzo, per la sostituzione dei processi mnemonici che impoveriscono il dialogo. C'e' il rischio che la "tecnologia protesi" cambi le procedure mentali, e' una condizione che cambia le funzioni del cervello. Il telefonino e'uno strumento che funziona in termini binario SI/NO, la risposta deve essere veloce, non esiste il tempo per pensare , per poter riflettere. Si perde la grande forza del dubbio, la capacita' di mettere in discussione, la questione, le domande, crearsi un dubbio per approfondire. Qualche volta l'uomo e' un "sacco vuoto con dentro un telefonino spento" . Il telefonino cambia tipi di relazione, tra genitori e figli, e' un tema nuovo, come si presenta la relazione in famiglia? Capita, che nella stessa stanza, ogni componente della famiglia, e' intento con il proprio telefonino, a messaggiare. Arrivera' un momento che per relazionarci, coi figli , dovremmo farlo attraverso le e-mail o sms?

I messaggini comprendono un fascino intrinseco, possiamo chiamarlo "delirio del tempo reale", e' questo il pensiero del futuro? L'immagine dell' uomo in tempo reale, l'uomo di adesso, prevale l'uomo di superfice, e scompare l'uomo interiore, scompaiono i significati nascosti, l'uomo e' tutto cio' che si vede, e con esso la scomparsa dei sensi di colpa. Il senso di colpa, del rapporto con se stesso, quando si constata di aver commesso un'azione sbagliata.

L'uomo di superfice che non ha desideri, invece, prova un senso di vergogna, di fronte all'altro che scopre che ci si e' comportati in modo sbagliato. L'uomo di superfice non ha dimensione del futuro. Il pericolo del telefonino, e' quello di avvicinarsi ad un autismo digitale, e' una sorta di chiusura che rende impossibile comunicare, e' la condizione degli adolescenti che stanno bene solo davanti al computer o al telefonino. E noi adulti, come reagiamo e ci adattiamo nell'era del digitale?

Luciana

domenica 6 aprile 2008

La Psicoanalisi Relazionale

Secondo la Psicanalisi Relazionale
Lo sviluppo individuale avviene dentro una "matrice relazionale" che ogni persona costruisce attraverso le sue esperienze affettive significative. Finche' il counselor non partecipa affettivamente alla matrice relazionale del cliente, non si scopre all'interno della matrice stessa, il cliente non e' pienamente coinvoltoe il beneficio dell'esperienza di counseling viene, almeno in parte perduta. Il counselor svolge ovviamente un ruolo attivo nella costruzione della relazione,assieme al cliente. Non si limita quindi piu' ad essere solo un osservatore distaccato, silenzioso, neutro.

Questa dimensione di co-struzione del rapporto, seppur con differenti ruolie responsabilita', consente al counselor di "trovare una voce" con cui coinvolgere il clientein una nuova possibilita' di relazione, che gli consenta di abbandonare i vecchi schemi relazionali per sperimentarne di nuovi, piu' validi e con meno paura di cambiaree di fallire. L'intero spettro del male di vivere, infatti, puo' esseredefinito nei suoi termini generalicome la tendenza di certe persone a ripetere sempre di nuovo le stesse esperienzedolorose, a provare gli stessi sentimenti spiacevoli e a instaurare le stesse relazioni sbagliate (coazione a ripetere ).

In questo caso il disagio esistenziale non e' piu' da intendersi come prova di qualcosa di "incompiuto" nella mente individuale, bensi' come espressione di modalita' disadattive di relazione, come tentativo di dare un qualche significato alla propria sofferenza psicologica, frutto della personale, unica, quanto inevitabile storia affettiva. L'intervanto del counselor consiste quindi nel rendere la creativita' del cliente piu' liberadi esprimersifra l'autonomia individuale ed il rapporto con l'altro, per costruire nuove possibilita' di vita psicologica ( date esclusivamente nella relazione).

