martedì 19 novembre 2013

significato-counseling

piccolo-principe-counseling, significato-counseling  

"Accompagnare gli altri, sia nell'ambito scolastico, ospedaliero in comunita', o aziendale, con il singolo o in gruppo, richiede una profonda empatia, la comprensione del carattere e delle tensioni interne della personalità, la capacità di accettare e rispettare gli altri senza falsi moralismi, l'umiltà di non imporre le proprie scelte di vita.
Il compito del counselor è quello di favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno. Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso".
Da "L'arte del Counseling" di Rollo May

giovedì 26 settembre 2013

IDEALIZZARE?





Sentire, percepire, evocare,
istanze mute,
riportano a ricordi
antichi
occhi azzurri di un padre
amore
tensione
desiderio di affondare
in un luogo conosciuto che fu
ora non più qui,
ma vivo in me
...Ancora
Una bambina tra le braccia forti
una valle tutto verde
corsa allegra verso casa
è lo zio che mai
con profondo rispetto,
hai confessato di amare
...e quell'uomo
che da un davanzale
saluta le bambine
della contrada
e dice:"Diventerai dottoressa"
Tre momenti di vita
passata
che hanno scritto
il copione di un film
...
ecco cosa evochi tu
quando, intanto, scruti
e in me si accende ciò che fu
che sono e mi compone

passato, presente
e futuro che verrà...

Ho compreso il Transfert?

venerdì 28 dicembre 2012


Sogno

Ruvido Possente Tronco

Perché quel luogo è
per me così sacro?

Più volte chino lo sguardo,
cerco tra i rovi
tra i sassi e fango

scivolo

univoco desolante

sentire

e cado

fino a scontrarmi contro un
ruvido tronco possente
forti rami protesi al cielo

oscilla un poco
al mio incedere improvviso

ruvido possente tronco
afferra e trattiene
impedisce rovinosa caduta
nell'abisso senza fine

rimanda a fragile essenza che
da inesistente equilibrio fugge

ruvido possente tronco
a specchio rimandi

azioni

pensieri

parole

incoerenti

perché quel luogo è per me così sacro?


giovedì 13 dicembre 2012

Farfalla (Dentro Te Dentro Me)


Farfalla (Dentro Te Dentro Me)
Corre beata. E' amata.
Il vento le sfiora il viso e i capelli.
Ora è libera, è farfalla,
le braccia al cielo e balla.
Il velo, le copre il viso,
si scosta svela il sorriso.
La vita è promessa d'amore,
lo sente, lo dice, il suo cuore.
Non puo scordarlo...
Però...
Fiduciosa esce dal nido,
incontro al destino.
E' dura la via, e' duro il cammino,
sì, ce la può fare, custodisce un segreto nel cuore:
" Sono bella, ho amore da dare,
a chi lo vuole, lo posso donare".
Nessuno l'ascolta ,
relazione, amore, stupore, splendore..
a chi può servire?
Ti hanno tarpato le ali,
farfalla dai mille colori,
il tuo dentro, limato, negato,
e il sorriso cancellato.
ORA...
E' stretto, il vestito che porti...
lo strapperà la forte spinta interiore
presente nel tuo profondo.
Da tanto tempo,
è custodito un segreto,
racchiuso in uno scrigno nel fondo,
è Rinascita è Relazione è Amore
è ciò che scalda un cuore.
Luciana
Dedicata a chi nella sua vita accompagna l'altro a ritrovare l'autenticità del proprio essere
Grazie!

sabato 8 dicembre 2012

"Genitori e figli: saper ascoltare per comunicare"

Incontro pubblico: "Genitori e figli: saper ascoltare per comunicare"




Si è tenuto Giovedì 29 novembre 2012 presso la Sala Consiliare del Palazzo Reale a Crespano del Grappa un incontro pubblico sul tema “Genitori e figli: saper ascoltare per comunicare“. La serata è stata organizzata dal Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo di Crespano del Grappa e hanno partecipato il Dott. Alessandro Bellin in qualità di relatore e Luciana Reginato come counselor.

Ecco alcuni dei temi affrontati:


                        Genitori e figli:saper ascoltare per comunicare.

L’adolescenza arriva precoce o tardiva, si manifesta attraverso il conflitto tra genitori e figli, la relazione che prima assumeva un taglio più o meno armonioso, ora si tinge di controversie a causa di frequenti divergenze di posizioni e opinioni. I ragazzi chiedono più libertà che necessita di maggiore maturità che ancora non possiedono…quante volte la porta sbatte e senza permesso l’adolescente si allontana da casa vantando diritti in parte giustificati che denotano un primo tentativo di sana indipendenza e crescita? A volte lo studio diventa di secondaria importanza rispetto all’attrazione rappresentata dagli amici che sono in piazza… e così i risultati a scuola denotano piccole o significative flessioni.
I genitori si sentono soli e impotenti di fronte a questa improvvisa incomunicabilità, a volte assumono toni forti, aspri. Quando nemmeno il dialogo aiuta cosa fare? Punizioni? Regole? Oppure perseguire nella fiducia del Dialogo, dell’Affettività, della Relazione? Speranzosi che nei nostri figli vi siano delle risorse preziose come i valori che noi genitori abbiamo trasmesso loro.

