Visualizzazione post con etichetta counseling counselor. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta counseling counselor. Mostra tutti i post

lunedì 22 giugno 2009

Philosophy for Children


L'ospedale delle bambole

Maura Striano presenta il racconto "L'ospedale delle bambole", di Ann Margaret Sharp
Edito da Liguori

Entriamo all’interno del curriculum della Philosophy for children. Il curriculum, nasce con dei materiali che sono strutturati in modo da essere adatti alle dinamiche cognitive, affettive relazionali, dei bambini e degli adolescenti in varie fasce d’eta’. Il primo materiale che noi andiamo ad utilizzare nella scuola dell’infanzia, e’ materiale che e’ stato scritto a integrazione del curricolo, redatto da Lipmann, e redatto da Ann Sharp.


Nel video, breve presentazione del libro.

Buon ascolto Luciana






martedì 24 febbraio 2009

Nichilismo


“ Ho fame di senso ! ”

Che cosa dà soddisfazione e gioia alla tua voglia di vivere?
Depressione, ansia e angoscia sono la sofferenza dell’anima che non trova il suo significato” C. G. Yung.

“La cosa che mi fa più paura è la noia. È una brutta bestia che ti divora dentro. Alcuni di noi preferiscono la fuga nevrotica nello sport, nella musica, nella velocità, nello sballo, … altri preferiscono morire piuttosto che annoiarsi…” M. C. . Abbiamo bisogno di interessi sani che ci strappino dagli impulsi aggressivi radicati nel vuoto esistenziale.

<> E. Fromm, “Avere o essere?”.

La vita piatta senza stimoli culturali, lo sbadiglio, la noia, il vuoto esistenziale, producono impulsi aggressivi e distruttivi, sessualità disturbata, anarchia dei sentimenti, sfoghi negativi degli istinti. La violenza è una forma di amore degradato: quando una persona non riesce a costruire positivamente la voglia di vivere questa si volge nel suo opposto. L’amore costruttivo di sé (biofilia) cambia nel suo opposto: odio distruttivo di sé (necrofilia). Odio è amore al rovescio. Violenza è amore degradato.

L’angoscia esistenziale ha un carattere diverso dalla sofferenza fisica e psichica; per essa il medico non ha farmaci; ti senti colpito dal brivido del vuoto, dalla ambiguità di valori falsi, di sicurezze malate, di resistenze alienanti; non vuoi rassegnarti all’appiattimento, alla mancan-za di senso, alla morte psicologica. Angoscia è invocazione di senso. (Eric Fromm).

L’uomo può ammalarsi di tre tipi di malattie, l’animale di due. Comune all’uomo e all’animale è una malattia fisica, come un mal di denti, o una malattia psichica, come la paura. L’uomo può ammalarsi di un’altra malattia che nasce dalla mente, come l’angoscia. Tutti abbiamo visto dei cani impauriti, ma non angosciati. Solo l’uomo può provare angoscia quando non riesce ad affezionarsi alla vita. Può sentirsi zingaro sperduto e vagabondo su un pianeta indifferente al suo destino (Jacques Monod). Allora l’uomo si disaffeziona alla vita fino a dire “Mondo fermati, io scendo!”.

“Chi sono io che nasco quando non so e muoio quando non voglio?”, “Che senso ha vivere?”
Queste domande non si pongono a livello fisico e psichico ma a livello spirituale.

Al tempo di Freud il grande problema era quello sessuale; al tempo di Adler quello della “volontà di potenza”, oscillante tra il complesso di inferiorità e quello di superiorità. Oggi il grande proble-ma è quello dell’assurdità o meno della vita. Victor Frankl parla di malattie noogene, cioè generate dalla mente; esse vengono guarite dalla logoterapia, cioè illuminando la mente con parole belle.

Nel costume di oggi c’è la tendenza a rimuovere il vuoto esistenziale buttandosi negli impegni, nel divertimento fino a stordirsi; c’è la tendenza a fuggire nell’alcool, nella droga, nella sessualità disordinata, … .

Solo l’uomo si può ammalare di ansia, quando si oscura il senso della vita.
L’uomo ha più bisogno di senso che di pane. Chi ha motivi per vivere… vive; chi è demotivato si lascia andare, si deprime, diventa biologicamente meno vitale.

Quali sono le tue strategie per affezionarti alla vita?
Racconta esperienze di pienezza (peak-esperiences di A. Maslow) della tua storia personale.

Articolo tratto da scuola del villaggio

A presto Luciana

domenica 22 febbraio 2009

Quanti incontri per amore della stessa passione

Ti invito a visitare il blog della mia amica Gabriella Costa,
ci siamo conosciute attraverso Facebook, e abbiamo
scopero di essere entrambe impegnate nella nuova
professione di counseling. Lei e' professionista,
mentre io ancora sto studiando, mi avvicino al
cuore della nuova attivita' , che amo moltissimo,
attraverso il tirocinio.

