Disegni di bambini
Stadio del realismo nascente Lowenfeld (8-11 anni).
Lo sviluppo ormai completo dell' intelligenza, che il Piaget definisce"operatoria", permette al bambino il superamento del precedente schematismo grafico in una notevole varieta' di formulazioni figurali. Sono ormai scomparse le trasparenze, i ribaltamenti le esagerazioni. L'acquisizione dei rapporti spaziali euclidei permette anche la realizzazione dello spazio tridimensionale.Compaiono le varie sfumature di uno stesso colore.
Realismo visivo Luquet (8-9 anni). E' la fase in cui il bambino di ormai otto nove anni, conforma gli schemi grafici all'apparenza visivo fenomenica, alla fine dell' realismo intellettuale. Il bambino ha ormai acquisito una spazialita' proiettivo-euclidea. Questi fenomeni, tuttavia, non sono immediati, anzi si notano spesso dei ritorni a manifestazioni di realismo intellettuale, come i ribaltamenti e le trasparenze che possono tuttavia coesistere col realismo visivo.
Buona lettura Luciana
lunedì 17 marzo 2008
domenica 16 marzo 2008
Disegni di bambini
Dsegni di bambini
Stadio schematico Lowenfeld (6-8 anni).
Questo stadio e' caratterizzato dalla comparsa di schemi grafici ben definiti per ciascun oggetto che sono legati al concetto che il bambino se ne fa. I vari schemi grafici sono strettamente individuali e cambiano in relazione allo sviluppo intellettuale. " E' possibile distingere facilmente i disegni di un bambino da quelli di un altro, osservando semplicementele singole rappresentazioni schematiche.
Un soggetto puo' possedere uno schema estremamente misero del proprio ambiente, mentre un altro puo' averne un concetto assai ricco. Osservando queste differenze siamo in grado di conoscere piu' a fondo la sensibilita'e la consapevolezza del fanciullo nei confronti del suo ambiente". Un importante elemento che caraterizza i disegni di questa fase e' dato dalla linea di base. " La linea di base appare come l'espressione del fatto che il fanciullo ha ormai conseguito una precisa consapevolezza dei suoi rapporti con l'ambiente". Per indicare il fenomeno della trasparenza, poi, Lowenfeld usa l'espressione" disegni a raggi X " .
In questo stadio, abbiamo una convenzionalizzazione del colore: il cielo e' sempre blu, l'erba e' sempre verde, i tetti delle case sono sempre rossi. ,si vanno estendendo, anche, largamente, i " raporti topologici". Fase del realismo intellettuale Luquet ( 5-8 anni)." Nel bambino il realismo intellettuale puo' essere spinto sino al punto da indurlo a rappresentare non solo gli elementi concreti non visibili, ma persino gli elementi astratti esistenti soltanto nella sua mente. Il realismo intellettuale, quindi, si differenzia dalle altre fasi per il suo carattere piu' marcatamente conoscitivo, in quanto rappresenta sia gli elementi visibili che quelli nascosti di un oggettto. Un' altra caratteristica tipica di questa fase e' data dalla trasparenza, che " consiste nel rappresentare alcuni elementi come se quelli da cui sono nascosti, divenuti trasparenti, li rendesero visibili". Anche il ribaltamento appare in questa fase. esso consiste appunto nel ribaltare sul piano del foglio, in varie direzioni, le parti di una figurazione. Con il ribaltamento si puo' notare il cambiamento di punto di vista.
" Dopo aver rappresentato l'insieme dell' oggetto dal punto di vista che ne fa risaltare il maggior numero possibile di elementi essenziali, il bambino per disegnare gli altri dettagli sceglie per ciascuno il punto di vistada cui e' possibile individuare la sua forma esemplare; gia' la combinazione tra ribaltamento erappresentazione in piano ne e' un esempio significativo e lo stesso ribaltamento puo' considerarsi un cambiamento di punto di vista, poiche' fa, in un senso, ruotare le parti verticali per rapesentarle in tutta la loro estensione pur lasciando loro lo stesso posto relativo all'insieme.
Buona lettura Luciana
Stadio schematico Lowenfeld (6-8 anni).
Questo stadio e' caratterizzato dalla comparsa di schemi grafici ben definiti per ciascun oggetto che sono legati al concetto che il bambino se ne fa. I vari schemi grafici sono strettamente individuali e cambiano in relazione allo sviluppo intellettuale. " E' possibile distingere facilmente i disegni di un bambino da quelli di un altro, osservando semplicementele singole rappresentazioni schematiche.
Un soggetto puo' possedere uno schema estremamente misero del proprio ambiente, mentre un altro puo' averne un concetto assai ricco. Osservando queste differenze siamo in grado di conoscere piu' a fondo la sensibilita'e la consapevolezza del fanciullo nei confronti del suo ambiente". Un importante elemento che caraterizza i disegni di questa fase e' dato dalla linea di base. " La linea di base appare come l'espressione del fatto che il fanciullo ha ormai conseguito una precisa consapevolezza dei suoi rapporti con l'ambiente". Per indicare il fenomeno della trasparenza, poi, Lowenfeld usa l'espressione" disegni a raggi X " .
In questo stadio, abbiamo una convenzionalizzazione del colore: il cielo e' sempre blu, l'erba e' sempre verde, i tetti delle case sono sempre rossi. ,si vanno estendendo, anche, largamente, i " raporti topologici". Fase del realismo intellettuale Luquet ( 5-8 anni)." Nel bambino il realismo intellettuale puo' essere spinto sino al punto da indurlo a rappresentare non solo gli elementi concreti non visibili, ma persino gli elementi astratti esistenti soltanto nella sua mente. Il realismo intellettuale, quindi, si differenzia dalle altre fasi per il suo carattere piu' marcatamente conoscitivo, in quanto rappresenta sia gli elementi visibili che quelli nascosti di un oggettto. Un' altra caratteristica tipica di questa fase e' data dalla trasparenza, che " consiste nel rappresentare alcuni elementi come se quelli da cui sono nascosti, divenuti trasparenti, li rendesero visibili". Anche il ribaltamento appare in questa fase. esso consiste appunto nel ribaltare sul piano del foglio, in varie direzioni, le parti di una figurazione. Con il ribaltamento si puo' notare il cambiamento di punto di vista.
" Dopo aver rappresentato l'insieme dell' oggetto dal punto di vista che ne fa risaltare il maggior numero possibile di elementi essenziali, il bambino per disegnare gli altri dettagli sceglie per ciascuno il punto di vistada cui e' possibile individuare la sua forma esemplare; gia' la combinazione tra ribaltamento erappresentazione in piano ne e' un esempio significativo e lo stesso ribaltamento puo' considerarsi un cambiamento di punto di vista, poiche' fa, in un senso, ruotare le parti verticali per rapesentarle in tutta la loro estensione pur lasciando loro lo stesso posto relativo all'insieme.
Buona lettura Luciana
sabato 15 marzo 2008
Disegni di bambini
Oggi vi introdurro' nell' affascinate mondo, dell' arte come espressione del proprio "se". Partiro' dalle origini del disegno: "Lo scarabocchio", in questa fase, il bambino, trova enorme piacere ad esprimersi tracciando "segni" con i colori. Buona lettura.