Ciao a tutti Lucia

mercoledì 25 aprile 2012

METAFORA DELLA CONOSCENZA E' IL VIAGGIO

 



  











VIAGGIO

Sentimento profondo
lacrime versate
vedono e ammettono ferite

Paziente ricerca
nel viaggio avventura

Come lupa guardinga
mi spingo 
nelle profondità dell'essere

Ascolto dentro
ad ogni svolta della strada

aridità

angoscia 

il nulla

ora...

attesa di VITA NUOVA
nel desertico orizzonte
un piccolo fiore rosso
su di uno spinoso cactus
attende di essere accudito!

Luciana

lunedì 2 aprile 2012

Oscure notti dell'anima



Non lasciarmi andare
stringi forte la mano
non avere paura
accogli prendi la mia fragilità.

Accompagna segui i miei passi
alzami se cado...

Contieni il mio grido
e smussane gli spigoli.

Bonifica la rabbia
confusa impetuosa
se esplode e ferisce.

Cingi i miei fianchi
fino a farmi male
sostieni delicata
profonda fragile essenza.

Geologia di sguardi
silenti impotenti
disperati angosciati.

Ora

Dietro il profondo mistero evento
dell'incontro con te
guardo
con tenero affetto
i frammenti
del mio essere
confusi
sparsi sul pavimento dell'io

e come puzzle
tento di ricomporli...

Tendo la mano

non lasciarmi sola
mi sto perdendo
in un vortice senza fine...

venerdì 16 marzo 2012

Il tempo di un abbraccio




Quasi a voler sostenere ,
forti le tue mani
all'improvviso afferrano i fianchi
punto nevralgico
profondamente sensuale
percepisco forti le dita
affondano
delicato profondo
eclettico piacere

freme essenza
e cado nella voragine
senza spazio ne tempo.

Tutto ruota
assordante silenzio
l'abbraccio è forte e i due corpi si fondono in un essere nuovo


Silenzio...


Il tempo si è fermato
attimo eterno invade l'essere
di etereo fluido piacere: è DIO?

Ecco il bacio
prolunga il profondo sentire
scaturire di essenze
di sottile impalpabile leggerezza
l'essere nuovo si dispone a guisa
di un io più elevato: è il noi?

Impossibile non rispondere
stavolta di getto per rendere infinito l'attimo eterno.
Inciso nei sentieri dell' anima
ora
rivive come mantra evocato
nella solitudine che invade
quando monade mi muovo tra gli altri!

lunedì 13 febbraio 2012

Il treno della vita


Un cammino, un viaggio, un andare verso, scappare rincorrere sperare confondere proiettare introiettare...
emozionarsi, piangere, ridere, guardare ...
Interiorità introspezione incontro con il proprio se, in relazione con l'altro...
Levinas diceva incontro Dio nel mistero evento del volto dell'altro.
Allora dovremmo decidere di che Dio stiamo parlando,
quello che è nei cieli oppure è il sentimento che avverto nell' incontro/relazione del mistero evento,
con e per l'altro?
A tal proposito scrive Vito Mancuso nel suo libero Io e Dio:
Tra tutti i molteplici sentimenti che l'esistenza umana produce, a me pare che il sentimento che porta a credere in Dio nasca dalla tensione che ci fa uscire dal nostro piccolo io e ci pone in empatia con tutti gli esseri (umani, vegetali, persino inanimati come le pietre e le nuvole),avverto con essi una comunanza di fondo, una specie di rete che tutti racchiude, un grembo comune da cui tutti siamo usciti e in cui tutti siamo destinati a tornare .

Posso far ricorso anche alla grande poesia di Goethe :
Chi tutto abbraccia, chi tutto sostiene, non abbraccia forse e sostiene te, me e se stesso? Forse che in alto non si incurva il cielo? E sotto i nostri piedi non sta salda la terra? E che le stelle non ci brillano incontro d'amorosa luce? Non guarda forse il mio occhio nel tuo, e non s' affolla ogni cosa al tuo capo e al tuo cuore, operando visibile e invisibile in eterno mistero intorno a te? Di questo riempi il tuo cuore, per quanto grande è; e quando in codesto sentire tu ti trovi veramente beata, chiamalo pure allora come tu vuoi: chiamalo felicità, cuore, amore, Dio, per codesto io non ho nome alcuno. Sentimento è tutto. Il nome è soltanto suono e fumo, che offuscca lo splendore del cielo.

Sentimento è tutto e io nutro sento un infinito desiderio dell' incontro con l'altro per contemplare ciò che altrimenti non potrei vivere esperire sperimentare.

Luciana

domenica 12 febbraio 2012

 (Edith Stein)


Tratto da: EDITH STEIN, Il problema dell’ empatia,  a cura di Elio Costantini, ed Studium Roma 2009

“ Husserl si occupa di alcune questioni riguardanti l’empatia, non già come problema a se stante, bensì come presupposto che consente di giungere alla conoscenza di un mondo oggettivo”

Invece la Stein nel suo lavoro di tesi tematizza l’argomento dell’empatia in tutti i suoi aspetti positivi e negativi, e dimostra come attraverso l’empatia si pervenga alla conoscenza estranea.

E’in questa analisi che ella dà il proprio contributo alla soluzione del problema dell’empatia, sia in sede storica sia in sede teorica”.

