lunedì 10 marzo 2008
domenica 9 marzo 2008
Un caloroso saluto agli allievi della scuola di counseling di Bassano
Un benvenuto a tutti gli allievi della scuola di Art-Counseling e Counseling Filosofico di Bassano del Grappa. Un piccolo pensiero da parte mia, e buon lavoro:
Frammenti
Marta e' Per Te
Sole caldo, morbido abbraccio.
Canta tra i rami, cicala impaziente.
Lo scricciolo, e' andato, nel nido non c'e'.
Dipinta sul muro, meridiana, padrona del tempo che E'.
Tic..Toc..Tic...Toc..
Un pianto, tutto si ferma, per un momento.
Sei bella , sei bocciolo, sei vento,
Un sorriso , il tuo viso, amore, tepore, carezze, splendore,
leggiadra, tu sei tra le braccia mie.
Forte, il mignolo, prendi,
ti aggrappi alla vita, che attendi.
Sembra che mi vuoi dire: tocca a te,
traduci i miei gesti, in pensieri per me.
Dolci le labbra che cercano il seno,
trovano amore, cerchi il sereno.
L'abbraccio , non vuole finire mai,
non e' solo cibo quello che hai.
E' grande mistero, fluido nascente,
tu lo trasmetti , mi apre la mente.
Il tuo stupore, colgo sovente,
lo riordino, lo faccio mio, lo creo, sempre.
Ti rimando pensieri sognanti,
vola lontano, a nuovi orizzonti.
Ancora ti stringo, ti guardo e sorrido,
sogna-sogni, dolce tesoro,pensa -pensieri,
sono i miei quelli di ieri.
Ti immagino forte , davanti al dolore,
ti immagino fiera, nelle tue mete,
ti immagino, bella nelle tue fatiche.
Luciana
Frammenti
Marta e' Per Te
Sole caldo, morbido abbraccio.
Canta tra i rami, cicala impaziente.
Lo scricciolo, e' andato, nel nido non c'e'.
Dipinta sul muro, meridiana, padrona del tempo che E'.
Tic..Toc..Tic...Toc..
Un pianto, tutto si ferma, per un momento.
Sei bella , sei bocciolo, sei vento,
Un sorriso , il tuo viso, amore, tepore, carezze, splendore,
leggiadra, tu sei tra le braccia mie.
Forte, il mignolo, prendi,
ti aggrappi alla vita, che attendi.
Sembra che mi vuoi dire: tocca a te,
traduci i miei gesti, in pensieri per me.
Dolci le labbra che cercano il seno,
trovano amore, cerchi il sereno.
L'abbraccio , non vuole finire mai,
non e' solo cibo quello che hai.
E' grande mistero, fluido nascente,
tu lo trasmetti , mi apre la mente.
Il tuo stupore, colgo sovente,
lo riordino, lo faccio mio, lo creo, sempre.
Ti rimando pensieri sognanti,
vola lontano, a nuovi orizzonti.
Ancora ti stringo, ti guardo e sorrido,
sogna-sogni, dolce tesoro,pensa -pensieri,
sono i miei quelli di ieri.
Ti immagino forte , davanti al dolore,
ti immagino fiera, nelle tue mete,
ti immagino, bella nelle tue fatiche.
Luciana
venerdì 7 marzo 2008
Antoine De Saint Exupèry
Un volo nel magico mondo del Piccolo Principe.
Non si deve pero' dimenticare l'autore Antoine De Saint Exupèry, persona a mio avviso sensibile , amante delle cose semplici, dell'essenziale , e del bambino nascosto nel nostro cuore.
Niente è impossibile per un cuore che sa sognare. Il Piccolo Principe ha una sua magia tutta particolare e chi lo ha amato lo sa bene… Per questo non ci si può stupire che molte persone abbiano lavorato assiduamente per mettere insieme un musical a lui ispirato. Questo lavoro contiene ben 25 brani, con la musica di Riccardo Cocciante e le parole di Elisabeth Anaïs. Interpreti sono: Daniel Lavoie (nel ruolo dell’aviatore) e Jeff (nel ruolo del piccolo Principe), per la regia di Jean-Louis Martinoty. Uno tra i singoli più belli è: “On aura toujours rendez-vous”.