Dsegni di bambini
"Le dessin d'un enfantc'est un peu de son ame", scriveva nel 1913 Eduard Claparéde. Nel disegno, infatti, il bambino proietta i suoi stati d'animo, i suoi bisogni, il suo mondo interiore, le sue speranze, le sue gioie, le sue sicurezze, le sue paure, le sue angoscie. Attraverso il disegno il bambino narra vicende vissute o immaginate, trasfigura la realta', se ne impadronisce, mostra le proprie conoscenze e ragiona su di esse. Tutti i bambini amano disegnare, sopratutto in certi momenti della giornata.
Molto spesso, infatti, il disegno e' divertimento, e' un gioco che si alterna ad altri. Si tratta di un gioco tranquillo, che si puo' fare da soli o con pochi compagni, e che, come tutti gli altri giochi, viene fatto con la serieta' e con l'impegno che contraddistinguono tutte le attivita' infantili. Possiamo distinguere, a gradi linee indicativamente, alcune fasi di sviluppo del disegno, in linea alle fasi dello sviluppo psicomotorio.
Primo stadio: Lo stadio dello scarabocchio Lowenfeld (2/4 anni ).
" Il primo tentativo di disegnare del bambino , puo' essere molto importante non solo per il bambino stesso, quale suo primo simbolo di espressione, ma anche per l'adulto, sensibile e consapevole, il quale puo' vedere in questi segni il primo sforzo individuale di esprimere se stesso. Quei primi segni, e il modo in cui saranno accolti dagli adulti possono avere molta importanza per il sucessivo sviluppo del bambino. Gli adulti, spesso prestano scarsa attenzione ai primi tentativi artistici dei fanciulli. Anche la parola stessa scarabocchio, puo' suggerire l'idea di una perdita di tempo, o per lo meno di una mancanza di contenuto. In realta' e' proprio vero il contrario. "
Lowenfeld distingue lo scarabocchio disordinato da quello controllato. Il primo e' costituito da disegni fatti sulla carta che possono andare in molte direzioni. Nel bambino, evidentemente, prevale la motricita' sul controllo visivo, come puro piacere funzionale. Lo stadio dello scarabocchio controllato, implica gia'un' attivita' di coordinazione motoria e la vista comincia ad avere un ruolo preciso. Il bambino mostra di saper disegnare forme circolari oppure in ogni caso chiuse e staccate fra di loro. Questo autorizza a parlare di auto espressione del bambino.
Luciana
Dsegni di bambini
"Le dessin d'un enfantc'est un peu de son ame", scriveva nel 1913 Eduard Claparéde. Nel disegno, infatti, il bambino proietta i suoi stati d'animo, i suoi bisogni, il suo mondo interiore, le sue speranze, le sue gioie, le sue sicurezze, le sue paure, le sue angoscie. Attraverso il disegno il bambino narra vicende vissute o immaginate, trasfigura la realta', se ne impadronisce, mostra le proprie conoscenze e ragiona su di esse. Tutti i bambini amano disegnare, sopratutto in certi momenti della giornata.
Molto spesso, infatti, il disegno e' divertimento, e' un gioco che si alterna ad altri. Si tratta di un gioco tranquillo, che si puo' fare da soli o con pochi compagni, e che, come tutti gli altri giochi, viene fatto con la serieta' e con l'impegno che contraddistinguono tutte le attivita' infantili. Possiamo distinguere, a gradi linee indicativamente, alcune fasi di sviluppo del disegno, in linea alle fasi dello sviluppo psicomotorio.
Primo stadio: Lo stadio dello scarabocchio Lowenfeld (2/4 anni ).
" Il primo tentativo di disegnare del bambino , puo' essere molto importante non solo per il bambino stesso, quale suo primo simbolo di espressione, ma anche per l'adulto, sensibile e consapevole, il quale puo' vedere in questi segni il primo sforzo individuale di esprimere se stesso. Quei primi segni, e il modo in cui saranno accolti dagli adulti possono avere molta importanza per il sucessivo sviluppo del bambino. Gli adulti, spesso prestano scarsa attenzione ai primi tentativi artistici dei fanciulli. Anche la parola stessa scarabocchio, puo' suggerire l'idea di una perdita di tempo, o per lo meno di una mancanza di contenuto. In realta' e' proprio vero il contrario. "
Lowenfeld distingue lo scarabocchio disordinato da quello controllato. Il primo e' costituito da disegni fatti sulla carta che possono andare in molte direzioni. Nel bambino, evidentemente, prevale la motricita' sul controllo visivo, come puro piacere funzionale. Lo stadio dello scarabocchio controllato, implica gia'un' attivita' di coordinazione motoria e la vista comincia ad avere un ruolo preciso. Il bambino mostra di saper disegnare forme circolari oppure in ogni caso chiuse e staccate fra di loro. Questo autorizza a parlare di auto espressione del bambino.
Luciana
venerdì 14 marzo 2008
Meccanismi di difesa dell' IO
Meccanismi di difesa dell'IO
La scuola non puo’ prescindere di parlare di Freud nell’ ottica psicodinamica. La sua definizione e': la psicologia PSICODINAMICA è un insieme di teorie che vedono la psiche come uno svilupparsi dinamico di forze in equilibrio/contrasto che condizionano comportamenti e sentimenti. Freud cerca di dare spiegazioni scientifiche da un lato, per quanto fosse in grado di dimostrare, e dall’altro di tentare sempre una integrazione tra mondo psicologico e il mondo esterno. Freud ha costruito, senza dubbio un impianto teorico, che come dice la Casagrande e’ indimostrabile.
Le critiche di Popper, vanno nella direzione del non falsificabile, cioe’ non e’ una teoria scientifica se non e’ falsificabile. L’impianto psichico di Freud, e’ quasi spiritualistico dice la Casagrande, nei confronti di questo impianto, non ci si puo’ porre se non in un atteggiamento fideistico. Cerchiamo di capire qual’ e’ il punto di vista psicodinamico psicanalitico, perche’ da quello non possiamo prescindere. Cerchiamo di fare una chiara rilettura dell’ uomo e le sue esperienze. Alcuni punti fermi su Freud, il quale mette in relazione diretta senza soluzione di continuita’, normalita’ e patologia, perche’ sono gli stessi processi per cui il processo e’ unico ma, qualcuno rimane nella normalita’ e qualcuno cade in patologia, ma il processo e’ uguale, per cui non possiamo non parlare di normalita’ e patologia nello stesso tempo.
Freud considera di per se terapeutica la relazione, non solo quella del setting fra terapeuta e paziente, con tranfert e controtranfert del terapeuta, ma anche la relazione quotidiana di ognuno di noi con gli altri. Quello che portera’ avanti questa scuola e’ la relazione sulla teoria Fornariana, in cui la relazione di apertura, la relazione con l’altro, la relazione di aiuto e’ di per se terapeutica. Freud quindi, ricostruisce i processi evolutivi dai contenuti rappresentativi interni, dai ricordi, dai sogni, considerando il trauma rimosso, come causa di malattia. Vi do qualche assunto su questo. Nella ricerca, del trauma dimenticato, prima con l’ipnosi, poi attraverso l’interpretazione dei sogni, lapsus dimenticanze, tranfert, attraverso le associazioni libere, nasce il convincimento dell’esistenza dell’ inconscio. L’inconscio esce attraverso queste vie.