Modello della Psicoanalisi Relazionele, riassumibile nei seguenti punti:

-La partecipazione del counselor e' attiva, potendo manifestare opportunamentenel corso dell' intervento di counselingla sua dimensione umana ed esprimendo cosi' i propri pensieri, affetti desideri, memorie, esperienze da condividere, sia a livello empatico che cognitivo, con il paziente. ( occorre sentire , comprendere). La relazione e' costituita dalla interazione di due o piu' persone, che, pur con distinti ruoli, concorrono insieme al lavoro di counseling, portando le proprie risorse e il proprio contributopersonale e creativo.

- Lo scopo del lavoro di Counseling non consiste soltanto nel rivivere i sentimentiappartenenti alle relazioni significative del passato, ma anche di capire come superare i vecchi modelli relazionali, speimentando modalita' e soluzioni alternative ( qui si inserisce lo strumento filosofico, che consente di ragionare e capire i vecchi sistemi, relazionali sbagliati, perche' non danno rispostein ordine affettivo.

- La nuova conoscenza ( ecco ancora la filosofia ) e' l'elemento centrale del cambiamento. Per il cliente riuscire ad aquisire, nella relazione con il counselor, la capacita' di maturare nuove idee, correggendo le "vecchie" idee, e di sperimentarenuove modalita' di rapporto, gli consente di diventare consapevole ed autonomo sia nel pensare su se stesso sia nella possibilita di modificare la propria esistenza.

A presto Luciana

domenica 30 marzo 2008

La Volpe e la Bambina Il Film di Jacquet

LA VOLPE E LA BAMBINA

In una mattina d'autunno, alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Affascinata al punto di dimenticare la paura, osa avvicinarsi. Per un attimo le barriere che dividono la bambina e l'animale svaniscono. Comincia cosi' la piu' sbalorditiva e favolosa delle amicizie. Stile documentario per la famiglia. Le scene sono bellissime, il film e' ambientato in una foresta, meravigliosa. I colori delle foglie dei larici e dei faggi risplendono di mille riflessi dorati sotto il timido sole autunnale. La bambina , ogni giorno percorre lo stesso sentiero, casualmente incontra una volpe, e' cosi' bella che decide di addomesticarla.

Ogni giorno si arrampica in un vecchio faggio, con pazienza aspetta l'arrivo della volpe attirandola con del cibo. ( saper attendere). Piano piano la volpe si fida sempre piu' della bambina ( fede e speranza ). Nasce cosi' l' amicizia, bella, cresce fiduciosa , fatta di incontri quasi giornalieri ( Pazienza). Avviene in seguito un aneddoto, drammatico, che va a ledere la liberta' della volpe, e che le separera' per sempre.

C'e' chi dice che Luc Jacquet, il regista del film, si sia ispirato al libro di Antoine De Saint Exupèry Il Piccolo Principe. Personalmente credo sia vero in parte, secondo me, la differenza e' data dal fatto, che la volpe, nel Piccolo Principe, e' personificata ed e' molto saggia, conosce i momenti e i tempi che scandiscono il crescere lento di una amicizia. La volpe de l film non e' personificata, ed e' la bambina che l'addomestica. Il parallelismo si vede, nel tempo, la pazienza, le attese nel creare un' amicizia, il rispetto dei tempi e della liberta' dell' altro.

La somiglianza con il libro il Piccolo Principe, si nota nel momento della separazione, tra i due che avviene in modo inaspettato e non programmato, in modo diverso, che nel piccolo principe, seppure vissuto con il dolore della separazione come. La separazione diventa, necessita' , per la volpe di riappropriarsi della sua liberta di animale selvatico, minacciata da quella amicizia . A mio avviso e' un film/documentario affascinante sotto il punto di vistana naturalistico, ambientale, privo pero' del carico affettivo emotivo relazionale della relazione affettiva tra il principe e la volpe del libro Il Piccolo principe.