Mio Piccolo Principe venuto dal cielo
Dalle stelle e dalle rondini
Tu hai saputo ridonare le ali
Alle mie illusioni di mortale
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
E anche se esco di scena
O anche se ho l’aria di essere morto
Tu sai che non sarà vero
Perché abbiamo tutti l’eternità
Tutti abbiamo una rosa nel cuore
Dei vulcani che ci facevano paura
Un sacco di tramonti
I nostri vecchi demoni e le nostre meraviglie
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Noi che comprendiamo la vita
Non ci contiamo
Noi volevamo solo un amico
Anche se un giorno dovremo lasciarlo
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Luciana
Non si deve pero' dimenticare l'autore Antoine De Saint Exupèry, persona a mio avviso sensibile , amante delle cose semplici, dell'essenziale , e del bambino nascosto nel nostro cuore.
Niente è impossibile per un cuore che sa sognare. Il Piccolo Principe ha una sua magia tutta particolare e chi lo ha amato lo sa bene… Per questo non ci si può stupire che molte persone abbiano lavorato assiduamente per mettere insieme un musical a lui ispirato. Questo lavoro contiene ben 25 brani, con la musica di Riccardo Cocciante e le parole di Elisabeth Anaïs. Interpreti sono: Daniel Lavoie (nel ruolo dell’aviatore) e Jeff (nel ruolo del piccolo Principe), per la regia di Jean-Louis Martinoty. Uno tra i singoli più belli è: “On aura toujours rendez-vous”.
Mio Piccolo Principe venuto dal cielo
Dalle stelle e dalle rondini
Tu hai saputo ridonare le ali
Alle mie illusioni di mortale
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
E anche se esco di scena
O anche se ho l’aria di essere morto
Tu sai che non sarà vero
Perché abbiamo tutti l’eternità
Tutti abbiamo una rosa nel cuore
Dei vulcani che ci facevano paura
Un sacco di tramonti
I nostri vecchi demoni e le nostre meraviglie
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Noi che comprendiamo la vita
Non ci contiamo
Noi volevamo solo un amico
Anche se un giorno dovremo lasciarlo
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Luciana
giovedì 6 marzo 2008
Il Counseling nel Piccolo Principe
Il Counselor non fa “terapia”, non “cura”, ma "si prende cura” di chi è portatore di disagio esistenziale, di chi, pur non avendo bisogno di una ristrutturazione della propria personalità, vive comunque non correttamente la propria vita. Nel capitolo XXI, del libro Il Piccolo Principe, sono racchiusi i codici del Counselor. Nella lettura, scopriamo che la relazione, deve seguire deteminate tappe, "prima mi mettero' un po' lontano da te" e poi piano piano , mi avvicinero'. Ci sono le attese, e io devo diminuire i miei preconcetti per creare legami.
“Il counseling è una strategia di aiuto più profonda rispetto agli aiuti intuitivi (…). Esso si sviluppa “sulla originaria intuizione rogersiana secondo la quale se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirgli cosa fare (facendo unicamente attenzione al contenuto razionale di tale consiglio: ossia che sia realmente “sensato” rispetto alla situazione) quanto piuttosto quello di aiutarlo a comprendere la situazione e a gestire il problema prendendo da solo e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali”. (R. Carkhuff, L’arte di aiutare, Introduzione all’edizione italiana di F. Folgheraiter
Il significato di Counseling : "Accompagnare gli altri, sia nell'ambito scolastico, ospedaliero in comunita', o aziendale, con il singolo o in gruppo, richiede una profonda empatia, la comprensione del carattere e delle tensioni interne della personalità, la capacità di accettare e rispettare gli altri senza falsi moralismi, l'umiltà di non imporre le proprie scelte di vita.
Il compito del Counselor è quello di favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno.
Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso". Da "L'arte del Counseling" di Rollo MayGli Ambiti di Intervento. Il Counselor è un operatore che si propone di aiutare gli altri attraverso l’offerta di tempo, rispetto, attenzione e specifiche competenze. Lo scopo di una relazione di Counseling è quello di offrire ai clienti “l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, per crescere nelle competenze di coping (fronteggiamento delle difficoltà) e di autodeterminazione, anche rispetto alla soluzione di alcuni problemi. Tutto questo per aumentare la qualità della vita migliorando l’uso delle proprie risorse e soddisfacendo al meglio le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri. Fondamentalmente il Counseling si occupa della salutogenesi” (Giusti, Mattachini, Merli, Montanari, 1993).