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Luciana
A presto
La scuola non puo’ prescindere di parlare di Freud nell’ ottica psicodinamica. La sua definizione e': la psicologia PSICODINAMICA è un insieme di teorie che vedono la psiche come uno svilupparsi dinamico di forze in equilibrio/contrasto che condizionano comportamenti e sentimenti. Freud cerca di dare spiegazioni scientifiche da un lato, per quanto fosse in grado di dimostrare, e dall’altro di tentare sempre una integrazione tra mondo psicologico e il mondo esterno. Freud ha costruito, senza dubbio un impianto teorico, che come dice la Casagrande e’ indimostrabile.
Le critiche di Popper, vanno nella direzione del non falsificabile, cioe’ non e’ una teoria scientifica se non e’ falsificabile. L’impianto psichico di Freud, e’ quasi spiritualistico dice la Casagrande, nei confronti di questo impianto, non ci si puo’ porre se non in un atteggiamento fideistico. Cerchiamo di capire qual’ e’ il punto di vista psicodinamico psicanalitico, perche’ da quello non possiamo prescindere. Cerchiamo di fare una chiara rilettura dell’ uomo e le sue esperienze. Alcuni punti fermi su Freud, il quale mette in relazione diretta senza soluzione di continuita’, normalita’ e patologia, perche’ sono gli stessi processi per cui il processo e’ unico ma, qualcuno rimane nella normalita’ e qualcuno cade in patologia, ma il processo e’ uguale, per cui non possiamo non parlare di normalita’ e patologia nello stesso tempo.
Freud considera di per se terapeutica la relazione, non solo quella del setting fra terapeuta e paziente, con tranfert e controtranfert del terapeuta, ma anche la relazione quotidiana di ognuno di noi con gli altri. Quello che portera’ avanti questa scuola e’ la relazione sulla teoria Fornariana, in cui la relazione di apertura, la relazione con l’altro, la relazione di aiuto e’ di per se terapeutica. Freud quindi, ricostruisce i processi evolutivi dai contenuti rappresentativi interni, dai ricordi, dai sogni, considerando il trauma rimosso, come causa di malattia. Vi do qualche assunto su questo. Nella ricerca, del trauma dimenticato, prima con l’ipnosi, poi attraverso l’interpretazione dei sogni, lapsus dimenticanze, tranfert, attraverso le associazioni libere, nasce il convincimento dell’esistenza dell’ inconscio. L’inconscio esce attraverso queste vie.
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Luciana
A presto
mercoledì 12 marzo 2008
Relazione e comuinicazione
Relazione e comunicazione
COMUNICAZIONE E LA FORZA DEL DIALOGO
Quando parliamo di comunicazione, parliamo di come usare le varie possibilita' che abbiamo per entrare in relazione con un altro essere umano. Non e' possibile non comunicare, sembra una affermazione banale, ma non e' vero. Spesso in una famiglia, una persona puo' pensare di non essere responsabile di quello che accade nel suo contesto di vita.
In realta' in ogni contesto di vita si crea la legge della comunicazione. All'interno dell' ambito familiare siamo responsabili del clima familiare e di quello che accade. Noi non comuinichiamo soltanto le parole, che dicono il contenuto della comunicazione. Dobbiamo tener conto dell' espressione paraverbale, come la parola frase, che tiene conto del tono della voce, del volume , del ritmo , della cadenza, delle pause, dell'intensita' con cui viene pronunciata.
La comunicazione tiene presente il non verbale come gestualita', mimica, sguardo, prossimita', distanza. Il paraverbale cambia completamente il contenuto della comuinicazione: noi possiamo dire la stessa frase con modalita' molto diverse, e verranno tradotte dall'altro con significati diversi.La comunicazione umana passa attraverso la corporeita', attraverso il corpo, un gesto, lo sguardo, la lontananza, la vicinanza, noi lanciamo i messaggi principali all'altro, stabiliamo un contatto con un altro essere umano. Noi comunichiamo sempre a due livelli:Livello OGGETTIVO: la parte razionele, logica della comunicazione; quello che noi pensiamo e vogliamo comunicare. Ad esempio i valori, la giustizia, la liberta', il senso del dovere.0Livello SOGGETTIVO: e' quello meno implicato nella comunicazione, anche se siamo meno consapevoli.Comprendere il nostro inconscio come contenitore dei bisogni, essi sono sempre presenti nell' uomo , ad ogni eta' della vita: -di AFFETTO, "se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza, se tu mi guardi e mi sorridi e se qualche volta prima di parlare mi ascolti, io crescero' veramente". Essere toccati significa essere riconosciuti: come esseri umani abbiamo una grande fame, ontologica, strutturale, di essere riconosciuti dagli altri esseri umani. Poi abbiamo la fame di essere guardati, cioe' di essere presi in considerazione, e di essere riconosciuti. Abbiamo moltissimo bisogno di essere ascoltati.
L'ascolto Empatico e' una terapia empatica ( Rogers): nel momento in cui una persona si sente ascoltata, comincia a guarire. Ci sono molti giovani, che sono dei vulcani di pensieri, emozioni e desideri repressi, entro di loro sono molto disturbati.-di STIMA: dare valore ad una individualita', e' la capacita' di divenire il miglior me stesso possibile, dare ad un essere umano il permesso di divenire cio' che e', di poter dare valore al suo valore. E' la capacita' di far percepire ad una persona che lei esiste ed e' degna, anche quando sbaglia, quando emergono i suoi difetti, quando vive qualcosa che non va. Il bisogno di stima in una coppia, in una famiglia, e' elevatissimo. Se esso non viene vicendevolmente soddisfatto, fa saltare le relazioni. Molti giovani in difficolta' lamentano di non ricevere fiducia, stima, apprezzamento dai genitori, mi credono un incapace, mi trattano come un bambino.
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A presto Luciana
COMUNICAZIONE E LA FORZA DEL DIALOGO
Quando parliamo di comunicazione, parliamo di come usare le varie possibilita' che abbiamo per entrare in relazione con un altro essere umano. Non e' possibile non comunicare, sembra una affermazione banale, ma non e' vero. Spesso in una famiglia, una persona puo' pensare di non essere responsabile di quello che accade nel suo contesto di vita.
In realta' in ogni contesto di vita si crea la legge della comunicazione. All'interno dell' ambito familiare siamo responsabili del clima familiare e di quello che accade. Noi non comuinichiamo soltanto le parole, che dicono il contenuto della comunicazione. Dobbiamo tener conto dell' espressione paraverbale, come la parola frase, che tiene conto del tono della voce, del volume , del ritmo , della cadenza, delle pause, dell'intensita' con cui viene pronunciata.