Ti do un assaggio del suo ultimissimo articolo
molto bello : Sulla felicita'..felicita' d'infanzia
Come un ricordo di felicità: un grande giardino,
il cielo blu con le sue nuvole che passano, grida
e giochi di bambini, grandi fiori, una mamma
che sorveglia da lontano.... luci, rumori, odori
particolari.Un bambino se ne sta di fronte alla
natura che si apre davanti a lui.

Più indietro la sagoma rassicurante della casa
e due figure familiari quella della madre e di
un altro bimbo. Davanti gli si apre la strada,
che l’attira con tale forza che esita per un istante,
prima di lanciarsi.... è perfettamente felice,

e il tempo per lui si è fermato, sta assaporando
questo istante di perfetto equilibrio tra noto e ignoto...
immobilità e movimento... ha la sensazione di un
futuro senza limiti, l’intuizione che ci sarà, ancora
e sempre, un infinito di felicità da vivere....

Tra le righe, tu puoi ri-trovare te stesso,
quali icordi hai della tua infanzia,
a me viene in mente un giardino, tanto amore intorno
giochi corse spensierate, giochi fantastici avventure elettrizzanti...

Vuoi raccontarti..dai coraggio...

A presto Luciana

giovedì 15 gennaio 2009

Convegno di Prevenire e' possibile

Convegno di Prevenire e' possibile

Una particolare nobiltà prende forma nella professione del counselor.

Il suo presentarsi sulla scena sociale della crisi produce il rigenerante scandalo della gratuità dell’animo, dell’affettività e dell’aiuto alle persone in difficoltà.

Il counseling è una professione.

Ma non è solo una professione.

Non a caso nella partecipazione a questo movimento in stato nascente si incontrano uomini già incontrati nei ricorrenti scenari della realizzazione della innovazione intelligente ed affettiva.

Nel counseling prende forma lo stesso spirito che muoveva gli ideali dei giovani della contestazione studentesca, gli stessi amici ritrovati nella entusiasmante stagione del volontariato, persi e poi ancora incontrati lungo le vie della ricerca esistenziale e spirituale e, anni dopo, riscoperti attivi nelle casa famiglia, nelle comunità, nelle associazioni del terzo settore.

Oggi lo scandalo consiste nella assenza di giustificazioni politiche, religiose, economiche e di appartenenza per dichiarare la propria scelta affettiva verso altri esseri umani. L’intelligenza della ragione si incarna umilmente, in questo secolo, nelle singole individualità di persone che scoprono e trasmettono senso della vita.

Con la scusa, e l’onore, di una professione, il cui esercizio è, a volte, retribuito, altre volte gratuito.

Nel 14° Convegno di Prevenire è Possibile, che si terrà a Tolentino (MC) il 14 e 15 febbraio 2009, vogliamo discutere dell’ UMANITA’ DEL COUNSELOR e invitarLa a questa esperienza di condivisione di ideali e di affetto.

Informazioni sul convegno sono presenti sul sito www.prepos.it, la scheda di iscrizione è alla pagina Prepos

A presto Luciana

venerdì 2 gennaio 2009

“Tutti i grandi sono stati bambini”

Ho trovato questo interessante articolo, ci sara' una commedia ispirata dal libro "Il piccolo principe" verra' proposta il sei gennaio a Modena.

“Tutti i grandi sono stati bambini”: un gruppo di orfani a teatro
(Milano) Si intitola “Tutti i grandi sono stati bambini” lo spettacolo teatrale che vede protagonisti un gruppo di trenta bambini e adolescenti provenienti dagli orfanotrofi di Bosnia Erzegovina e Albania.Lo spettacolo, liberamente tratto dal “Piccolo Principe” di Antoine Saint’Exupery, debutta in Italia il 6 gennaio 2009 a Modena e verrà ospitata da altre cinque città dell’Emilia Romagna nei prossimi mesi.

Il progetto si inserisce nella cornice delle azioni dell’Accordo di Programma Quadro per la Cooperazione nei Balcani, promosso dalla Regione Emilia Romagna e da una rete di circa quindici Comuni e Province della Regione. L’intento è quello di intrecciare l’obiettivo di produzione di performance artistiche a obiettivi con scopo sociale, tra cui: fare emergere l’espressività e creatività personale degli adolescenti orfani coinvolti nel progetto;

utilizzare i laboratori di preparazione allo spettacolo come strumenti attraverso cui far emergere il vissuto quotidiano dei ragazzi e come spazio aperto per raccontarsi; favorire l’integrazione del gruppo di bambini e di adolescenti, promuovendo atteggiamenti di accettazione dell’altro, cooperazione e integrazione; sviluppare, infine, capacità di relazione, confronto, condivisione di esperienze tra ragazzi appartenenti ad etnie, religioni, stati diversi, favorendo in tal modo percorsi interculturali di convivenza e cooperazione.