Mentre Husserl sottolinea il ruolo dell’empatia ai fini della costituzione di un mondo oggettivo, la Stein analizza il concetto di empatia, ne definisce l’essenza, ne chiarisce la genesi e ne indica la modalità di attuazione. In altre parole compie il tentativo di costruire una Fenomenologia dell’empatia .

Husserl descrive l’atto empatico come atto finalizzato per la costituzione della realtà “Io-Uomo”. Ecco che cosa scrive a questo proposito: mentre il corpo proprio estraneo ( che mi si presenta come corpo fisico tra altri corpi fisici) mi viene dato nella percezione originaria, “soltanto con l’empatia, col costante dirigersi delle osservazioni sperimentali verso la vita psichica rappresentata insieme col corpo proprio estraneo […], si costituisce la conchiusa unità uomo, unità che poi io traspongo su me stesso”.

Dopo aver precisato che la psiche non è in nessun luogo, e che la sua connessione col corpo proprio è fondata soltanto da nessi funzionali, Husserl osserva che “ Per stabilire un rapporto, una relazione tra me e un altro, per comunicare a un altro qualcosa ecc. deve stabilirsi una relazione corporea, una connessione corporea attraverso processi fisici.

Io devo andare da lui a parlargli. Sicchè lo spazio svolge un ruolo importante, e così il tempo […]. Il fatto che il corpo proprio e la psiche formano una peculiare unità per l’esperienza e che in virtù di questa unità lo psichico viene ad avere un suo posto nello spazio e nel tempo, costituisce la base di una legittima neutralizzazione della coscienza, così localizzati temporalizzati ci si presentano i soggetti estranei”. Da queste due citazioni risulta che lo scopo di Husserl, nel trattare il tema dell’ empatia, e’ quello di dimostrare come attraverso di essa si pervenga alla costituzione

dell’ ”Io-Uomo”. Al contrario la Stein, nell’analizzare il concetto di Empatia, chiarisce qual e’ il suo significato specifico come atto di conoscenza “Sui Generis” I chiarimenti opportuni sono da lei forniti nella parte seconda del suo lavoro, al paragrafo II , attraverso un esempio:” Un amico viene da me e mi dice di aver perduto un fratello ed io mi rendo conto del suo dolore “. La Stein rileva che il punto da chiarire nell’esempio addotto è il seguente: “ Che cos’è questo rendersi conto?”. Esplicitare tale atto significa definire l’essenza dell’empatia, prescindendo dal fatto di sapere su che cosa esso si basi e donde io so di questo dolore”.

Dopo aver precisato che l’esperienza empatica è sempre originaria in quanto vissuto presente, mentre è non originario il suo contenuto, la Stein analizza nel modo seguente l’atto di “rendersi conto”: “Nell’istante in cui il vissuto emerge improvvisamente davanti a me, io l’ho davanti come oggetto ( ad esempio l’esperienza di dolore che riesco a “leggere nel volto” di un altro); mentre però mi rivolgo alla tendenza in esso emplicita e cerco di portarmi a datità più chiara lo stato d’animo in cui l’altro si ritrova, quel vissuto non è più oggetto nel vero senso della parola, dal momento che mi ha attratto dentro di sè, per cui io adesso non sono più rivolto a quel vissuto, ma, immedesimandomi in esso, sono rivolto al suo oggetto, lo stato d’animo altrui, e sono presso il suo oggetto, al suo posto. Soltanto dopo la chiarificazione cui si è pervenuti mediante l’attuazione giunta a compimento, il vissuto stesso torna di nuovo dinanzi a me come oggetto. Questa analisi consente di individuare tre gradi di attuazione dell’empatia:

I. Il vissuto altrui emerge improvvisamente davanti a me.

II. Viene attualizzato il vissuto nel momento in cui porto a compimento la tendenza in esso implicita, ovvero sono coinvolto nello stato d’animo altrui (Esperisco il dolore vissuto dall’amico)

III. Il vissuto esplicitato viene oggettivato, ossia ritorna dinanzi a me come oggetto correlativo alla coscienza.

Nel primo e nel terzo grado l’atto di “rendersi conto” del vissuto altrui corrisponde in modo non-originario alla percezione anche questa non-originaria, del dolore altrui ”visto” come oggetto, mentre nel secondo lo stesso atto corrisponde all’ esperienza empatica portata a compimento: vivo il vissuto altrui come se fosse mio. E’ quindi nel secondo grado che l’empatia si consuma pienamente, raggiunge la sua pienezza. Non sempre però si attuano tutti e tre i gradi, a volte ci si accontenta di realizzare il grado inferiore. Qualora invece l’atto empatico giunga alla sua piena attuazione, “ io mi sento accompagnato da una esperienza vissuta originaria, la quale non è stata vissuta da me, eppure si annunzia in me, manifestandosi nella mia esperienza vissuta non-originaria”.

Il risultato a cui la Stein perviene attraverso le sue analisi è questo: l’atto empatico, contrariamente al modo in cui è inteso dagli psicologi che si sono occupati dell’empatia, non è una sensazione, ne un sentimento, nè un atto della percezione interna di sè, e tanto meno è riconducibile al ricordo e all’ immaginazione, ma è atto concreto e originario, attraverso il quale possiamo cogliere in modo non-originario un vissuto estraneo”.

L’empatia dunque non è l’unipatia e non è neppure un co-sentire.