La comunicazione tiene presente il non verbale come gestualita', mimica, sguardo, prossimita', distanza. Il paraverbale cambia completamente il contenuto della comuinicazione: noi possiamo dire la stessa frase con modalita' molto diverse, e verranno tradotte dall'altro con significati diversi.La comunicazione umana passa attraverso la corporeita', attraverso il corpo, un gesto, lo sguardo, la lontananza, la vicinanza, noi lanciamo i messaggi principali all'altro, stabiliamo un contatto con un altro essere umano. Noi comunichiamo sempre a due livelli:Livello OGGETTIVO: la parte razionele, logica della comunicazione; quello che noi pensiamo e vogliamo comunicare. Ad esempio i valori, la giustizia, la liberta', il senso del dovere.0Livello SOGGETTIVO: e' quello meno implicato nella comunicazione, anche se siamo meno consapevoli.Comprendere il nostro inconscio come contenitore dei bisogni, essi sono sempre presenti nell' uomo , ad ogni eta' della vita: -di AFFETTO, "se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza, se tu mi guardi e mi sorridi e se qualche volta prima di parlare mi ascolti, io crescero' veramente". Essere toccati significa essere riconosciuti: come esseri umani abbiamo una grande fame, ontologica, strutturale, di essere riconosciuti dagli altri esseri umani. Poi abbiamo la fame di essere guardati, cioe' di essere presi in considerazione, e di essere riconosciuti. Abbiamo moltissimo bisogno di essere ascoltati.
L'ascolto Empatico e' una terapia empatica ( Rogers): nel momento in cui una persona si sente ascoltata, comincia a guarire. Ci sono molti giovani, che sono dei vulcani di pensieri, emozioni e desideri repressi, entro di loro sono molto disturbati.-di STIMA: dare valore ad una individualita', e' la capacita' di divenire il miglior me stesso possibile, dare ad un essere umano il permesso di divenire cio' che e', di poter dare valore al suo valore. E' la capacita' di far percepire ad una persona che lei esiste ed e' degna, anche quando sbaglia, quando emergono i suoi difetti, quando vive qualcosa che non va. Il bisogno di stima in una coppia, in una famiglia, e' elevatissimo. Se esso non viene vicendevolmente soddisfatto, fa saltare le relazioni. Molti giovani in difficolta' lamentano di non ricevere fiducia, stima, apprezzamento dai genitori, mi credono un incapace, mi trattano come un bambino.
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A presto Luciana
martedì 11 marzo 2008
Approccio Sistemico
( lavora sulle capacita' dell'altro)L'ascolto efficace, si ha solamente quando, emitttente e ricevente entrano in relazione modificandosi, senza soluzione di continuita'. Prendere l'altro dentro, e di rimandare all' altro una risposta, codificata naturalmente, che l'altro utilizza per tarare la relazione in itinere.
Si parte dalla terapia famigliare per arrivare alla terapia individuale. La modificazione di un individuo all'interno di un sistema, porta inevitabilmente alla modificazione del sistema, per cui c'e' una modificazione degli altri soggetti del sistema in generale. Es. in famiglia, classe scolastica , inun'azienda. Cerchiamo di arrivare ad un caunselor pluralista, cioe' io non posso pensare di cambiare le teorie, nelle varie psicoterapie, posso trovare sempre i riferimenti. Per esempio nel caso delle fobie, con la psicanalisi, ci vogliono anni per risolvere il problema. Con i sistemi comportamentisti, attraverso il decondizionamento e il ricondizionamento, arrivo alla soluzione del problema abbastanza velocemente. Dice Carkhuff nell' arte di aiutare, nella relazione con l'altro, e dell' approccio relazionale, che mi permette di poter lavorare con l'altro, io non vado a risolvere i problemi dell' altro. Non gli vado a dire cosa deve fare, ma utilizzo le sue capacita', lo aiuto ad utilizzare le sue capacita', che in qualche modo , dormono, sono represse, sono in qualche modo "condizionate" dallo stato di fragilita' della persona. In qualche modo daro' a lui la possibilita' di specchiarsi su di me, e avere la refrazione della mia risposta, secondo la tecnica dello specchio.Io specchio rifletto cio' che l'altro mi comunica, per fare questo chiaramente ,lo devo "guardare", con attenzione e concentrazione, e senza atteggiamenti seduttivi. (In ogni relazione c'e' tranfert e controtranfert).
Continua lettura
Luciana
Si parte dalla terapia famigliare per arrivare alla terapia individuale. La modificazione di un individuo all'interno di un sistema, porta inevitabilmente alla modificazione del sistema, per cui c'e' una modificazione degli altri soggetti del sistema in generale. Es. in famiglia, classe scolastica , inun'azienda. Cerchiamo di arrivare ad un caunselor pluralista, cioe' io non posso pensare di cambiare le teorie, nelle varie psicoterapie, posso trovare sempre i riferimenti. Per esempio nel caso delle fobie, con la psicanalisi, ci vogliono anni per risolvere il problema. Con i sistemi comportamentisti, attraverso il decondizionamento e il ricondizionamento, arrivo alla soluzione del problema abbastanza velocemente. Dice Carkhuff nell' arte di aiutare, nella relazione con l'altro, e dell' approccio relazionale, che mi permette di poter lavorare con l'altro, io non vado a risolvere i problemi dell' altro. Non gli vado a dire cosa deve fare, ma utilizzo le sue capacita', lo aiuto ad utilizzare le sue capacita', che in qualche modo , dormono, sono represse, sono in qualche modo "condizionate" dallo stato di fragilita' della persona. In qualche modo daro' a lui la possibilita' di specchiarsi su di me, e avere la refrazione della mia risposta, secondo la tecnica dello specchio.Io specchio rifletto cio' che l'altro mi comunica, per fare questo chiaramente ,lo devo "guardare", con attenzione e concentrazione, e senza atteggiamenti seduttivi. (In ogni relazione c'e' tranfert e controtranfert).
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Luciana
lunedì 10 marzo 2008
Bello questo video del Piccolo Principe (<= clicca qui) che ho trovato su YouTube. Buon viaggio all'interno del mondo bambino che ogni uno di noi cela nel proprio intimo. Buona visione. Luciana
domenica 9 marzo 2008
Un caloroso saluto agli allievi della scuola di counseling di Bassano
Un benvenuto a tutti gli allievi della scuola di Art-Counseling e Counseling Filosofico di Bassano del Grappa. Un piccolo pensiero da parte mia, e buon lavoro:
Frammenti
Marta e' Per Te
Sole caldo, morbido abbraccio.
Canta tra i rami, cicala impaziente.
Lo scricciolo, e' andato, nel nido non c'e'.
Dipinta sul muro, meridiana, padrona del tempo che E'.
Tic..Toc..Tic...Toc..
Un pianto, tutto si ferma, per un momento.
Sei bella , sei bocciolo, sei vento,
Un sorriso , il tuo viso, amore, tepore, carezze, splendore,
leggiadra, tu sei tra le braccia mie.
Forte, il mignolo, prendi,
ti aggrappi alla vita, che attendi.
Sembra che mi vuoi dire: tocca a te,
traduci i miei gesti, in pensieri per me.
Dolci le labbra che cercano il seno,
trovano amore, cerchi il sereno.
L'abbraccio , non vuole finire mai,
non e' solo cibo quello che hai.
E' grande mistero, fluido nascente,
tu lo trasmetti , mi apre la mente.