Partendo da questa premessa possiamo dedurre che il Counseling può essere un supporto in innumerevoli settori di intervento: dall’ambito scolastico a quello aziendale, dal campo medico sanitario a quello sessuale, dal settore dell’orientamento a quello della devianza e delle situazioni di emergenza.
Luciana
“Il counseling è una strategia di aiuto più profonda rispetto agli aiuti intuitivi (…). Esso si sviluppa “sulla originaria intuizione rogersiana secondo la quale se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirgli cosa fare (facendo unicamente attenzione al contenuto razionale di tale consiglio: ossia che sia realmente “sensato” rispetto alla situazione) quanto piuttosto quello di aiutarlo a comprendere la situazione e a gestire il problema prendendo da solo e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali”. (R. Carkhuff, L’arte di aiutare, Introduzione all’edizione italiana di F. Folgheraiter
Il significato di Counseling : "Accompagnare gli altri, sia nell'ambito scolastico, ospedaliero in comunita', o aziendale, con il singolo o in gruppo, richiede una profonda empatia, la comprensione del carattere e delle tensioni interne della personalità, la capacità di accettare e rispettare gli altri senza falsi moralismi, l'umiltà di non imporre le proprie scelte di vita.
Il compito del Counselor è quello di favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno.
Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso". Da "L'arte del Counseling" di Rollo MayGli Ambiti di Intervento. Il Counselor è un operatore che si propone di aiutare gli altri attraverso l’offerta di tempo, rispetto, attenzione e specifiche competenze. Lo scopo di una relazione di Counseling è quello di offrire ai clienti “l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, per crescere nelle competenze di coping (fronteggiamento delle difficoltà) e di autodeterminazione, anche rispetto alla soluzione di alcuni problemi. Tutto questo per aumentare la qualità della vita migliorando l’uso delle proprie risorse e soddisfacendo al meglio le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri. Fondamentalmente il Counseling si occupa della salutogenesi” (Giusti, Mattachini, Merli, Montanari, 1993).
Partendo da questa premessa possiamo dedurre che il Counseling può essere un supporto in innumerevoli settori di intervento: dall’ambito scolastico a quello aziendale, dal campo medico sanitario a quello sessuale, dal settore dell’orientamento a quello della devianza e delle situazioni di emergenza.
Luciana
mercoledì 5 marzo 2008
Riassunto del libro "Il Piccolo Principe"
Riassunto libro
Leggi il riassunto del libro il Piccolo Principe.
Antoine De Saint Exupèry e' un uomo come tanti, possiamo riconoscerci nella sua esperienza almeno dal punto di vista interiore, possiamo trovare molti punti in comune. Se apri la mente, e varchi il confine della favola, puoi trovare, tra le righe, molteplici similitudini che conducono al quotidiano vissuto, in un modo del tutto consapevole con la mente, ma col cuore? Fino a quando , un giorno, "precipitiamo" dal quotidiano in un ipotetico "deserto" e incontriamo il bambino che c'e' dentro di noi, che vuole vivere, e con semplicita' ci prende per mano e passo passo, rivela un modo alternativo ed essenziale di vedere sentire e vivere la vita appunto "non si vede bene che col cuore. L'essenziale e ' invisibile agli occhi".
E' piccolo, Antoine De Saint Exupèry quando, legge per la prima volta, in un enciclopedia la vita dei serpenti, i quali mangiano la preda tutta intera e poi si riposano per parecchi mesi. Questo racconto lo colpisce in modo molto particolare tanto che disegnera' un boa che ha mangiato un elefante e poi lo fa vedere agli adulti che vedono in quel disegno un cappello. Gli adulti non capiscono le cose, bisogna sempre spiegargliele. Cosi' ridisegna il boa ma stavolta dal di dentro. Fa vedere il nuovo disegno agli adulti, questa volta sono proprio spazientiti e lo pregano di lasciar perdere i boa dal di fuori e i boa dal di dentro.
Continua lettura
Luciana
Leggi il riassunto del libro il Piccolo Principe.