Il soggetto dell’empatia non è l’Io e nemmeno la pluralità degli individui psicofisici, è bensì il Noi. Quando un evento coinvolge più persone, il sentimento suscitato è lo stesso, ma diverso è il modo di sentirlo. Il processo empatico che si verifica in casi del genere porta a questo risultato:” Ciò che gli altri ora avvertono l’ho visivamente davanti a me, assume la forma di un corpo proprio e vive attraverso il mio sentire”. E’ in quel momento che dall’Io e dal Tu emerge il Noi in guisa di un soggetto di grado più elevato”.

La Stein tratterà l’empatia come comprensione delle persone spirituali, essa non si occupa del problema intersoggettivo, ma si sforza di approfondire il tema dell’empatia, nell’ambito dello spirito, avviando così una Fenomenologia dell’Empatia come lo stesso Husserl riconosce nel suo giudizio sul lavoro dell’allieva.

E’ soprattutto in questo ambito che si rivela l’importanza dell’empatia come comprensione del vissuto estraneo: “Io vivo ciascuna azione di un altro come azione che procede da un volere e questo a sua volta da un sentire; con ciò mi viene dato simultaneamente uno strato della sua persona e un ambito di valori, che per lui sono esperibili in linea di principio, ambito che a sua volta motiva in maniera significante tanto l’attesa di atti volitivi futuri possibili quanto di azioni possibili”.

Proseguendo nella sua descrizione, il risultato a cui ella perviene è che: “ Una singola azione ed altrettanto una singola espressione

– uno sguardo o un sorriso- possono perciò offrirmi la possibilità

di gettare uno sguardo nel nucleo della persona”.

Quanto sopra affermato conferma l’importanza dell’osservazione attenta del non verbale. La Stein parte dalla “Riduzione Fenomenologica” E aggiunge: “ Scopo della Fenomenologia è la chiarificazione con ciò l’ultima fondazione di ogni conoscenza, per raggiungere tale scopo, la Fenomenologia esclude dalle sue considerazioni tutto ciò di cui si può dubitare e che può essere in qualche modo eliminato. Pertanto essa non si serve dapprima dei risultati acquisiti da altre scienze e non si basa dunque sulle scienze naturali”.

Tratto da: EDITH STEIN, Il problema dell’ empatia,  a cura di Elio Costantini, ed Studium Roma 2009

Luciana




domenica 5 febbraio 2012

Le nuove frontiere del counseling

Le nuove frontiere del counseling - terzo convegno nazionale

Si terrà a Firenze nei giorni 14 e 15 aprile 2012, presso il polo congressuale dell'Hotel Albani, il terzo convegno nazionale di AssoCounseling dal titolo Le nuove frontiere del counseling.

Il tema principale di quest'anno, che fa da filo conduttore a tutto il convegno, è la ricerca di spazi ed ambiti applicativi del counseling che, in qualche modo, possono o potranno rappresentare le nuove frontiere di questa professione.

La novità di quest'anno è rappresentata dal fatto che la domenica sarà possibile - in parallelo alla sessione plenaria - seguire alcuni workshop e laboratori tenuti dai soci.

Ciao a tutti
Luciana

venerdì 16 settembre 2011

Correre...


Ciao a tutti,

dicasi blog una evoluzione dell' obsoleto ma tanto caro diario personale, nel quale si annotavano i pensieri, le emozioni le esperienze gli amori, le speranze, il proprio orizzonte dell'attesa, insomma un amico fedele e inseparabile.

La riflessione di oggi e' relativa al momento storico culturale sociale economico,
che ci troviamo a vivere, siamo tutti di corsa per cosa?

Il governo ci chiede sempre piu' tasse, i soldi nel bagget familiare,  non bastano mai, se qualcuno ti fa proposte di lavoro, e' d'uopo che ti chieda collaborazione gratuita, perche' in futuro magari se son rose fioriranno...

E' tempo di ri-appropriarci della nostra dignita' umana, della nostra ricchezza interiore, dovremmo trovare il tempo di rivalutare la relazione  con noi stessi e con gli altri, per non perderci, e diventare giocattoli di altri, che senza scrupoli ci fanno compiere azioni gesti parole pensieri, che alienadoci ci conducono lontano dalle nostre vere essenze.

Felice vita a tutti nella autenticita'

Luciana

giovedì 28 luglio 2011

Iscrizioni scuola di Counseling

 Vi comunico che sono aperte le iscrizioni alla scuola di Counseling Relazionale Filosofico,
Art-Counseling ed Etno Counseling
per l'anno 2011/2012 -
La presentazione dei Corsi con illustrazione dei programmi, avrà luogo Sabato 10 Settembre 2011, alle ore 16.30 presso la sede del C.E.P. a Bassano del Grappa, in Via Colombare 4.
scarica il volantino.

Ciao a tutti Luciana

venerdì 5 novembre 2010

Il principe e la volpe

"Non si conoscono che le cose che si addomesticano" disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"

"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi.
Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."

Un grande pensiero per grandi riflessioni=> e noi a che punto siamo in relazione con colororo che ci vivono accanto?
Luciana

lunedì 27 settembre 2010

Seminario Counseling

COMUNICAZIONE EVENTO

COLAP

STATI GENERALI DELLE ASSOCIAZIONI
PROFESSIONALI

22 OTTOBRE
Villa Miani - Via Trionfale 151 o Via Alberto Cadlolo 121


8 ° Convegno
S.I.Co.