Il tuo stupore, colgo sovente,
lo riordino, lo faccio mio, lo creo, sempre.
Ti rimando pensieri sognanti,
vola lontano, a nuovi orizzonti.
Ancora ti stringo, ti guardo e sorrido,
sogna-sogni, dolce tesoro,pensa -pensieri,
sono i miei quelli di ieri.
Ti immagino forte , davanti al dolore,
ti immagino fiera, nelle tue mete,
ti immagino, bella nelle tue fatiche.
Luciana
Frammenti
Marta e' Per Te
Sole caldo, morbido abbraccio.
Canta tra i rami, cicala impaziente.
Lo scricciolo, e' andato, nel nido non c'e'.
Dipinta sul muro, meridiana, padrona del tempo che E'.
Tic..Toc..Tic...Toc..
Un pianto, tutto si ferma, per un momento.
Sei bella , sei bocciolo, sei vento,
Un sorriso , il tuo viso, amore, tepore, carezze, splendore,
leggiadra, tu sei tra le braccia mie.
Forte, il mignolo, prendi,
ti aggrappi alla vita, che attendi.
Sembra che mi vuoi dire: tocca a te,
traduci i miei gesti, in pensieri per me.
Dolci le labbra che cercano il seno,
trovano amore, cerchi il sereno.
L'abbraccio , non vuole finire mai,
non e' solo cibo quello che hai.
E' grande mistero, fluido nascente,
tu lo trasmetti , mi apre la mente.
Il tuo stupore, colgo sovente,
lo riordino, lo faccio mio, lo creo, sempre.
Ti rimando pensieri sognanti,
vola lontano, a nuovi orizzonti.
Ancora ti stringo, ti guardo e sorrido,
sogna-sogni, dolce tesoro,pensa -pensieri,
sono i miei quelli di ieri.
Ti immagino forte , davanti al dolore,
ti immagino fiera, nelle tue mete,
ti immagino, bella nelle tue fatiche.
Luciana
venerdì 7 marzo 2008
Antoine De Saint Exupèry
Un volo nel magico mondo del Piccolo Principe.
Non si deve pero' dimenticare l'autore Antoine De Saint Exupèry, persona a mio avviso sensibile , amante delle cose semplici, dell'essenziale , e del bambino nascosto nel nostro cuore.
Niente è impossibile per un cuore che sa sognare. Il Piccolo Principe ha una sua magia tutta particolare e chi lo ha amato lo sa bene… Per questo non ci si può stupire che molte persone abbiano lavorato assiduamente per mettere insieme un musical a lui ispirato. Questo lavoro contiene ben 25 brani, con la musica di Riccardo Cocciante e le parole di Elisabeth Anaïs. Interpreti sono: Daniel Lavoie (nel ruolo dell’aviatore) e Jeff (nel ruolo del piccolo Principe), per la regia di Jean-Louis Martinoty. Uno tra i singoli più belli è: “On aura toujours rendez-vous”.
Mio Piccolo Principe venuto dal cielo
Dalle stelle e dalle rondini
Tu hai saputo ridonare le ali
Alle mie illusioni di mortale
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
E anche se esco di scena
O anche se ho l’aria di essere morto
Tu sai che non sarà vero
Perché abbiamo tutti l’eternità
Tutti abbiamo una rosa nel cuore
Dei vulcani che ci facevano paura
Un sacco di tramonti
I nostri vecchi demoni e le nostre meraviglie
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Noi che comprendiamo la vita
Non ci contiamo
Noi volevamo solo un amico
Anche se un giorno dovremo lasciarlo
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Luciana
Non si deve pero' dimenticare l'autore Antoine De Saint Exupèry, persona a mio avviso sensibile , amante delle cose semplici, dell'essenziale , e del bambino nascosto nel nostro cuore.
Niente è impossibile per un cuore che sa sognare. Il Piccolo Principe ha una sua magia tutta particolare e chi lo ha amato lo sa bene… Per questo non ci si può stupire che molte persone abbiano lavorato assiduamente per mettere insieme un musical a lui ispirato. Questo lavoro contiene ben 25 brani, con la musica di Riccardo Cocciante e le parole di Elisabeth Anaïs. Interpreti sono: Daniel Lavoie (nel ruolo dell’aviatore) e Jeff (nel ruolo del piccolo Principe), per la regia di Jean-Louis Martinoty. Uno tra i singoli più belli è: “On aura toujours rendez-vous”.
Mio Piccolo Principe venuto dal cielo
Dalle stelle e dalle rondini
Tu hai saputo ridonare le ali
Alle mie illusioni di mortale
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
E anche se esco di scena
O anche se ho l’aria di essere morto
Tu sai che non sarà vero
Perché abbiamo tutti l’eternità
Tutti abbiamo una rosa nel cuore
Dei vulcani che ci facevano paura
Un sacco di tramonti
I nostri vecchi demoni e le nostre meraviglie
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Noi che comprendiamo la vita
Non ci contiamo
Noi volevamo solo un amico
Anche se un giorno dovremo lasciarlo
Avremo sempre appuntamento
Nelle distese sassose
L’essenziale è invisibile
Per gli occhi degli animi insensibili
Io sono caduto dal nulla
Da un pianeta sconosciuto
Non ripartirò per caso
E non ti dimenticherò mai più
Luciana
giovedì 6 marzo 2008
Il Counseling nel Piccolo Principe
Il Counselor non fa “terapia”, non “cura”, ma "si prende cura” di chi è portatore di disagio esistenziale, di chi, pur non avendo bisogno di una ristrutturazione della propria personalità, vive comunque non correttamente la propria vita. Nel capitolo XXI, del libro Il Piccolo Principe, sono racchiusi i codici del Counselor. Nella lettura, scopriamo che la relazione, deve seguire deteminate tappe, "prima mi mettero' un po' lontano da te" e poi piano piano , mi avvicinero'. Ci sono le attese, e io devo diminuire i miei preconcetti per creare legami.
“Il counseling è una strategia di aiuto più profonda rispetto agli aiuti intuitivi (…). Esso si sviluppa “sulla originaria intuizione rogersiana secondo la quale se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirgli cosa fare (facendo unicamente attenzione al contenuto razionale di tale consiglio: ossia che sia realmente “sensato” rispetto alla situazione) quanto piuttosto quello di aiutarlo a comprendere la situazione e a gestire il problema prendendo da solo e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali”. (R. Carkhuff, L’arte di aiutare, Introduzione all’edizione italiana di F. Folgheraiter
Il significato di Counseling : "Accompagnare gli altri, sia nell'ambito scolastico, ospedaliero in comunita', o aziendale, con il singolo o in gruppo, richiede una profonda empatia, la comprensione del carattere e delle tensioni interne della personalità, la capacità di accettare e rispettare gli altri senza falsi moralismi, l'umiltà di non imporre le proprie scelte di vita.
Il compito del Counselor è quello di favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno.
Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso". Da "L'arte del Counseling" di Rollo MayGli Ambiti di Intervento. Il Counselor è un operatore che si propone di aiutare gli altri attraverso l’offerta di tempo, rispetto, attenzione e specifiche competenze. Lo scopo di una relazione di Counseling è quello di offrire ai clienti “l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, per crescere nelle competenze di coping (fronteggiamento delle difficoltà) e di autodeterminazione, anche rispetto alla soluzione di alcuni problemi. Tutto questo per aumentare la qualità della vita migliorando l’uso delle proprie risorse e soddisfacendo al meglio le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri. Fondamentalmente il Counseling si occupa della salutogenesi” (Giusti, Mattachini, Merli, Montanari, 1993).
Partendo da questa premessa possiamo dedurre che il Counseling può essere un supporto in innumerevoli settori di intervento: dall’ambito scolastico a quello aziendale, dal campo medico sanitario a quello sessuale, dal settore dell’orientamento a quello della devianza e delle situazioni di emergenza.
Luciana
“Il counseling è una strategia di aiuto più profonda rispetto agli aiuti intuitivi (…). Esso si sviluppa “sulla originaria intuizione rogersiana secondo la quale se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirgli cosa fare (facendo unicamente attenzione al contenuto razionale di tale consiglio: ossia che sia realmente “sensato” rispetto alla situazione) quanto piuttosto quello di aiutarlo a comprendere la situazione e a gestire il problema prendendo da solo e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali”. (R. Carkhuff, L’arte di aiutare, Introduzione all’edizione italiana di F. Folgheraiter
Il significato di Counseling : "Accompagnare gli altri, sia nell'ambito scolastico, ospedaliero in comunita', o aziendale, con il singolo o in gruppo, richiede una profonda empatia, la comprensione del carattere e delle tensioni interne della personalità, la capacità di accettare e rispettare gli altri senza falsi moralismi, l'umiltà di non imporre le proprie scelte di vita.
Il compito del Counselor è quello di favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno.
Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso". Da "L'arte del Counseling" di Rollo MayGli Ambiti di Intervento. Il Counselor è un operatore che si propone di aiutare gli altri attraverso l’offerta di tempo, rispetto, attenzione e specifiche competenze. Lo scopo di una relazione di Counseling è quello di offrire ai clienti “l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, per crescere nelle competenze di coping (fronteggiamento delle difficoltà) e di autodeterminazione, anche rispetto alla soluzione di alcuni problemi. Tutto questo per aumentare la qualità della vita migliorando l’uso delle proprie risorse e soddisfacendo al meglio le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri. Fondamentalmente il Counseling si occupa della salutogenesi” (Giusti, Mattachini, Merli, Montanari, 1993).
Partendo da questa premessa possiamo dedurre che il Counseling può essere un supporto in innumerevoli settori di intervento: dall’ambito scolastico a quello aziendale, dal campo medico sanitario a quello sessuale, dal settore dell’orientamento a quello della devianza e delle situazioni di emergenza.
Luciana
mercoledì 5 marzo 2008
Riassunto del libro "Il Piccolo Principe"
Riassunto libro
Leggi il riassunto del libro il Piccolo Principe.
Antoine De Saint Exupèry e' un uomo come tanti, possiamo riconoscerci nella sua esperienza almeno dal punto di vista interiore, possiamo trovare molti punti in comune. Se apri la mente, e varchi il confine della favola, puoi trovare, tra le righe, molteplici similitudini che conducono al quotidiano vissuto, in un modo del tutto consapevole con la mente, ma col cuore? Fino a quando , un giorno, "precipitiamo" dal quotidiano in un ipotetico "deserto" e incontriamo il bambino che c'e' dentro di noi, che vuole vivere, e con semplicita' ci prende per mano e passo passo, rivela un modo alternativo ed essenziale di vedere sentire e vivere la vita appunto "non si vede bene che col cuore. L'essenziale e ' invisibile agli occhi".
E' piccolo, Antoine De Saint Exupèry quando, legge per la prima volta, in un enciclopedia la vita dei serpenti, i quali mangiano la preda tutta intera e poi si riposano per parecchi mesi. Questo racconto lo colpisce in modo molto particolare tanto che disegnera' un boa che ha mangiato un elefante e poi lo fa vedere agli adulti che vedono in quel disegno un cappello. Gli adulti non capiscono le cose, bisogna sempre spiegargliele. Cosi' ridisegna il boa ma stavolta dal di dentro. Fa vedere il nuovo disegno agli adulti, questa volta sono proprio spazientiti e lo pregano di lasciar perdere i boa dal di fuori e i boa dal di dentro.
Continua lettura
Luciana
Leggi il riassunto del libro il Piccolo Principe.
Antoine De Saint Exupèry e' un uomo come tanti, possiamo riconoscerci nella sua esperienza almeno dal punto di vista interiore, possiamo trovare molti punti in comune. Se apri la mente, e varchi il confine della favola, puoi trovare, tra le righe, molteplici similitudini che conducono al quotidiano vissuto, in un modo del tutto consapevole con la mente, ma col cuore? Fino a quando , un giorno, "precipitiamo" dal quotidiano in un ipotetico "deserto" e incontriamo il bambino che c'e' dentro di noi, che vuole vivere, e con semplicita' ci prende per mano e passo passo, rivela un modo alternativo ed essenziale di vedere sentire e vivere la vita appunto "non si vede bene che col cuore. L'essenziale e ' invisibile agli occhi".
E' piccolo, Antoine De Saint Exupèry quando, legge per la prima volta, in un enciclopedia la vita dei serpenti, i quali mangiano la preda tutta intera e poi si riposano per parecchi mesi. Questo racconto lo colpisce in modo molto particolare tanto che disegnera' un boa che ha mangiato un elefante e poi lo fa vedere agli adulti che vedono in quel disegno un cappello. Gli adulti non capiscono le cose, bisogna sempre spiegargliele. Cosi' ridisegna il boa ma stavolta dal di dentro. Fa vedere il nuovo disegno agli adulti, questa volta sono proprio spazientiti e lo pregano di lasciar perdere i boa dal di fuori e i boa dal di dentro.