Antoine De Saint Exupèry e' un uomo come tanti, possiamo riconoscerci nella sua esperienza almeno dal punto di vista interiore, possiamo trovare molti punti in comune. Se apri la mente, e varchi il confine della favola, puoi trovare, tra le righe, molteplici similitudini che conducono al quotidiano vissuto, in un modo del tutto consapevole con la mente, ma col cuore? Fino a quando , un giorno, "precipitiamo" dal quotidiano in un ipotetico "deserto" e incontriamo il bambino che c'e' dentro di noi, che vuole vivere, e con semplicita' ci prende per mano e passo passo, rivela un modo alternativo ed essenziale di vedere sentire e vivere la vita appunto "non si vede bene che col cuore. L'essenziale e ' invisibile agli occhi".
E' piccolo, Antoine De Saint Exupèry quando, legge per la prima volta, in un enciclopedia la vita dei serpenti, i quali mangiano la preda tutta intera e poi si riposano per parecchi mesi. Questo racconto lo colpisce in modo molto particolare tanto che disegnera' un boa che ha mangiato un elefante e poi lo fa vedere agli adulti che vedono in quel disegno un cappello. Gli adulti non capiscono le cose, bisogna sempre spiegargliele. Cosi' ridisegna il boa ma stavolta dal di dentro. Fa vedere il nuovo disegno agli adulti, questa volta sono proprio spazientiti e lo pregano di lasciar perdere i boa dal di fuori e i boa dal di dentro.
Continua lettura
Luciana
lunedì 3 marzo 2008
Messaggio del libro Il Piccolo Principe in pillole 3
E' molto toccante il racconto della preoccupazione del Piccolo Principe per il fiore che aveva lasciato nel suo pianeta, ma a causa del quale, con i suoi continui capricci, se ne era andato. Non ce la faceva piu' a sopportare tutte le sue richieste: partire era stato doloroso ma necessario. E Il Piccolo Principe afferma "Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava. Non avrei mai dovuto venirmene via! Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare". Per capire il valore delle persone che amiamo a volte dobbiamo allontanarci, per poter riflettere e apprezzare i lati piu' belli e saper accettare anche cio' che meno ci piace. La vera amicizia accetta incondizionatamente l'amico così com'e' senza volerlo innanzitutto cambiare. E sopratutto deve essere un legame libero. Mi viene in mente a tal proposito un brano di una poesia di Gibran Kahlil: "...lasciate che ci siano spazi nella vostra unione e che i venti dei cieli danzino tra voi". Mi sembra una bella prospettiva d'amicizia..Prima di arrivare sulla terra , Il Piccolo Principe aveva intrapreso un viaggio come dira' lui stesso per trovare un' occupazione e per istruirsi e trovare un amico. Conoscera' personaggi molto strani: ognuno viveva sul proprio pianeta. Un Re senza suddiditi, che continuava ad imapartire ordini. Il "vanitoso" che voleva essere ammirato. L'ubriacone che beveva per dimenticare di avere vergogna del fatto che beveva e cosi' via. E qui e' chiara la stranezza dell' essere umano, impegnato ad assumere comportamenti assurdi e contradditttori. Alla fine incontra un geologo che consiglia al Piccolo Principe di andare a visitare la terra. E proprio sulla terra, fara'un incontro straordinario. La parte piu' bella del libro per me e' l'inconto con la volpe, appunto nel pianeta terra. Il messaggio, forte e' l'importanza dell' amicizia dell'andare lento di una relazione, dei riti che servono a creare legami, che vanno nutriti coltivati. "Addomesticare" come lo fa il Piccolo Principe con la sua rosa e la volpe con lui...: "Tu fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io sono solo una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell' altro. Tu sarai per me l'unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo."Tu non devi dimenticare: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e 'invisibile agli occhi" .Il Piccolo Principe e' un libro autobiografico, il protagonista e' Antoine da piccolo, come affermera': "e un bambino che porto nel cuore". Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano. Quindi un libro dedicato anche ai grandi affinche' non dimentichino mai di essere stati bambini, e che conservino la capacita' di vedere le cose con occhi stupiti e la semplicita' di un bambino.