“La prima Associazione Professionale
a garanzia di una professione”
“Il Counseling”

23 OTTOBRE
Centro Congressi Cavour – Via Cavour 50

Evento Colap



L’evento, si chiamerà COMPETE.R.E. Competenze Riconosciute nell’Economia e sarà l’occasione per dare grande visibilità alle nostre associazioni e ai nostri professionisti.
COMPETE.R.E. – Competenze Riconosciute nell’Economia - l’evento che il Colap sta organizzando per il prossimo 22 Ottobre è alle porte.
La manifestazione si terrà nella prestigiosa Villa Miani di Roma (Entrata da Via Cadlolo, 121) dalle ore 9.00 alle 18.00 e ha l’obiettivo di dare visibilità alle professioni associative per mostrarne la rilevanza sociale ed economica.
L’evento centrale del Colap sarà il cuore politico della manifestazione.
Il dibattito, moderato da Marina Nalesso (TG1 Economia), vedrà la partecipazione di rappresentanti politici, sindacali ed istituzionali ma anche di esperti del settore delle professioni, fondazioni politiche e rappresentanti internazionali. Alcuni video, realizzati con la collaborazione di una nota redattrice televisiva (Vicsia Portel-Ballarò), apriranno la discussione in sala lanciando i temi oggetto di riflessione quali: il ruolo delle associazioni professionali, l’utilità delle professioni associative, l’innovazione e la flessibilità nelle professioni associative ed il rapporto con le professioni regolamentate; i lavori proseguiranno nel pomeriggio con una presentazione mediatica di alcuni gruppi di professioni con l’obiettivo di porre al centro della manifestazione IL PROFESSIONISTA !
Accanto all’evento centrale del Colap verranno allestiti, nel piano terra della villa, spazi espositivi dove alcune associazioni e gli sponsor presenteranno le loro attività anche attraverso l’ausilio di piattaforme tecnologiche e proiezioni video.
Al primo piano, durante tutto l’arco della giornata, si potrà partecipare ad eventi, seminari ed incontri organizzati da alcune delle associazioni del Colap per consentire a tutti di conoscere il mondo dell’associazionismo professionale.
L’evento si propone di essere un evento mediatico di grande portata con una presenza di almeno 2.000 partecipanti.


Programma definitivo delle giornate

Riservato agli iscritti al Registro Italiano dei Counselor

I soci S.I.Co., iscritti al Registro Italiano dei Counselor che intendono ricevere il Certificato di partecipazione con i CAP (Crediti di Aggiornamento Professionale), sono tenuti a firmare i fogli presenza al convegno presso la segreteria, tutti i giorni, in ingresso e in uscita.
I certificati con i CAP riservati agli iscritti al Registro, saranno inviati ai singoli partecipanti, via posta, dopo la verifica delle presenze.
(I Certificati di partecipazione generici rilasciati a tutti i partecipanti, non hanno valore come aggiornamento professionale della S.I.Co. )

La partecipazione al congresso e all’evento Colap dà diritto a 25 CAP

PROGRAMMA DEFINITIVO

Sabato 23 Ottobre 2010

TITOLO: Il Counseling in Italia e in Europa:

9,00 Segreteria

9,30 Apertura dei lavori.
Gigliola Crocetti
Amministratore Delegato S.I.Co.
La S.I.Co. espressione associativa del counseling italiano

9,45 Santi Laganà
Saluto del Presidente S.I.Co.

10,00 Francesco Consoli
Docente di Sociologia delle Organizzazioni – Scienze Statistiche-
Universita La Sapienza – Roma -
Le vie nazionali alla professione europea di counselor: una ricerca

10,45 Parente Ernestina
Referente Regionale S.I.Co Nord Ovest
Circolarità informativa in Sico: il ruolo del referente regionale tra scuole, allievi,
counsellor, territorio ed altre istituzioni


11,00 Koch Maria Cristina
Scuola Sistema Counseling - Milano
Il Counseling:Una professione per il terzo Millennio

11,20 Pausa

11,50 Maria Adele Azzi – Elisabetta Campanini
Istituto di Psicologia Psicoanalitica s.r.l. – Brescia -
L’Associazione: un contesto dinamico che favorisce l’evolversi della professione
counseling

12,10 Gabriella Vigliar
A.E.Me.F - Roma -
Il mediatore: questo sconosciuto

12,30 Rosalia Grande
Scuola di Counseling Dinamico Esistenziale - Ass. “il Divenire” - Roma -
Il Counseling e l’arte di “Vivere Bene”

12,50 Dibattito

13,00 Pausa Pranzo

15,00 Ripresa Lavori

15,00 Franco Nanetti
Scuola AIPAC - Pesaro -
L’identita del counselor, nuovi paradigmi prospettivi di intervento

15,20 Manuela Olia
Scuola SICIS (Società Italiana di Counseling ad Indirizzo Sistemico) -Torino-,
Il Counseling nei servizi alla persona:una esperienza territoriale

15,40 Giovanna Borrello
Scuola Metis Counseling Filosofico – Napoli-
La filosofia come esercizio e il counseling filosofico

16,00 Pausa

16,40 Eugenio Giommi
Soc. Italiana di Biosistemica - Roma-
Contratti impliciti ed espliciti nella relazione di counseling

17,00 Francesco Colombo
Scuola DELPHI Centro Ricerche di Psicologia Analitica – Genova -
Esperienze lavorative in Liguria, dopo praticamente 10 corsi di formazione in
Counseling: limiti e sbocchi professionali.