Continua lettura
Luciana
lunedì 3 marzo 2008
Messaggio del libro Il Piccolo Principe in pillole 3
E' molto toccante il racconto della preoccupazione del Piccolo Principe per il fiore che aveva lasciato nel suo pianeta, ma a causa del quale, con i suoi continui capricci, se ne era andato. Non ce la faceva piu' a sopportare tutte le sue richieste: partire era stato doloroso ma necessario. E Il Piccolo Principe afferma "Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava. Non avrei mai dovuto venirmene via! Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare". Per capire il valore delle persone che amiamo a volte dobbiamo allontanarci, per poter riflettere e apprezzare i lati piu' belli e saper accettare anche cio' che meno ci piace. La vera amicizia accetta incondizionatamente l'amico così com'e' senza volerlo innanzitutto cambiare. E sopratutto deve essere un legame libero. Mi viene in mente a tal proposito un brano di una poesia di Gibran Kahlil: "...lasciate che ci siano spazi nella vostra unione e che i venti dei cieli danzino tra voi". Mi sembra una bella prospettiva d'amicizia..Prima di arrivare sulla terra , Il Piccolo Principe aveva intrapreso un viaggio come dira' lui stesso per trovare un' occupazione e per istruirsi e trovare un amico. Conoscera' personaggi molto strani: ognuno viveva sul proprio pianeta. Un Re senza suddiditi, che continuava ad imapartire ordini. Il "vanitoso" che voleva essere ammirato. L'ubriacone che beveva per dimenticare di avere vergogna del fatto che beveva e cosi' via. E qui e' chiara la stranezza dell' essere umano, impegnato ad assumere comportamenti assurdi e contradditttori. Alla fine incontra un geologo che consiglia al Piccolo Principe di andare a visitare la terra. E proprio sulla terra, fara'un incontro straordinario. La parte piu' bella del libro per me e' l'inconto con la volpe, appunto nel pianeta terra. Il messaggio, forte e' l'importanza dell' amicizia dell'andare lento di una relazione, dei riti che servono a creare legami, che vanno nutriti coltivati. "Addomesticare" come lo fa il Piccolo Principe con la sua rosa e la volpe con lui...: "Tu fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io sono solo una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell' altro. Tu sarai per me l'unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo."Tu non devi dimenticare: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e 'invisibile agli occhi" .Il Piccolo Principe e' un libro autobiografico, il protagonista e' Antoine da piccolo, come affermera': "e un bambino che porto nel cuore". Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano. Quindi un libro dedicato anche ai grandi affinche' non dimentichino mai di essere stati bambini, e che conservino la capacita' di vedere le cose con occhi stupiti e la semplicita' di un bambino.
Luciana
Luciana
domenica 2 marzo 2008
Messaggio del libro Il Piccolo Principe in pillole 2
Messaggio del libro Il Piccolo Principe
Sara'dopo alcuni anni, in una fase transitoria della mia vita che mi ritrovo a rileggere Il Piccolo Principe, e ad innamorarmi dei contenuti, e diro' di piu'a viverli intensamente. L'esperienza di Antoine De Saint Exupèry assomiglia alla mia e io come lui vivo un piccolo dispiacere, perche', nel cercare di diventare come gli adulti mi hanno pensata, ho perso di vista la mia autenticita', ed e' difficile recuperarla se non abbandonando zavorra, scavare e cercare nel proprio cuore.
Nel primo capitolo del libro autobiografico, e' sottolineato questo aspetto educativo non trascurabile, noi adulti facciamo di tutto per mortificare la fantasia e creativita' dei bambini cercando di trasmettere schemi standard che sterilizzano la piu' profonda vera natura di chi vuole/deve crescere. D'altra parte Antoine De Saint Exupéry bambino ribadisce a ragione che "I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegare loro tutto ogni volta" e cosi il bambino finisce per diventare come pretendono gli adulti, appunto per non deludere, a discapito pero' del proprio essere! Gia' nei primi capitoli e' chiara l'osservazione che fa agli adulti, cosi' amanti delle cifre, poco attenti all'essenziale, e ribadisce: "Non c'e' da prendesela. I bambini devono essere indulgenti con i grandi" Affermando cio'Antoine ribalta il concetto della maturita' dell'adulto, innalzando il bambino a persona comprensiva e matura a tal punto da compatire il modo di essere e di pensare dell' adulto stesso! Aggiungo questa poesia molto bella in sintonia con cio' che ho provato leggendo il brano del Piccolo Principe.
Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsifino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczak
Un proverbio, letto tempo, fa dice: "la natura dell'acqua che fa crescere i semi e' sempre la stessa" sono i semi che sono di natura diversa! "Infatti, sul pianeta del Piccolo Principe ci sono, come su tutti i pianeti, le erbe buone e quelle cattive. Di conseguenza: dei buoni semi di erbe buone e dei cattivi semi di erbe cattive." A me fa pensare al proprio carattere, alla propria personalita', alla crescita di ognuno di noi: cosa lasciare e cosa estirpare, di tutto cio' che si riceve come educazione?
Luciana
Sara'dopo alcuni anni, in una fase transitoria della mia vita che mi ritrovo a rileggere Il Piccolo Principe, e ad innamorarmi dei contenuti, e diro' di piu'a viverli intensamente. L'esperienza di Antoine De Saint Exupèry assomiglia alla mia e io come lui vivo un piccolo dispiacere, perche', nel cercare di diventare come gli adulti mi hanno pensata, ho perso di vista la mia autenticita', ed e' difficile recuperarla se non abbandonando zavorra, scavare e cercare nel proprio cuore.
Nel primo capitolo del libro autobiografico, e' sottolineato questo aspetto educativo non trascurabile, noi adulti facciamo di tutto per mortificare la fantasia e creativita' dei bambini cercando di trasmettere schemi standard che sterilizzano la piu' profonda vera natura di chi vuole/deve crescere. D'altra parte Antoine De Saint Exupéry bambino ribadisce a ragione che "I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegare loro tutto ogni volta" e cosi il bambino finisce per diventare come pretendono gli adulti, appunto per non deludere, a discapito pero' del proprio essere! Gia' nei primi capitoli e' chiara l'osservazione che fa agli adulti, cosi' amanti delle cifre, poco attenti all'essenziale, e ribadisce: "Non c'e' da prendesela. I bambini devono essere indulgenti con i grandi" Affermando cio'Antoine ribalta il concetto della maturita' dell'adulto, innalzando il bambino a persona comprensiva e matura a tal punto da compatire il modo di essere e di pensare dell' adulto stesso! Aggiungo questa poesia molto bella in sintonia con cio' che ho provato leggendo il brano del Piccolo Principe.
Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsifino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczak
Un proverbio, letto tempo, fa dice: "la natura dell'acqua che fa crescere i semi e' sempre la stessa" sono i semi che sono di natura diversa! "Infatti, sul pianeta del Piccolo Principe ci sono, come su tutti i pianeti, le erbe buone e quelle cattive. Di conseguenza: dei buoni semi di erbe buone e dei cattivi semi di erbe cattive." A me fa pensare al proprio carattere, alla propria personalita', alla crescita di ognuno di noi: cosa lasciare e cosa estirpare, di tutto cio' che si riceve come educazione?
Luciana
venerdì 29 febbraio 2008
Messaggio del libro Il Piccolo Principe in pillole
Messaggio del libro Il Piccolo Principe
Senti come sono arrivata a conoscenza del libro il Piccolo Principe.
E' un giorno come tanti, la quotidianita' dilaga, le giornate si tingono ogni giorno degli stessi colori, e non sempre sono quelli dell'arcobaleno. E' Domenica, e per far sentire fieri della riuscita etico-educativa ricca di valori, la mia famiglia, e non creare allarmismi, sono in chiesa! Le prime battute della messa si avviano stancamente, dov'e'la gioia dell'amore cristiano? Così si rafforza la mia idea, che e'visione atea e scientifica della vita. D'altra parte intuisco perche' il tempio di Dio, sia quasi vuoto, ad eccezione di alcune persone appariscenti, impellicciate perfettamente truccate, con pettinature impeccabili all'ultima spazzola, mi trovo ad una sfilata di moda? (non avverto amore nei messaggi che ascolto).