Per ulteriori informazioni contattare: Comune di Forlì - Unità Politiche Pari Opportunità, telefono 0543/712911.

Auguro a tutti " FELICISSIMO 2009 "

A presto Luciana

giovedì 27 novembre 2008

Il sequestro dell'amigdala


Il sequestro dell'amigdala

Noi tutti abbiamo avuto a che fare con l’amara esperienza della perdita del controllo emozionale... Cercate di ricordarvene qualcuna e in modo particolare soffermatevi a quello che maggiormente è rimasta impressa nella vostra mente per la sua carica emotiva.

Nei nostri cuori soggiacciono ferite emozionali attive, che al minimo sussulto sismico (esperienze che la vita comporta) emergono con una forte carica emotiva paragonabile alla potenza di un vulcano in eruzione, provocando, il più delle volte, danni irreparabili a noi stessi e alle persone che più amiamo. Gli aspetti di un io bisbetico, irrequieto, insaziabile, volubile, capriccioso, offeso, timido, pauroso, frustrato, ribelle, testardo, sottomesso, aggressivo egocentrico, passionale, paragonabili al magma, al gas, ai vapori, allo zolfo e ai prodotti piroclastici di un vulcano, costituiscono uno stato latente o palese di situazioni molto pericolose endogene ed esogene della persona.

Perché? Come mai? Che cosa succede nella nostra mente? Dove avviene questo processo di reazione emozionale fuori dalla norma e che erroneamente cerchiamo di giustificare con accuse?

L’amigdala è un centro del sistema limbico del cervello. Il termine deriva dalla parola greca che significa mandorla. É un gruppo di strutture interconnesse, a forma appunto di mandorla, posto sopra il tronco cerebrale, vicino alla parte inferiore del sistema limbico.

Il sistema limbico è il punto centrale del sistema regolare endocrino, vegetativo e psichico; elabora stimoli provenienti dall’interno del corpo e dall’esterno. Descrive le strutture cerebrali che si trovano al confine tra l’ipotalamo e le strutture connesse, da un lato, la corteccia cerebrale dall’altro.

L’amigdala, ne abbiamo due, è specializzata nelle questioni emozionali. Se viene resecata dal resto del cervello, il risultato è una evidentissima incapacità di valutare il significato emozionale degli eventi, conseguentemente si diventa cechi affettivamente (cecità affettiva).

L’amigdala funzione come un archivio della memoria emozionale ed è quindi depositaria del significato stesso degli eventi; la vita senza l’amigdala è un’esistenza spogliata di significato personale.

All’amigdala è legato qualcosa di più dell’affetto: tutte le passioni dipendono da essa. Le lacrime, un segnale emozionale esclusivo degli esseri umani, sono stimolate da essa. Asportando o resecandola negli animali, questi perdono ogni impulso a cooperare o a competere e non provano più rabbia o paura.
1. L’amigdala è un grilletto molto sensibile.

I segnali di entrata provenienti dagli organi di senso consentono all’amigdala di analizzare ogni esperienza andando, per così dire, a ‘caccia di guai’. É una sentinella psicologica che scandaglia ogni situazione e ogni percezione, sempre guidata da un unico interrogativo, il più primitivo: E’ qualcosa che odio? Qualcosa che mi ferisce? Qualcosa che temo? Se la risposta è affermativa - se in qualche modo la situazione profila un «Si» - l’amigdala scatta immediatamente, come un sorta di grilletto neurale e reagisce telegrafando un messaggio di crisi a tutte le parti del cervello.

Nell’architettura cerebrale, l’amigdala è come una di quelle centraline programmate per inviare chiamate di emergenze ai vigili del fuoco, alla polizia... ogni qualvolta il sistema di allarme istallato all’interno di un’abitazione o di una banca segnali un problema.

Quando scatta l’allarme della paura, ad esempio, l’amigdala invia messaggi di emergenza e tutte le parti principali del cervello; stimola la secrezione degli ormoni che innescano la reazione di combattimento o fuga, mobilita i centri del movimento e attiva il sistema cardiovascolare, i muscoli e l’intestino. Altri segnali vengono dati per secernere piccole quantità di adrenalina, oppure al tronco cerebrale, facendo assumere al volto un’espressione spaventata, ecc. Simultaneamente, i sistemi mnemonici corticali vengono riorganizzati con precedenza assoluta per richiamare ogni informazione utile nella situazione di emergenza contingente.

Nell’architettura del cervello l’amigdala ha una posizione privilegiata in qualità di sentinella delle emozioni capace all’occorrenza di sequestrare il cervello.