17,20 Rudy Russo
Scuola ADSUM - Lecce -
Associazionismo e counseling: fare sistema

17,40 Dibattito

Ore 18,15 Termine dei lavori


La S.I.Co. in questa occasione vuole partecipare con quanti più soci possibile a questa giornata eccezionale e farne seguire poi un’altra di convegno. Vi invitiamo ad essere presenti in modo unanime e fattivo.
Dobbiamo dimostrare quale enorme quantità di cittadini ruota intorno ad un professionista.

La partecipazione al congresso sarà di € 150 dal 16/09/2010.

Ogni persona pagante potrà portare un ospite che non sia socio S.I.Co.
Inoltre data l’importanza della presenza di persone che ruotano intorno al counseling ogni socio pagante può acquistare dei passy per persone di sua conoscenza (sempre non soci S.I.Co.) a € 15 a persona inviando la quota relativa e i nominativi delle persone.
Le quote di partecipazione andranno versate tramite c/c postale n° 756007 intestato alla S.I.Co. con causale “Partecipazione convegno S.I.Co. 2010”.
Gli interessati dovranno compilare la scheda di “PRENOTAZIONE” in ogni sua parte ed inviarla alla S.I.Co. con la fotocopia del versamento effettuato, esclusivamente via posta ordinaria.
Il “Certificato di partecipazione” sarà rilasciato esclusivamente ai partecipanti paganti.
Su richiesta saranno rilasciati “certificati di presenza”.

CAP (Crediti di Aggiornamento Professionale) S.I.Co.
Per gli iscritti al Registro Italiano dei Counselor della S.I.Co., la partecipazione al congresso dà diritto a 25 crediti = CAP 25.
Le certificazioni saranno spedite dopo la verifica delle presenze.
Luciana Reginato Psicologs e Supervisor Counselor

lunedì 12 luglio 2010

Oscar Wilde divagazioni sulla felicita'


Breve traccia tratta dal libro " divagazioni sulla felicita'"
Di Oscar Wilde

Per riuscire nella vita bisogna andare incontro agli avvenimenti per avere su di essi liberta' di manovra, bisogna rischiare molto per guadagnare molto. Cio' che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto, mentre rischiando avremmo solo avuto piu' o meno probabilita' di perdere.

La fortuna ama concedersi solo a chi la merita, e non e' cieca come generalmente si crede, ma la sua chiaroveggenza sfugge a un giudizio superficiale. Nulla si ottiene al mondo senza averlo meritato, le avventure vagano attorno a noi...il nostro volere non ha che da mostrarsi. Se abbiamo tendenza a mentire , le menzogne accorreranno a frotte..Cosi' i grandi fatti non avvengono che a coloro che sono preparati per riceverli, e anche gli eroi che sorgono qualche volta per apparente combinazione di fortunati avvenimenti, non sono diventati tali per il capriccio della fortuna , ma lo creano certamente da lungo tempo nell'intimo silenzioso delle proprie coscienze.

Gli uomini comuni non si accorgono mai delle occasiono propizie, essi sentono solo le difficolta', davanti alle quali incrociano le braccia , mentre anche se l'avvenimento puo' sembrare ostile a prima vista, l'uomo volitivo sa
sempre cavarne qualche vantaggio: le difficolta' non sono una disgrazia , bensi' un' occasione propizia per saltare piu' lungi e piu' in alto. La fortuna passa sempre nella vita di un uomo , ma pochi sono coloro che sanno accorgersene. Generalmente si ha gli occhi rivolti altrove, spesso alle idee pessimiste; si resta indecisi, timorosi di rischiar troppo, e la fortuna passa indispettita di non essere stata afferrata rudemente per i capelli.

C'e' chi non riesce a vivere serenamente del presente, e convinto di essere nato sotto cattiva stella e' sempre ossessionato dall' avvenire, e' come avvelenato dalla sua immaginazione, la quale a forza di prevedere disgrazie qualche volta le chiama . Sembra quasi che non godendo gli attimi tranquilli, non assaporandone l' ambrosia con intimo senso di riconoscenza , si faccia un' offesa alla vita, la quale vuol essere amata profondamente per concedere le sue volutta'..L'immaginazione e' una forza come la volonta', e puo' fecondare l'avvenimento che per se stesso e' senza sapore e senza colore , e' capace di accendere e di spegnere la gioia, di creare e di distruggere il dolore, di produrre e di guarire le malattie, come se emanasse un fluido possente che influenza l'avvenire e di cui ancora non si conosce l'essenza...

cio' che ha reale valore nella vita e' il presente, il passato e l'avvenire sono presenti che furonoe presenti che saranno, percio' impieghiamo ogni giorno come fosse l'ultimo della nostra esistenza come se dovessimo fare un bottinoper l'eternita', viviamo intensamente ogni minuto, scopriamo ogni recondito piacere che puo' offrirsi a noi, amiamo con tutto il cuore cio' che ci circonda: Carpe Diem

A presto Luciana Reginato Psicologa e Supervisor Counselor

lunedì 22 giugno 2009

Philosophy for Children


L'ospedale delle bambole

Maura Striano presenta il racconto "L'ospedale delle bambole", di Ann Margaret Sharp
Edito da Liguori

Entriamo all’interno del curriculum della Philosophy for children. Il curriculum, nasce con dei materiali che sono strutturati in modo da essere adatti alle dinamiche cognitive, affettive relazionali, dei bambini e degli adolescenti in varie fasce d’eta’. Il primo materiale che noi andiamo ad utilizzare nella scuola dell’infanzia, e’ materiale che e’ stato scritto a integrazione del curricolo, redatto da Lipmann, e redatto da Ann Sharp.