Mi pare che nessuno bada a te Gesu'..." ricordiamoci che il vero tempio di Dio siamo noi stessi" quindi sei dentro di me. E' lì che devo cercare se voglio trovare la fonte zampillante. La mente vola da un ragionamento all' altro. Quante persone qui presenti ti cercano e ascoltano il proprio cuore? Il cuore parla, se si sa ascoltare ed e' fonte di amore e benessere (sarebbe come stare alle terme?!!!). C'e' una frase, detta nell'omelia, che mi giunge come freccia, e mi colpisce al cuore, e non e' cupido! " Tu non devi dimenticare. Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore, l' essenziale e' invisibile agli occhi".
E' cosi' che conosco "Il Piccolo Principe " e Antoine De Saint Exupéry. Un incontro prematuro, un seme caduto in un terreno ancora roccioso. In biblioteca trovo il libro, ha poche pagine, ma deve per forza contenere un tesoro! Non capisco se e' un libro per bambini, per ragazzi o e' forse anche per i grandi? L'intensita' del messagio, in apparenza semplice, e' molto forte e non di immediata comprensione, così devo rileggere, e mi sorprendo nel sentirmi a casa.
Antoine De Saint Exupéry dice che "per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto piu' vero "se lo avesse cominciato come una favola (c'era una volta...) E di seguito "Perche' non mi piace che si legga il mio libro alla leggera". E'un gran dispiacere per me confidare questi ricordi... e' triste dimenticare un amico"... Così io ho provato a leggerlo con molta attenzione...
Luciana
Senti come sono arrivata a conoscenza del libro il Piccolo Principe.
E' un giorno come tanti, la quotidianita' dilaga, le giornate si tingono ogni giorno degli stessi colori, e non sempre sono quelli dell'arcobaleno. E' Domenica, e per far sentire fieri della riuscita etico-educativa ricca di valori, la mia famiglia, e non creare allarmismi, sono in chiesa! Le prime battute della messa si avviano stancamente, dov'e'la gioia dell'amore cristiano? Così si rafforza la mia idea, che e'visione atea e scientifica della vita. D'altra parte intuisco perche' il tempio di Dio, sia quasi vuoto, ad eccezione di alcune persone appariscenti, impellicciate perfettamente truccate, con pettinature impeccabili all'ultima spazzola, mi trovo ad una sfilata di moda? (non avverto amore nei messaggi che ascolto).
Mi pare che nessuno bada a te Gesu'..." ricordiamoci che il vero tempio di Dio siamo noi stessi" quindi sei dentro di me. E' lì che devo cercare se voglio trovare la fonte zampillante. La mente vola da un ragionamento all' altro. Quante persone qui presenti ti cercano e ascoltano il proprio cuore? Il cuore parla, se si sa ascoltare ed e' fonte di amore e benessere (sarebbe come stare alle terme?!!!). C'e' una frase, detta nell'omelia, che mi giunge come freccia, e mi colpisce al cuore, e non e' cupido! " Tu non devi dimenticare. Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore, l' essenziale e' invisibile agli occhi".
E' cosi' che conosco "Il Piccolo Principe " e Antoine De Saint Exupéry. Un incontro prematuro, un seme caduto in un terreno ancora roccioso. In biblioteca trovo il libro, ha poche pagine, ma deve per forza contenere un tesoro! Non capisco se e' un libro per bambini, per ragazzi o e' forse anche per i grandi? L'intensita' del messagio, in apparenza semplice, e' molto forte e non di immediata comprensione, così devo rileggere, e mi sorprendo nel sentirmi a casa.
Antoine De Saint Exupéry dice che "per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto piu' vero "se lo avesse cominciato come una favola (c'era una volta...) E di seguito "Perche' non mi piace che si legga il mio libro alla leggera". E'un gran dispiacere per me confidare questi ricordi... e' triste dimenticare un amico"... Così io ho provato a leggerlo con molta attenzione...
Luciana
giovedì 28 febbraio 2008
le stelle come tanti sonagli
Tratto dal libro Il Piccolo Principe di Antoine De Saint Exupéry
" Qello che e' importante, non lo si vede..."" certo"" E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella , e' dolce la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". "Certo..."" E' come per l'acqua . Quella che tu mi hai dato da bere, era come una musica.
C'era la carrucola, e c'era la corda...ti ricordi...era buona". " Certo..." "Guarderai le stelle, la notte.
E' troppo piccolo, da me perche' ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio cosi. La mia stella, sara' per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle,ti piacera' guardarle...Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo..."Rise ancora. "Ah ! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!" " E sara' proprio questo il mio regalo...sara' come per l'acqua..." "Che cosa vuoi dire?" " Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. "Per gli uni quelli che viaggiano, le stelle, sono delle guide.[...]
Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha..." " Che cosa vuoi dire?"" Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abitero' in una di esse, visto che io ridero' in una di esse, allora sara' per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! "E rise ancora. "E quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre ), sarai contento di avermi conosciuto.
Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi', per il piacere.. E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: " Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo." Sara' come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."
In questo breve racconto, sento forte la sofferenza che si prova quando avviene il momento di un addio. Quando per diversi motivi ci si allontana da un amico. Un amico , con il quale hai condiviso parte delle tue esperienze , emozioni, sentimenti, gioie, aspettative delusioni. Un amico che c'era sempre, che ha corso per te, che ti e' stato vicino sempre, accogliendoti con empatia. Nell' addio non ti ho veramente perso, perche' porto dentro al mio cuore cio' che ci siamo donati. Ebbene forse per alcuni e' un amico immaginario, altri piu' fortunati hanno provato questa bella esperienza. E guardando le stelle, la sera, ridono come se sentissero mucchi di sonagli.
Luciana
" Qello che e' importante, non lo si vede..."" certo"" E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella , e' dolce la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". "Certo..."" E' come per l'acqua . Quella che tu mi hai dato da bere, era come una musica.
C'era la carrucola, e c'era la corda...ti ricordi...era buona". " Certo..." "Guarderai le stelle, la notte.
E' troppo piccolo, da me perche' ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio cosi. La mia stella, sara' per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle,ti piacera' guardarle...Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo..."Rise ancora. "Ah ! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!" " E sara' proprio questo il mio regalo...sara' come per l'acqua..." "Che cosa vuoi dire?" " Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. "Per gli uni quelli che viaggiano, le stelle, sono delle guide.[...]
Per il mio uomo d'affari erano dell'oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha..." " Che cosa vuoi dire?"" Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abitero' in una di esse, visto che io ridero' in una di esse, allora sara' per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! "E rise ancora. "E quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre ), sarai contento di avermi conosciuto.
Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi', per il piacere.. E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: " Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo." Sara' come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."
In questo breve racconto, sento forte la sofferenza che si prova quando avviene il momento di un addio. Quando per diversi motivi ci si allontana da un amico. Un amico , con il quale hai condiviso parte delle tue esperienze , emozioni, sentimenti, gioie, aspettative delusioni. Un amico che c'era sempre, che ha corso per te, che ti e' stato vicino sempre, accogliendoti con empatia. Nell' addio non ti ho veramente perso, perche' porto dentro al mio cuore cio' che ci siamo donati. Ebbene forse per alcuni e' un amico immaginario, altri piu' fortunati hanno provato questa bella esperienza. E guardando le stelle, la sera, ridono come se sentissero mucchi di sonagli.
Luciana
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