A presto Luciana

sabato 29 marzo 2008

Relazione e comunicazione

Relazione e comunicazione

COMUNICAZIONE E LA FORZA DEL DIALOGO

Quando parliamo di comunicazione, parliamo di come usare le varie possibilita' che abbiamo per entrare in relazione con un altro essere umano. Non e' possibile non comunicare, sembra una affermazione banale, ma non e' vero. Spesso in una famiglia, una persona puo' pensare di non essere responsabile di quello che accade nel suo contesto di vita.

In realta' in ogni contesto di vita si crea la legge della comunicazione. All'interno dell' ambito familiare siamo responsabili del clima familiare e di quello che accade. Noi non comuinichiamo soltanto le parole, che dicono il contenuto della comunicazione. Dobbiamo tener conto dell' espressione paraverbale, come la parola frase, che tiene conto del tono della voce, del volume , del ritmo , della cadenza, delle pause, dell'intensita' con cui viene pronunciata.La comunicazione tiene presente il non verbale come gestualita', mimica, sguardo, prossimita', distanza.

Il paraverbale cambia completamente il contenuto della comuinicazione: noi possiamo dire la stessa frase con modalita' molto diverse, e verranno tradotte dall'altro con significati diversi.La comunicazione umana passa attraverso la corporeita', attraverso il corpo, un gesto, lo sguardo, la lontananza, la vicinanza, noi lanciamo i messaggi principali all'altro, stabiliamo un contatto con un altro essere umano. Noi comunichiamo sempre a due livelli:Livello OGGETTIVO: la parte razionele, logica della comunicazione; quello che noi pensiamo e vogliamo comunicare. Ad esempio i valori, la giustizia, la liberta', il senso del dovere.

Livello SOGGETTIVO: e' quello meno implicato nella comunicazione, anche se siamo meno consapevoli.Comprendere il nostro inconscio come contenitore dei bisogni, essi sono sempre presenti nell' uomo , ad ogni eta' della vita: -di AFFETTO, "se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza, se tu mi guardi e mi sorridi e se qualche volta prima di parlare mi ascolti, io crescero' veramente". Essere toccati significa essere riconosciuti: come esseri umani abbiamo una grande fame, ontologica, strutturale, di essere riconosciuti dagli altri esseri umani. Poi abbiamo la fame di essere guardati, cioe' di essere presi in considerazione, e di essere riconosciuti.

Abbiamo moltissimo bisogno di essere ascoltati. L'ascolto Empatico e' una terapia empatica ( Rogers): nel momento in cui una persona si sente ascoltata, comincia a guarire. Ci sono molti giovani, che sono dei vulcani di pensieri, emozioni e desideri repressi, entro di loro sono molto disturbati.-di STIMA: dare valore ad una individualita', e' la capacita' di divenire il miglior me stesso possibile, dare ad un essere umano il permesso di divenire cio' che e', di poter dare valore al suo valore.

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A presto Luciana

giovedì 27 marzo 2008

Relazione affettiva

Sono qui, in questa vita, sono quello che sono, uomo/donna, perche' vivo una relazione affettiva con l'altro. L'altro era mia madre, mio padre. Mi hanno accolto con amore. E io rispondevo, al loro stupore con amore. Amore e stupore, stupore e amore: Dolce reverie. Ho imparato cosi, piano a parlare, e altretanto piano ho cominciato a tradurre i pensieri in parole d'amore. ...sono cresciuta farfalla:

Farfalla (Dentro Te Dentro Me)

Corre beata, E' amata.
Il vento le sfiora il viso e i capelli.
Ora e' libera, e' farfalla,
le braccia al cielo e balla.

Il velo, le copre il viso,
si scosta a svelare un sorriso.
La vita e' promessa d'amore,
lo sente, lo dice, il suo cuore.
E' questo, che le hanno insegnato,
mamma e papa', nel suo passato.

Non puo' scordarlo...
Pero'...

Esce dal nido per la prima volta,
con fiducia, incontro al destino.
E' dura la via, e' duro il cammino,
si, ce la puo' fare, custodisce un segreto nel cuore:

" Sono bella , Perche' ho amore da dare,
a chi lo vuole, lo posso donare".

Nessuno l' ascolta ,
relazione, amore, stupore, splendore..
a chi puo' servire?