Nel video, breve presentazione del libro.

Buon ascolto Luciana






giovedì 18 giugno 2009

Counseling: cos'è e di cosa si occupa



Oggi desidero condividere con te , l'articolo che ho trovato nel sito Formazione salerno

Buona lettura.
Avete mai sentito parlare di counseling?
Sapete che cos’è? Di cosa si occupa?

Immaginate di trovarvi in un momento difficile e incerto della vostra vita, un momento in cui le nubi sembrano addensarsi e coprire la luce, vi sentite trascinati da emozioni negative e non vedete vie d’uscita, ebbene, è in quel momento che avete bisogno del counseling.


Il counseling è quell’insieme di tecniche che soffiano come il vento sui problemi, spazzando le nubi dell’incertezza, consentendo alla persona di rivedere la strada da percorrere per risolvere le sue preoccupazioni. Il professionista che padroneggia queste tecniche, si chiama counselor e il suo compito è di aiutare il suo cliente ad acquisire la sicurezza necessaria per affrontare una situazione delicata in un particolare ambito della sua esistenza.


Il counselor affronta problemi specifici di un individuo o di un gruppo, ma non tratta situazioni patologiche, ossia, quelle difficoltà umane che sono conclamate in un vero e proprio disturbo mentale o comportamentale. Le condizioni patologiche sono di pertinenza della psicoterapia e della psichiatria e non rientrano in una relazione d’aiuto qual è il counseling. Il counselor ha quindi clienti e non pazienti.


Come fa il counselor a intervenire? Come risolve i problemi? E’ importante fare una precisazione. Nessuna difficoltà può essere affrontata dall’esperto in una relazione d’aiuto suggerendone la soluzione, consigliando la strada da seguire.


Il counseling è sostanzialmente un rapporto di tipo umano, che si differenzia dal consiglio del buon amico, e si fonda su tecniche di osservazione e comunicazione che mirano a realizzare l’empowement. Per empowement s’intende il rafforzamento e la valorizzazione delle risorse già presenti nell’individuo, la possibilità che egli ha, una volta riacquistata la fiducia nelle proprie capacità, di rivedere il suo problema e trovare da se stesso i mezzi migliori per superarlo.


Il counseling offre, dunque, al cliente una situazione esplorativa, un setting in cui egli ritrova le proprie risorse smarrite, aumentando la propria autostima e accrescendo la fiducia nelle proprie capacità.


Con la rinvenuta serenità, il cliente può meglio scegliere per se stesso, compiendo le valutazioni più congrue ai suoi obiettivi e al suo stile esistenziale più autentico e profondo. L’ascolto del problema, ascolto attivo su più fronti, di tutti i canali comunicativi del cliente, apporta una maggiore cognizione della situazione, permettendo di realizzare quell’empatia fra professionista e cliente che progressivamente lo aiuteranno a tirarsi fuori dal pantano nel quale è momentaneamente incappato.


Si capisce da sé l’alto valore sociale, preventivo e anche pedagogico di una simile tecnica.
Il counseling sta trovando applicazione da vari decenni nei paesi anglosassoni e recentemente anche in Italia, negli ambienti più disparati, in tutte quelle situazioni sociali in cui possono paventarsi dimensioni problematiche.


Si pensi alle scuole di ogni ordine e grado, alle università, agli ambienti lavorativi, in campo sanitario, politico, sportivo, comunicativo ecc.

Nel nostro paese sta trovando una sistemazione sempre più ampia, ma stenta ancora a decollare totalmente a causa di una legislazione che non ne riconosce ancora il valore professionale.


Il counselor, invece, riceve la sua formazione in una scuola (di solito quelle di psicoterapia che prevedono corsi in relazioni d’aiuto) di durata triennale ed è tutelato da apposite organizzazioni nazionali in merito come la SI.CO. (società italiana di counseling) o il CNCP (Coordinamento nazionale counselor professionisti).


Anche se il cammino appare lento e faticoso, questa nuova professione si sta affermando già da un punto di vista culturale, a causa delle nuove esigenze della società che sempre più vedono nel counselor uno sbocco idoneo a situazioni che altrimenti non troverebbero giuste e sensate soluzioni.


Aricolo trovato nel sito www.formazionesalerno.com


A presto Luciana

lunedì 1 giugno 2009

Comunicazione


Breve escursus sulle dinamiche della comunicazione secondo Rogers e Carkhuff


NON C’E’ SITUAZIONE O COMPORTAMENTOVOLUTO O NON VOLUTO IN UNA SITUAZIONE DI INTERAZIONE CHE NON TRASMETTA UN MESSAGGIO E CHE NON VENGA COLTO COME MESSAGGIO DA QUALCUN ALTRO. NON SI PUO’ NON COMUNICARE. ATTIVITA’ O INERZIA MOVIMENTO O IMMOBILITA’ PAROLA O SILENZIO HANNO VALORE DI MESSAGGIO, INFLUENZANO L’ALTRO E L’ALTRO NON PUO’ NON RISPONDERE.