Luciana
Luciana
domenica 2 marzo 2008
Messaggio del libro Il Piccolo Principe in pillole 2
Messaggio del libro Il Piccolo Principe
Sara'dopo alcuni anni, in una fase transitoria della mia vita che mi ritrovo a rileggere Il Piccolo Principe, e ad innamorarmi dei contenuti, e diro' di piu'a viverli intensamente. L'esperienza di Antoine De Saint Exupèry assomiglia alla mia e io come lui vivo un piccolo dispiacere, perche', nel cercare di diventare come gli adulti mi hanno pensata, ho perso di vista la mia autenticita', ed e' difficile recuperarla se non abbandonando zavorra, scavare e cercare nel proprio cuore.
Nel primo capitolo del libro autobiografico, e' sottolineato questo aspetto educativo non trascurabile, noi adulti facciamo di tutto per mortificare la fantasia e creativita' dei bambini cercando di trasmettere schemi standard che sterilizzano la piu' profonda vera natura di chi vuole/deve crescere. D'altra parte Antoine De Saint Exupéry bambino ribadisce a ragione che "I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegare loro tutto ogni volta" e cosi il bambino finisce per diventare come pretendono gli adulti, appunto per non deludere, a discapito pero' del proprio essere! Gia' nei primi capitoli e' chiara l'osservazione che fa agli adulti, cosi' amanti delle cifre, poco attenti all'essenziale, e ribadisce: "Non c'e' da prendesela. I bambini devono essere indulgenti con i grandi" Affermando cio'Antoine ribalta il concetto della maturita' dell'adulto, innalzando il bambino a persona comprensiva e matura a tal punto da compatire il modo di essere e di pensare dell' adulto stesso! Aggiungo questa poesia molto bella in sintonia con cio' che ho provato leggendo il brano del Piccolo Principe.
Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsifino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczak
Un proverbio, letto tempo, fa dice: "la natura dell'acqua che fa crescere i semi e' sempre la stessa" sono i semi che sono di natura diversa! "Infatti, sul pianeta del Piccolo Principe ci sono, come su tutti i pianeti, le erbe buone e quelle cattive. Di conseguenza: dei buoni semi di erbe buone e dei cattivi semi di erbe cattive." A me fa pensare al proprio carattere, alla propria personalita', alla crescita di ognuno di noi: cosa lasciare e cosa estirpare, di tutto cio' che si riceve come educazione?
Luciana
Sara'dopo alcuni anni, in una fase transitoria della mia vita che mi ritrovo a rileggere Il Piccolo Principe, e ad innamorarmi dei contenuti, e diro' di piu'a viverli intensamente. L'esperienza di Antoine De Saint Exupèry assomiglia alla mia e io come lui vivo un piccolo dispiacere, perche', nel cercare di diventare come gli adulti mi hanno pensata, ho perso di vista la mia autenticita', ed e' difficile recuperarla se non abbandonando zavorra, scavare e cercare nel proprio cuore.
Nel primo capitolo del libro autobiografico, e' sottolineato questo aspetto educativo non trascurabile, noi adulti facciamo di tutto per mortificare la fantasia e creativita' dei bambini cercando di trasmettere schemi standard che sterilizzano la piu' profonda vera natura di chi vuole/deve crescere. D'altra parte Antoine De Saint Exupéry bambino ribadisce a ragione che "I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegare loro tutto ogni volta" e cosi il bambino finisce per diventare come pretendono gli adulti, appunto per non deludere, a discapito pero' del proprio essere! Gia' nei primi capitoli e' chiara l'osservazione che fa agli adulti, cosi' amanti delle cifre, poco attenti all'essenziale, e ribadisce: "Non c'e' da prendesela. I bambini devono essere indulgenti con i grandi" Affermando cio'Antoine ribalta il concetto della maturita' dell'adulto, innalzando il bambino a persona comprensiva e matura a tal punto da compatire il modo di essere e di pensare dell' adulto stesso! Aggiungo questa poesia molto bella in sintonia con cio' che ho provato leggendo il brano del Piccolo Principe.
Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsifino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczak
Un proverbio, letto tempo, fa dice: "la natura dell'acqua che fa crescere i semi e' sempre la stessa" sono i semi che sono di natura diversa! "Infatti, sul pianeta del Piccolo Principe ci sono, come su tutti i pianeti, le erbe buone e quelle cattive. Di conseguenza: dei buoni semi di erbe buone e dei cattivi semi di erbe cattive." A me fa pensare al proprio carattere, alla propria personalita', alla crescita di ognuno di noi: cosa lasciare e cosa estirpare, di tutto cio' che si riceve come educazione?