Ti hanno tarpato le ali,
farfalla dai mille colori,
il tuo dentro, limato, negato,
e il sorriso cancellato.

ORA...

E' stretto, il vestito che porti...
lo strappera', la forte spinta interiore,
presente, nel tuo profondo,
racchiusa in uno scrigno,
li infondo,per cosi' tanto tempo,
e' custodito un segreto,
e' Rinascita e' Relazione e' Amoree' cio' che scalda un cuore.

Lucy

Ora l'altro e' chi incontro ogni giorno nei passi del mio cammino.
E' vero, la vita a volte riserva molte sconfitte, che richiedono tempi lunghi per poter essere elaborate sono lutti da superare ogni volta con grande forza per non cadere nella melanconia. Ogni volta si deve trovare l'energia necessaria, per rialzarsi, e non perdere di vista il nostro "orizzonte dell'attesa" : inteso come presupposto dell' uomo/donna, che porta dentro di se desideri naturali. Da una parte sono insaturi, ossia cercano soddisfazioni, dall'altra, come intenzionalita' ad essere saturati, attraverso la fede e la speranza di dare saturazione ai gradi bisogni: di amore di affetto di essere ascoltati compresi . Di carita' intesa come empatico desiderio affettivo.

Io sono quello che sono perche' nella relazione cresco. Ogni volta che entro in relazione affettiva, e mi relaziono raccontandomi e ascoltando l'altro , io cresco. Cio' che narriamo e' in relazione con cio' che ci attendiamo ancora dalla vita. La nostra realta' psichica e' relazione, comunicazione dialogo, la nostra mente e' linguaggio. La realzione affettiva si costruisce con tempo e pazienza. dal seme pintato oggi, non trovero' un albero domani.

Tempo e pazienza, fede speranza e carita'possono essere ingredienti per poter costruire, far nascere relazioni affettive uniche e irripetibili ( seppure con la consapevolezza che , per svariati motivi esse potranno cessare, con la certezza, che lasceranno dentro di noi sempre un segno indelebile, un piccolo mattoncino che ci ha arricchito)?

Un saluto Lucy

lunedì 24 marzo 2008

C'e' bisogno di amore

Il Counseling ti guida alla tua autentica genuina essenza.
Siamo esseri cosi' fragili, immersi in un "mondo di bisogni indotti" , incapaci di difendersi, dai mass media . Siamo esseri fragili, forti e fragili, forti delle nostre maschere, della scorza che ci ricopre, ma fragili nell' incapacita' di trovare la nostra essenza nell'anima incatenata, e abbiamo bisogno di "amore". Ma quale amore? L'amore e' quello che si dona ascoltando, chi ha bisogno di essere ascoltato, di essere umili e accogliere e contenere, e di essere accolti con empatia. Amore e' trovare consonanza con chi ha la volonta' di essere autentico, genuino al di sopra di ogni apparenza. Amore e' la capacita' di dire "ho sbagliato" e voglio ricominciare, rinascere, nella volonta' di rimettersi in discussione, e di cercare e seguire un sentiero che va contro corrente, per poter cosi ascoltare il proprio cuore che parla...

Come ho passato la Pasqua? Sono partita, e con il camper, ho raggiunto un luogo lontano, coperto dalla neve, non una stazione sciistica, ma un luogo incantato nel monte amiata nella maremma toscana. Il telefono fuori uso, non c'e campo nemmeno per un sms. Cosi lontana dal mondo e cosi' vicina a me stessa, ecco cio' in cui credo, l'esperienza piu' bella degli ultimi tempi, l'incontro con un' autentica me stessa negata, erroneamente per amore...e amo profondamente l'amicizia che si intesse lentamente con persone autentiche e stupende. Se Dio e' la fonte zampillante che sgorga dentro di me, ecco allora ho incontrato Dio...se Dio, e' nell'altro che mi fa crescere, attraverso i suoi atti d'amore e la sua presenza, be allora ho conosciuto Dio...

Un saluto a tutti Luciana