SCHEMA FONDAMENTALE DELLA COMUNICAZIONE

referente (contesto)
messaggio
produttore----------------------destinatario
canale (contatto)
codice

La comunicazione efficace è un processo circolare: l’emittente codifica, emette, invia l’informazione al ricevente che ascolta, decodifica, interpreta, elabora e a sua volta, da emittente, codifica il messaggio di ritorno/risposta/feedback che ritorna al primo emittente ora destinatario che decodifica ecc.

LA COMUNICAZIONE E’ EFFICACE QUANDO RICEVENTE E EMITTENTESI MODIFICANO CERCANDO DI COMPRENDERSI. UNA CULTURA DELLA FLESSIBILITA’COMBATTE RIGIDITA’ AUTOREFERENZIALITA’ E EGOCENTRISMO, PROPRI DI CHI COMUNICA SENZA VERIFICARE SE LA SUA COMUNICAZIONE E’ COMPRESA CORRETTAMENTE DALL’INTERLOCUTORE.

LA COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO DI CONTENUTO E UN ASPETTO DI RELAZIONE CHE CLASSIFICA E DETERMINA IL CONTENUTO.

Il codice verbale trasmette il contenuto della comunicazione attraverso la parola.
Il codice non verbale è l’aspetto di relazione nella comunicazione.

CODICE NON VERBALE:

GESTO E COLLOCAZIONE SPAZIALE(posizione in relazione all’altro, distanza, orientamento,direzionalità,tensione,apertura/chiusura)

POSTURA

SGUARDO

VOCE

CONTATTO

ATTEGGIAMENTO GENERALE DI ASCOLTO EFFICACE:

- NON PRONTO A REPLICARE- NON PRONTO A CONTRADDIRE- NON PRONTO A RIFIUTARE A PRIORI- PRONTO A COGLIERE I BISOGNI/STATI D’ANIMO E A MODULARSI SULL’ALTRO, ANCHE RIFORMULANDONE I CONTENUTI

LA CONGRUENZA

A livello intrapersonale è l’ascolto di sé riconoscendo come proprio qualsiasi stato d’animo, integrando sensazione ed esperienza. A livello interpersonale è la libertà di comunicare se stessi. Non c’è divergenza tra codice verbale e non verbale.

BARRIERE NELLA COMUNICAZIONE:

- ESSERE INCONGRUENTI
- DARE ORDINI
- MINACCIARE
- OFFRIRE SOLUZIONI
- GIUDICARE
- INDAGARE
- RIDICOLIZZARE
- INTERPRETARE
- CONSOLARE
- MINIMIZZARE

“Il counseling è una strategia di aiuto più profonda rispetto agli aiuti intuitivi (…). Esso si sviluppa “sulla originaria intuizione rogersiana secondo la quale se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirgli cosa fare (facendo unicamente attenzione al contenuto razionale di tale consiglio: ossia che sia realmente “sensato” rispetto alla situazione) quanto piuttosto quello di aiutarlo a comprendere la situazione e a gestire il problema prendendo da solo e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali”.
(R. Carkhuff, L’arte di aiutare, Introduzione all’edizione italiana di F. Folgheraiter)

TRIADE DI ROGERS: LE DISPOSIZIONI PERSONALI DELL’OPERATORE D’AIUTO

- genuinità o spontaneità (l’operatore genuino non nega la propria personalità ma la esprime, solo che sia liberato da atteggiamenti connaturati di tipo distruttivo)
- accettazione incondizionata o considerazione positiva incondizionata (la persona è accettata indipendentemente da ciò che pensa, fa, o dice, solo per quello che è e per la sua motivazione di cambiare)
- comprensione empatica (la capacità di mettersi al posto dell’altro, di vedere il mondo come lo vede costui. Né simpatia né perspicacia diagnostica, ma un mix di sentimento (coinvolgimento affettivo) e di intelligenza percettiva.

COMPETENZE DELL’HELPER NELLA RELAZIONE

- ATTENZIONE (attenzione fisica, osservare, ascoltare. Porta, come risposta, al COINVOLGIMENTO dell’helpee)
- RISPONDERE (ai contenuti, al sentimento, al significato. Porta all’ESPLORAZIONE)
- PERSONALIZZARE (il significato, i problemi, gli obiettivi. Porta alla COMPRENSIONE)
- INIZIARE (obiettivi, programmi, scadenze e rinforzi, passaggi, verifica. Porta all’AZIONE)TRE MODI DI RISPONDERE
- CONFERMA (“mi vai bene come sei”)- RIFIUTO (“nella definizione che dai di te non vai bene”)- DISCONFERMA (“tu non esisti”)
POSIZIONI ESISTENZIALI
- AGGRESSIVO (io vinco tu perdi)- PASSIVO (io perdo tu vinci)- DEPRESSIVO (io perdo tu perdi)- ASSERTIVO (io vinco tu vinci), indirizzando le energie passive e aggressive.

A presto Luciana