Luciana
venerdì 29 febbraio 2008
Messaggio del libro Il Piccolo Principe in pillole
Messaggio del libro Il Piccolo Principe
Senti come sono arrivata a conoscenza del libro il Piccolo Principe.
E' un giorno come tanti, la quotidianita' dilaga, le giornate si tingono ogni giorno degli stessi colori, e non sempre sono quelli dell'arcobaleno. E' Domenica, e per far sentire fieri della riuscita etico-educativa ricca di valori, la mia famiglia, e non creare allarmismi, sono in chiesa! Le prime battute della messa si avviano stancamente, dov'e'la gioia dell'amore cristiano? Così si rafforza la mia idea, che e'visione atea e scientifica della vita. D'altra parte intuisco perche' il tempio di Dio, sia quasi vuoto, ad eccezione di alcune persone appariscenti, impellicciate perfettamente truccate, con pettinature impeccabili all'ultima spazzola, mi trovo ad una sfilata di moda? (non avverto amore nei messaggi che ascolto).
Mi pare che nessuno bada a te Gesu'..." ricordiamoci che il vero tempio di Dio siamo noi stessi" quindi sei dentro di me. E' lì che devo cercare se voglio trovare la fonte zampillante. La mente vola da un ragionamento all' altro. Quante persone qui presenti ti cercano e ascoltano il proprio cuore? Il cuore parla, se si sa ascoltare ed e' fonte di amore e benessere (sarebbe come stare alle terme?!!!). C'e' una frase, detta nell'omelia, che mi giunge come freccia, e mi colpisce al cuore, e non e' cupido! " Tu non devi dimenticare. Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore, l' essenziale e' invisibile agli occhi".
E' cosi' che conosco "Il Piccolo Principe " e Antoine De Saint Exupéry. Un incontro prematuro, un seme caduto in un terreno ancora roccioso. In biblioteca trovo il libro, ha poche pagine, ma deve per forza contenere un tesoro! Non capisco se e' un libro per bambini, per ragazzi o e' forse anche per i grandi? L'intensita' del messagio, in apparenza semplice, e' molto forte e non di immediata comprensione, così devo rileggere, e mi sorprendo nel sentirmi a casa.
Antoine De Saint Exupéry dice che "per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto piu' vero "se lo avesse cominciato come una favola (c'era una volta...) E di seguito "Perche' non mi piace che si legga il mio libro alla leggera". E'un gran dispiacere per me confidare questi ricordi... e' triste dimenticare un amico"... Così io ho provato a leggerlo con molta attenzione...
Luciana
Senti come sono arrivata a conoscenza del libro il Piccolo Principe.
E' un giorno come tanti, la quotidianita' dilaga, le giornate si tingono ogni giorno degli stessi colori, e non sempre sono quelli dell'arcobaleno. E' Domenica, e per far sentire fieri della riuscita etico-educativa ricca di valori, la mia famiglia, e non creare allarmismi, sono in chiesa! Le prime battute della messa si avviano stancamente, dov'e'la gioia dell'amore cristiano? Così si rafforza la mia idea, che e'visione atea e scientifica della vita. D'altra parte intuisco perche' il tempio di Dio, sia quasi vuoto, ad eccezione di alcune persone appariscenti, impellicciate perfettamente truccate, con pettinature impeccabili all'ultima spazzola, mi trovo ad una sfilata di moda? (non avverto amore nei messaggi che ascolto).
Mi pare che nessuno bada a te Gesu'..." ricordiamoci che il vero tempio di Dio siamo noi stessi" quindi sei dentro di me. E' lì che devo cercare se voglio trovare la fonte zampillante. La mente vola da un ragionamento all' altro. Quante persone qui presenti ti cercano e ascoltano il proprio cuore? Il cuore parla, se si sa ascoltare ed e' fonte di amore e benessere (sarebbe come stare alle terme?!!!). C'e' una frase, detta nell'omelia, che mi giunge come freccia, e mi colpisce al cuore, e non e' cupido! " Tu non devi dimenticare. Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore, l' essenziale e' invisibile agli occhi".