Gli input sensoriali provenienti dall’occhio o dall’orecchio viaggiano dapprima diretti al talamo e poi servendosi di un circuito monosinaptico all’amigdala (esiste un fascio molto sottile di fibre nervose che vanno direttamente all’amigdala); un secondo segnale viene poi inviato dal talamo alla neocorteccia - il cervello pesante o pensante. Questa ramificazione permette all’amigdala di cominciare a rispondere prima della neocorteccia.

Quest’ultima, infatti, elabora le informazioni attraverso vari livelli di circuiti cerebrali prima di poterle percepire in modo davvero completo e di formulare infine una risposta, che risulta quindi molto più raffinata rispetto a quella dell’amigdala.
2. L’amigdala è specialista della memoria emozionale.

Le nostre emozioni hanno una mente che si occupa di loro e che può avere opinioni del tutto indipendenti da quelle della mente razionale.

L’ippocampo (parte del lobo temporale) - per lungo tempo considerato la struttura chiave del sistema limbico - è coinvolto nella registrazione e nella comprensione degli schemi percettivi più che non nelle reazioni emotive - come in un computer.

La principale funzione dell’ippocampo sta nel fornire un ricordo particolareggiato del contesto, vitale per il significato emozionale; è l’ippocampo che riconosce il diverso significato, tanto per fare un esempio, di un orso visto allo zoo o nel cortile di casa.

Mentre l’ippocampo ricorda i fatti nudi e crudi, l’amigdala ne trattiene, per cosi dire, il sapore emozionale. Ad esempio: nel caso in cui avessimo fatto un sorpasso rischioso tale da creare un certa paura, l’amigdala, da quel momento in poi, ogni qualvolta che, in qualche modo, ci si ritrova in circostanze simili, ci fa sentire ansiosi. L’ippocampo è fondamentale per riconoscere in un volto quello di tua cugina. Ma è l’amigdala ad aggiungere che ti è proprio antipatica.
3. Meccanismi di allarme neurale e associazioni

In quanto archivio della memoria emozionale, l’amigdala analizza l’esperienza corrente, confrontando ciò che sta accadendo nel presente con quanto già accaduto nel passato. Il suo metodo di confronto è associativo: quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica come una associazione.

Ecco perché questo circuito è, per cosi dire, sciatto: agisce prima di avere una piena conferma. Ci comanda precipitosamente di reagire ad una situazione presente secondo modalità fissate molto tempo fa, con pensieri, emozioni e reazioni apprese fissate in risposta ad eventi forse solo vagamente analoghi - e tuttavia abbastanza simili da metterla in allarme.

Perché essa dichiari lo stato di emergenza basta solo che pochissimi elementi della situazione presente ricordino quelli di una passata circostanza pericolosa. Il guaio che oltre ai ricordi, carichi di valenze emozionali, che hanno il potere di scatenare questa risposta di crisi, possono anche essere superate le modalità di reazione. In tali momenti, l’imprecisione del cervello è aumentata anche dal fatto che molti vividi ricordi emozionali risalgono ai primi anni di vita e riguardano il rapporto fra il bambino e chi si prendeva cura di lui. Questo è vero soprattutto per gli eventi traumatici, ad esempio se un piccolo veniva percosso o apertamente trascurato.

L’amigdala può reagire con delirio di collera o di paura prima che la corteccia sappia che cosa sta accadendo, e questo perché l’emozione grezza viene scatenata in modo indipendente dal pensiero razionale, e prima di esso.
4. Il centro che controlla le nostre emozioni

Mentre l’amigdala lavora per scatenare una reazione ansiosa e impulsiva, altre aree del cervello emozionale si adoperano per produrre una risposta correttiva, più consona alla situazione. L’interruttore cerebrale che smorza gli impulsi sembra trovarsi all’estremo di un importante circuito diretto alla neocorteccia - precisamente ai lobi prefrontali o frontali.

Quest’area cerebrale neocorticale consente di dare ai nostri impulsi emotivi una risposta più analitica o appropriata, modulando l’amigdala e le altre aree limbiche. Quando si scatena un’emozione, nel giro di qualche istante i lobi prefrontali eseguono la reazione che ritengono migliore fra una miriade di possibilità, in base al criterio del rapporto rischio/beneficio… ad esempio: quando attaccare, quando darsi alla fuga e anche quando calmarsi, persuadere, cercare comprensione, tergiversare, provocare sensi di colpa, piagnucolare, indossare una maschera di spavalderia, essere sprezzanti, ecc.

La neocorteccia è al lavoro tutte le volte che registriamo una perdita e ci rattristiamo, o ci sentiamo felici dopo un trionfo, o ci maceriamo rimuginando su qualcosa che qualcuno ha detto o ha fatto facendoci sentire feriti o in collera.

Tratto dal libro del Dr. D. Goleman

Luciana