E' cosi' che conosco "Il Piccolo Principe " e Antoine De Saint Exupéry. Un incontro prematuro, un seme caduto in un terreno ancora roccioso. In biblioteca trovo il libro, ha poche pagine, ma deve per forza contenere un tesoro! Non capisco se e' un libro per bambini, per ragazzi o e' forse anche per i grandi? L'intensita' del messagio, in apparenza semplice, e' molto forte e non di immediata comprensione, così devo rileggere, e mi sorprendo nel sentirmi a casa.
Antoine De Saint Exupéry dice che "per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto piu' vero "se lo avesse cominciato come una favola (c'era una volta...) E di seguito "Perche' non mi piace che si legga il mio libro alla leggera". E'un gran dispiacere per me confidare questi ricordi... e' triste dimenticare un amico"... Così io ho provato a leggerlo con molta attenzione...
Luciana
giovedì 28 febbraio 2008
le stelle come tanti sonagli
Tratto dal libro Il Piccolo Principe di Antoine De Saint Exupéry
" Qello che e' importante, non lo si vede..."" certo"" E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella , e' dolce la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". "Certo..."" E' come per l'acqua . Quella che tu mi hai dato da bere, era come una musica.
C'era la carrucola, e c'era la corda...ti ricordi...era buona". " Certo..." "Guarderai le stelle, la notte.
E' troppo piccolo, da me perche' ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio cosi. La mia stella, sara' per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle,ti piacera' guardarle...Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo..."Rise ancora. "Ah ! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!" " E sara' proprio questo il mio regalo...sara' come per l'acqua..." "Che cosa vuoi dire?" " Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. "Per gli uni quelli che viaggiano, le stelle, sono delle guide.[...]
Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha..." " Che cosa vuoi dire?"" Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abitero' in una di esse, visto che io ridero' in una di esse, allora sara' per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! "E rise ancora. "E quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre ), sarai contento di avermi conosciuto.
Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi', per il piacere.. E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: " Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo." Sara' come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."
In questo breve racconto, sento forte la sofferenza che si prova quando avviene il momento di un addio. Quando per diversi motivi ci si allontana da un amico. Un amico , con il quale hai condiviso parte delle tue esperienze , emozioni, sentimenti, gioie, aspettative delusioni. Un amico che c'era sempre, che ha corso per te, che ti e' stato vicino sempre, accogliendoti con empatia. Nell' addio non ti ho veramente perso, perche' porto dentro al mio cuore cio' che ci siamo donati. Ebbene forse per alcuni e' un amico immaginario, altri piu' fortunati hanno provato questa bella esperienza. E guardando le stelle, la sera, ridono come se sentissero mucchi di sonagli.
Luciana
" Qello che e' importante, non lo si vede..."" certo"" E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella , e' dolce la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". "Certo..."" E' come per l'acqua . Quella che tu mi hai dato da bere, era come una musica.
C'era la carrucola, e c'era la corda...ti ricordi...era buona". " Certo..." "Guarderai le stelle, la notte.
E' troppo piccolo, da me perche' ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio cosi. La mia stella, sara' per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle,ti piacera' guardarle...Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo..."Rise ancora. "Ah ! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!" " E sara' proprio questo il mio regalo...sara' come per l'acqua..." "Che cosa vuoi dire?" " Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. "Per gli uni quelli che viaggiano, le stelle, sono delle guide.[...]
Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha..." " Che cosa vuoi dire?"" Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abitero' in una di esse, visto che io ridero' in una di esse, allora sara' per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! "E rise ancora. "E quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre ), sarai contento di avermi conosciuto.
Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi', per il piacere.. E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: " Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo." Sara' come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."
In questo breve racconto, sento forte la sofferenza che si prova quando avviene il momento di un addio. Quando per diversi motivi ci si allontana da un amico. Un amico , con il quale hai condiviso parte delle tue esperienze , emozioni, sentimenti, gioie, aspettative delusioni. Un amico che c'era sempre, che ha corso per te, che ti e' stato vicino sempre, accogliendoti con empatia. Nell' addio non ti ho veramente perso, perche' porto dentro al mio cuore cio' che ci siamo donati. Ebbene forse per alcuni e' un amico immaginario, altri piu' fortunati hanno provato questa bella esperienza. E guardando le stelle, la sera, ridono come se sentissero mucchi di sonagli.
Luciana
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